Torta Biscotto di Savoia senza burro e glutine

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Ricetta della torta biscotto di Savoia senza burro e glutine: fai la spessa ma stiamo parlando di un savoiardo? Certo che si.
Se i pavesini vi son sempre piaciuti e vorreste proporre qualcosa di morbido e semplice per dessert (la morte sua con il caffè) o per merenda, allora cascate bene con la torta biscotto o biscuit di Savoia.Per la gioia degli intolleranti seri questo biscottone è senza glutine e senza lattosio. Attenzione però che la fecola di patate non contenga glutine, non si sa mai su come sia stata prodotta.

Non è una torta fascinosa, particolarmente bella o esotica. Però è un disco profumato, spugnoso, con la crosticina di zucchero e il mio fidanzato e i gatti devo tenerli lontani col fuoco: una garanzia. Si può servire semplicemente tagliato a fette con della frutta, spalmarlo di marmellata (però è già dolce di suo), oppure come un disco di pan di spagna e come base del tiramisù…a voi la scelta.

Esistono diverse scuole di pensiero circa la preparazione, la ricetta che vi propongo io è la meno impegnativa e garantisce comunque un ottimo risultato.

Ricetta Torta Biscotto di Savoia senza burro e glutine

Preparazione:
Dosi per uno stampo da 26 cm si ottiene un disco di 2 cm – Riducendo lo stampo si guadagna in altezza

  • 3 tuorli
  • 4 albumi
  • 75 g di fecola di patate
  • 150 g di zucchero a velo
  • un pizzico di sale
  • la scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
  • burro (senza lattosio per gli intolleranti) o olio per lo stampo
  • zucchero di canna q.b. per lo stampo

torta biscotto di savoia senza burro e glutine

Preparazione

1. Scaldate il forno a 180°. Imburrate/oliate abbondantemente la teglia e cospargetela di zucchero di canna. Lo so cosa state pensando “mi si attaccherà tutto alla teglia, e quindi dovrò cercarti e ucciderti brutta gallina”. Non temete, e soprattutto non venite a cercarmi, non è affatto difficile staccare il fondo caramellato dalla teglia, basterà un colpetto di spatola rigida non appena il biscotto si sarà intiepidito. Non mi è mai capitato di danneggiare la teglia ne di rompere il dolce. E alla fine la crosticina di zucchero da la sua soddisfazione.

2. Lavorate i tre tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema densa e liscia. Montatela bene. Aiutandovi con un colino per setacciarla, aggiungete poco alla volta la fecola di patate. Vi sembrerà troppa e il risultato finale vi farà subito pensare ad un panetto di Didò, ma niente paura, così deve essere. Una pasta molto asciutta e soda. Dovete ancora aggiungere gli albumi montati!

3. Montate a parte gli albumi a neve ben ferma. Aggiungete al vostro panetto di pasta di fecola, zucchero e uova tre cucchiai di albumi e cominciate a mescolare fino a che non li avrete incorporati (senza smontarli) ottenendo una crema lucida e più morbida. Aggiungete la scorza di limone e il sale.

4. A questo punto servendovi di una spatola morbida incorporate il resto degli albumi delicatamente, con movimenti ampi dal basso verso l’alto. Cercate di mantenere il composto il più soffice possibile. Versatelo nella tortiera e infornate per .

5. Quando la superficie sarà ben dorata spegnete il forno e lasciate intiepidire il dolce al suo interno con lo sportello aperto. Dopo qualche minuto, come vi anticipavo prima per evitare il linciaggio, con una spatola rigida controllate che il fondo della torta sia ben staccato dalla tortiera.


Non consiglio di servirlo caldo. Nei primi minuti infatti se lo si assaggia si percepisce quasi esclusivamente l’aroma dell’uovo. Una volta freddo i sapori sono più equilibrati e gradevoli.

Fatemi sapere, intanto buon lavoro!

Per vedere altri dolci senza glutine guardate qui.

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Scenografa, attrezzista e costumista laureata all' Accademia a Brera, al momento responsabile di segreteria scientifica storia lunga, non chiedete, è prolissa. Approdata al veganesimo per solidarietà verso la mamma intollerante alle proteine animali, ha imparato quanto più possibile. Cacciata con disonore dai ranghi del VVF (Vegani Veramente Forsennati) poiché beccata a papparsi un Kebab. Non è riuscita a limitarsi ma conserva le ricette migliori degli anni vegan.

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