Totti è ancora Totti, Totti sarà sempre Totti, Totti non è più Totti

di
totti
@vogliadiroma

Tipo il gioco delle tre carte:
Spalletti, Pallotta e Totti.
Spallotta.
Spallotti.
Paltetti

O anche di quanto poco mi possa interessare la vicenda di cui state parlando da un bel po’.

Che se non ci fosse la questione Unioni Civili o quella di Petaloso a tenere a freno l’agenda dei temi caldi credo che a quest’ora qualche senatore in cerca dell’ultimo colpo di coda avrebbe pure lanciato un’interrogazione parlamentare.
E invece no.

Peccato.

Ho pensato una cosa soltanto su questa vicenda, e l’ho pensata ieri sera.

Una volta a Totti chiesero quale fosse il suo più grande sogno e lui rispose di poter tornare a girare tranquillo per Roma.
Io ieri per la prima volta in vita mia, ho visto il Capitano in giro per Roma. Non era allo stadio, l’unico luogo dove l’avevo visto fino a quel momento. Era sul marciapiede, fuori da una gelateria,  insieme alla moglie. E poca gente intorno. Era lui e non c’era il panico. Forse la risposta a tutta la questione sta qui.

Totti è ancora Totti, Totti sarà sempre Totti, ma Totti non è più Totti.

E sono tre affermazioni che in un contesto normale si annullerebbero,  mentre adesso, qui e ora, hanno tutte totalmente senso.

Totti è ancora Totti. È il Capitano, non è stato depotenziato e ancora oggi ogni sua parola, lo abbiamo leggermente notato, rimbomba e resta nell’etere per ere geologiche, manco giorni.

Totti sarà sempre Totti. E vattelo a scordare un giocatore così. Qui a Roma, poi.

Infine Totti non è più Totti. Ma non c’è alcuna cattiveria. Solo realismo. Francesco a settembre compirà 40 anni. E a 40 anni davanti a un professionista di 19 anni tu perdi almeno nove volte su dieci. 40 anni sono per un calciatore quello che la forza di gravità rappresenta per le tette di una donna di 35 anni. Bisognerebbe accettare e basta la realtà, ma mi rendo conto che non è la cosa più facile del mondo.

Io non penso (e non mi è stato chiesto) di poter dare nessun consiglio al capitano. Lui faccia quel che vuole. Si ricordi solo che le sue parole le ascoltano tutti, fin troppo attentamente. E si ricordi pure che si può essere parte di un gruppo e leader anche giocando poco, ma tenendo uniti, dispensando consigli e distribuendo pure qualche coppino ben assestato sulla nuca di chi non capisce.

Se mi chiedessero (e ribadisco che non mi è stato chiesto) “dai un consiglio al Capitano”, mi limiterei a dire quello che ho appena scritto. Col massimo dell’umiltà e magari offrendogli un cono da 2 euro nella gelateria davanti a cui l’ho incrociato ieri.

Ai tifosi invece dico (e stavolta penso di poter dar consigli) di diffidare da chi usa Totti per  combattere le proprie piccole guerre interne o esterne alla Roma, ma che intorno alla Roma gravitano in qualche modo. Se poi volete che vi faccia pure i nomi e cognomi contattatemi e vi faccio la Coso’s List. Non avete idea di quanta gente brutta pur di non lavorare si metta a chiacchierare di Roma ringraziando gli amici sponsor a cui poi scrocca pure le cene.

E ricordate. C’è solo un capitano. Sempre.
Sarebbe meraviglioso se accanto a lui ci fosse poi qualcuno con le palle capace di consigliarlo come dio comanda.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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