L’ultima sconfitta di Allegri: cronaca di Sassuolo – Milan

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Racconto la partita per come l’ho vissuta: ho tenuto la tastiera sotto le dita e ricopio gli appunti che ne sono sgorgati.

@calciocatania
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9’ De Jong conferma di non essere architetto, ma muratore. Con il supporto del giovane Cristante (da quando abbiamo ceduto il “giovane” Antonini, tocca a Bryan essere vincolato a questo aggettivo), recupera una palla, la porge a Robinho che la mette dentro. Ecco: questo è il momento in cui sostituirei il brasiliano.

13’ Bryan sradica un pallone in fascia, la passa a Mario che segna su azione. Era fermo, ma conta come gol su azione. Sta a vedere che la partita è finita qua e la prossima ora e mezza mi… Appunto.

14’ Domenico Berardi realizza l’azione gol per ora più bella: su una verticalizzazione notevolissima di Kurtic, brucia Bonera e dribbla Abbiati alla Inzaghi. Il premuroso telecronista mi ricorda, ogni dannata volta che l’esterno sinistro classe ‘94 tocca la sfera, che appartiene alla Juventus.

27’ Bonera insiste perché Berardi, che appartiene alla Juve, segni. Quando poi la palla va forte si gira per non infortunarsi, tanto c’è il giovane Abbiati che cura quel palo e accompagna il pallone con gli occhi.

D’altronde Adil Rami si allena con il Milan da soli tre mesi, forse non ha ancora assimilato i meccanismi di gioco di questa squadra vincente. L’alternativa, che tenderei a non prendere in considerazione, è che il francese sia meno in forma di Bonera.

40’ Berardi ogni volta che calcia impensierisce Abbiati: spero che la dirigenza milanista comprenda come ci sia bisogno di un trequartista.

41’ Sto scrivendo questo pezzo in diretta e non credevo davvero che Berardi avrebbe segnato ancora; il ragazzo, di proprietà della Juventus (per chi si fosse collegato solo ora) anticipa Emanuelson e la mette alla destra di Abbiati. I Galliani sono impietriti e Allegri ha lo stesso muso che aveva quando vincevamo 2 a 0.

“Non sono queste le cose che contano, è solo una partita di calcio”, va ripetendosi nella testa.

Sarà dispiaciuto Squinzi: è una settimana che ci viene cinguettata la sua fede milanista; il patron del Sassuolo non vorrebbe vincere col Milan, mentre voleva farlo con l’Inter. Confido che in campo industriale la sua volontà abbia un impatto maggiore sulla realtà.

45’ Sto per sedermi per il secondo tempo che Berardi tocca palla. 4 a 2. Che un giocatore segnasse 4 reti al Milan non era mai successo, sarò informato poi. Magari verso l’80′ suggerirei ad Allegri di marcare quel Domenico Berardi che potrebbe rivelarsi pericoloso.

55’ Allegri manda all’aria qualunque mia previsione (di solito effettua i cambi non prima del 75′) e inserisce Montolivo e il Pazzo per Nocerino e Cristante: il ragazzo in una partita e mezzo ha fatto un gol, un assist e ha preso una traversa, leviamolo. Se non altro si cambia modulo, ma ho l’impressione che una delle due new entry di gennaio non vedrà il campo stasera. Perché sostituire Robinho d’altronde?

57’ Quando Kakà inizia a fare falli, il tifoso milanista capisce che può andare a lavarsi i denti e mettersi il pigiama.

62’ Gran bomba di Mario, gesto quasi fuori luogo in questa partita.

65’ Entra Honda (per Robinho): viene scelto un match difficile per il suo esordio, che in Nipponia si staranno chiedendo questo Sassuolo quante Champions detiene. Soltanto farlo giocare dovrebbe portare soldi nelle casse del Milan.

67’ Pazzini non ha ancora toccato una sfera, mentre Honda non ha perso i primi due palloni: questo lo rende il migliore dei nostri palleggiatori.

68’ Gazzola a mio parere sta facendo una gran partita, insieme a Zaza e a Chibsah. Terzo pallone per Honda: non lo perde, fa tre finte ed esce dall’area; per sicurezza. Lo scopro appena più lento di Bierhoff. E in effetti i video che ho trovato mi mostravano solo suoi gol su punizione.

69’ C’è solo il Milan (…) ed accade un evento dalla portata ben maggiore del poker di Berardi (che è della Juve): un traversone pericoloso di Emanuelson! Honda la colpisce di testa, ma Pazzini in mezzo riesce a bloccarla.

75’ Berardi a terra per crampi, non dovrebbero farlo correre così. Quindi cambio per il Sassuolo: nessuno al momento credo possa procurarmi più dolore. Poi vedo l’unto capello di Schelotto inquadrato.

83’ Mario si muove e cerca un volitivo Pazzini. Kakà cerca Honda. Emanuelson cerca un cross. Una squadra di cercatori. Telecamera su Allegri: impassibile.

84’ Kakà a Honda che colpisce il palo interno, e poi Pazzini a 1400 mm dalla porta centra il portiere. “Calciospettacolo, c’è solo una squadra in campo!”, giubilano ad una sola voce i giornalisti giapponesi, aumentati all’ingresso di Honda. E continuano ad arrivarne. Che mi chiedo quante testate potrà mai avere un Paese con il doppio della nostra popolazione. Non nucleari, intendo. Il calcio tira fuori il peggio di me.

86’ E mentre lo fa arriva una palla a Montolivo che disegna un rasoterra da fuori area come Cristante settimana scorsa. La certezza su cui fondare la nostra rimonta è che Berardi è uscito. Mi piacerebbe che i ragazzi lo ripetessero come mantra anche nelle prossime partite: “Berardi non sta giocando contro di noi”.

95’ Traversa incredibile di Pazzini dalla distanza, saranno 1700 mm. Che per quanto mi riguarda potrebbe prendere sottobraccio Allegri e Bonera e andarsene in Giappone.

Resta la migliore partita che il Milan abbia mai giocato con un giapponese nelle sue fila.

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Nasco tra Milan(o) e l'Inghilterra. E lascio il cuore in Olanda, già che ci sono, tripartito. Da milanista tifo i piedi educati e le menti aperte, i capitani di lungo corso e i registi. Faccio più fatica con i cugini che con i gobbi. Credo che la poesia sia ciò che spunta quando hai la palla all'altezza della linea di metà campo e alzi la testa: tutti i gol migliori partono da lì, che poi vengano segnati di esterno o di fegato, di cuore o di doping.

2 Comments

  1. Complimenti Erberto, una cronaca divertentissima eppure seria. Forse sei stato troppo duro con Pazzini: pensa a cosa avrebbe combinato Matri (che era della Juve). Sarò curioso di leggere la tua opinione su Seedorf.

  2. Hai ragione: Giampaolo Pazzini ci ha impiegato un po’ ad entrare in partita, ma poi si è battuto, ha rincorso e recuperato un pallone che aveva perso, ha tirato in porta. Ma, che tu sia Pazzini o Matri, da due metri la devi buttare dentro e lui per due volte non l’ha fatto.

    Sarò io curioso di vedere Seedorf allenare.

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