Tre motivi per vedere Sense8

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tre motivi per vedere sense8

Tutti parlano di Netflix, qualcuno ha cominciato anche ad usarlo, Lana e Andy Wachowski hanno ideato e realizzato Sense8, una serie che dopo i primi 12 episodi usciti a giugno di quest’anno (doppiata poi in italiano), è stata confermata per una seconda stagione già dalla fine dell’estate. Perché vederla tra le migliaia di serie possibili? Vi dò 3 motivi.

1. I fratelli Wachowski

Padri e autori della trilogia di Matrix e di Cloud Atlas. Ciò che lega i loro film non è l’ambientazione ma -oserei dire- lo sforzo che richiedono. Sono considerati tutti film di fantascienza ma il riferimento diretto è più che altro alla fisica e alla meccanica quantistica. C’è un filo rosso che unisce i mondi dei fratelli Wachowski, che unisce uomini fatti di piccolissime cose (materia) e di onde (vibrazioni), con cui comunicano nello spazio e nel tempo spogliati di ogni forzata convenzione. Anche questa volta con Sense8 siamo in un mondo altro, nonostante i confini geografici siano effettivamente gli stessi. I protagonisti sono 8 giovani, tra donne e uomini, diversi per provenienza, religione, orientamento sessuale e lavoro, l’attitudine che li accomuna è il loro essere connessi attraverso i sensi e per questo sono chiamati i senzienti, in inglese sensate (gioco di parole con il numero dei protagonisti). Telepatia, insomma. Da un certo momento della loro vita, un personaggio misterioso con la loro stessa capacità tenta di catturarli per fermare la grande forza che generano. I loro sensi sono collegati e ognuno di loro percepisce in un crescendo tutto ciò che sentono gli altri, sia emotivamente sia in relazione al mondo esterno, come qualcuno che bussa alla porta, o un treno che passa. Ma la particolarità più straordinaria e difficile da gestire è che tutti e 8 nel momento in cui entrano in connessione acquisiscono le capacità degli altri sia a livello di competenze che di temperamento. È dopo una prima fase di smarrimento, tra l’inconsapevolezza e un’ipersensibilità al limite con la follia, che si incontrano tra Nairobi, Chicago, Londra, Seul, Mumbai, Città del Messico, San Francisco e Berlino senza quasi mai spostarsi col corpo fisico. Da quel punto tutto si mescola e diventa un corpo unico che fatica a ignorare ogni parte che lo costituisce.

2. Qualcosa di nuovo

È una serie giovane e ancora poco chiacchierata, anche da critici e opinionisti. Non è un blockbuster, non è stata presentata con grosso clamore ma è un prodotto fresco e un tentativo di fare qualcosa di diverso. È facile da seguire anche se tenta di dare un messaggio gigante: somiglia a un maestro piccolo e dolce portatore di verità, tali solo per chi la sa vedere.

Una serie nuova e fresca targata fratelli Wachowski: vi diamo tre motivi per vedere sense8

3. Poetica dell’autore

Sembra una serie vintage a guardarne i colori, e senza questo stridere non sarebbe la stessa cosa. La fotografia chiara, a tratti anche desaturata, a cui siamo abituati sia nei film che nelle serie, i colori, in questo caso destabilizzano, sono forti, pieni, a tratti addirittura kitsch. Più da cinema latino. È una serie calda, che fa soffrire ma sa anche far gioire. Fin dal primo episodio di Sense8 è facile capire come ci si trovi davanti a quella che il professore del liceo amava definire “poetica dell’autore”, e che più tardi abbiamo capito essere quello che un artista non vuole smettere di dire, perché non solo ci crede, ma non ha intenzione di trascendere. Come per Lost parlare dell’isola non è parlare di una terra circondata dal mare, in Sense8, i sensi non sono i 5 o i 6 di cui abbiamo fatto sempre esperienza, e l’anima non è qualcosa di oscuro e staccato dal corpo. Ma non fatevi ingannare: Sense8 non è un trattato di ascetismo cinematografico, ci troviamo davanti semplicemente al tentativo di una grande dichiarazione di Libertà. Le città coesistono e stridono, le culture dei personaggi si scontrano con la stessa potenza con cui in un corpo entrano in conflitto tutti i condizionamenti cui ogni persona è sottoposta.

L’8 agosto 2015 è stata annunciata la produzione di una seconda stagione.

Il produttore, J. Michael Straczynski, ha spiegato:

Il modo in cui io e i Wachowski tendiamo a lavorare comporta il creare la serie insieme e portarla avanti insieme. Siamo persone che pensano a lungo termine. Guardiamo il percorso che stiamo per intraprendere e ci chiediamo: dove andrà a finire? La prima stagione è una storia di origini, mentre la seconda stagione ha un arco narrativo particolare.

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Animo mal mescolato tra toni scuri e una buona dose di arancione. Leone ascendente scorpione: selettiva e piena d’amore. Mi piace la gente quanto il cinema, per questo a volte li preferisco a targhe alternate. Non so che significa ma ho sempre amato il dispotismo illuminato.

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