Totoministri governo Renzi: tutti i nomi possibili

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totoministri governo renziDa circa una settimana, da quando cioè si è concretizzata l’ipotesi di un Governo Renzi, impazza su tutti i mezzi di comunicazione il totoministri, ovvero il tentativo di azzeccare la rosa dei segretari di Stato che affiancherebbero il Presidente del consiglio nominato qualora dovesse riuscire a ottenere la fiducia delle Camere.

Per non smentire la sua nomea di uomo del fare. il rottamatore giura di aver già pronta quella lista provando così a confutare l’impressione generale che il suo sia comunque un Governo di compromesso, costretto poggiare su una fragile maggioranza e quindi attento ai pesi e contrappesi derivanti dall’assegnazione di ogni singolo dicastero.

Dall’esterno, in realtà, complici anche le dichiarazioni, più o meno volontariamente, pubbliche di alcuni dei “papabili” (da Baricco a Strada, da Guerra a Prodi, da Farinetti a Rosso a Barca) la situazione appare leggermente più ingarbugliata di quanto l’ormai ex sindaco di Firenze vorrebbe farci credere. Ma andiamo con ordine e partiamo da quei ministri che sono dati ormai per certi dalla maggior parte delle fonti d’informazione, i confermati provenienti dal governo Letta, quelli provenienti dalla segreteria del PD ed i tecnici.

Totoministri governo Renzi: confermati

Fra i confermati prima di tutto la pattuglia alfaniana che dovrebbe garantire a Renzi la fiducia del NCD, e quindi Beatrice Lorenzin alla Sanità (soprattutto dopo il presunto no di Gino Strada) e Maurizio Lupi alle Infrastrutture (sempre che non rispunti in extremis il nome di Mauro Moretti, ad. di Trenitalia), oltre ovviamente allo stesso Alfano, il cui caso analizzeremo più avanti nell’articolo. Tra i confermati dovrebbe rientrare anche Emma Bonino agli esteri, se non altro per garantire continuità alle difficili partite diplomatiche che l’Italia sta intrattenendo sullo scacchiere internazionale, prima di tutte quella per il rimpatrio dei Marò dall’India. Andrea Orlando dovrebbe rimanere al suo posto al Ministero dell’Ambiente.

totoministri governo renzi

Totoministri governo Renzi: area Pd

Fra i ministri dati per sicuri anche due membri della segreteria del PD come Federica Mogherini che andrebbe ai rapporti con l’UE e la fedelissima della Leopolda Maria Elena Boschi che sostituirebbe alle riforme il molto meno appariscente Gaetano Quagliarello. Sempre dalla segreteria verrebbe il portavoce Lorenzo Guerini che andrebbe ai Rapporti con il Parlamento.

Totoministri: i Tecnici

Confermato, anche perché non si è ancora ben capito se il suo incarico sia o meno fra quelli soggetti allo spoil system ministeriale, dovrebbe essere il commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, mentre allo Sviluppo Economico è dato per certo, dopo il gran rifiuto del patron di Luxottica Guerra, l’ex Presidente Telecom Bernabè. Alla Giustizia si fanno i nomi di Livia Pomodoro, presidente del tribunale di Milano, e, un po’ meno, di Michele Vietti, vice presidente del CSM.

Totoministri: Ministeri Chiave

Se una volta i ministeri chiave si potevano contare sulle dita di una mano oggi l’unico a potersi fregiare di questo titolo, anche a causa della situazione in cui versa il Paese, sembra essere rimasto il Superministero dell’Economia. Agli Interni infatti potrebbero andare indifferentemente sia Alfano (che resterebbe comunque vicepremier) che Franceschini, che potrebbe però “accontentarsi”, nel caso in cui l’agrigentino punti i piedi, della Cultura (ridotta ancora una volta a premio di consolazione per politici senza cadrega dopo il no del già contestatissimo Baricco).

Alla Difesa troviamo il trio Pinotti, Parisi, Fiano. Ma veniamo al Ministero di via XX Settembre. Qui i nomi fatti competono per numero con quelli della rosa dell’Inter dell’era Moratti. Prodi, Barca, Saccomanni, Letta, Amato, Del Rio (dato in un primo momento per certo come Sottosegretario alla Presidenza), Reichlin, Fassino, Padoan, Lanzillotta, Montezemolo (per lui si diceva potesse essere coniato il cafonissimo Ministero del Made in Italy), Bini Smaghi.

totoministri governo renziA parte le smentite ufficiali (Letta e Prodi) e quelle “estorte”, clamoroso il caso di Fabrizio Barca, gabbato dal falso Vendola de La Zanzara di Cruciani e Parenzo, gli altri rimangono tutti in corsa, e chissà che nei prossimi giorni non spunti anche qualche nuovo nome per un ministero la cui assegnazione dovrà adempiere al difficile compito di mettere d’accordo tutti, i partiti della maggioranza, il Capo dello Stato e la comunità internazionale preoccupata per Italia, osservato speciale ormai da qualche anno.

Totoministri: gli altri

Per il Ministero del Lavoro come sempre in campo il nome di Pietro Ichino che rischia ancora una volta di fare la figura di quello che entra papa in conclave, mentre gli altri nomi in lizza sono quelli di Tito Boeri, Marianna Madia, Guglielmo Epifani, Cesare Damiano, tutti accomunati dal costituire il “contentino” per la cosiddetta “sinistra” del PD uscita sconfitta dalle primarie per il segretario.

Alla cultura, se Franceschini dovesse spuntarla con Alfano, si fanno i nomi di Cuperlo e Orfini (confermando di fatto il ragionamento fatto poc’anzi). Per gli Affari Regionali pare ormai sicuro il nome di Riccardo Nencini del PSI, così come quello di Ernesto Carbone all’Agricoltura. Un po’ triste la scelta di appaltare il Ministero dell’Istruzione a Scelta Civica (nella persona di Stefania Giannini) segno che ricerca, istruzione e innovazione non sono forse fra le priorità dell’azione di Governo del giovane rottamatore fiorentino.

Insomma la ridda dei papabili è impressionante e grande la confusione sotto il cielo, tanto che certi nomi usciti per scherzo dai social network, come quello di Jovanotti o Fabio Volo (in onore dell’aura pop del segretario Bomba) o di un Consiglio formato dall’intera famiglia Cunningham (e come potrebbe essere altrimenti se il Presidente è Renzie), non sembrano meno probabili di quelli che sono usciti e continuano a uscire sugli organi di stampa più prestigiosi.

Che poi un Matteo Orfini se la cavi meglio di Fabio Volo alla Cultura o che stiamo più tranquilli con Amato in via XX Settembre di quanto lo saremmo con Howard Cunningham è ancora tutto da dimostrare.

Immagine|Telegraph

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Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

1 Comment

  1. L’impressione è che si facciano nomi piuttosto mediatici (Baricco, Farinetti, Strada, manca solo Batistuta) ma che alla fine la squadra di governo assomiglierà in maniera impressionante a quella di Letta. Quindi?

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