Il sinistrorso milanista e Berlusconi

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milanistaPer il milanista sinistrorso conciliare etica e passione calcistica è sempre stato un dannato affare, soprattutto a Milano. Per l’interista sinistrorso la faccenda è più semplice: fino all’altroieri il presidente era Massimo Moratti, petroliere, ma sposato ad un’ambientalista, a Emergency e al Subcomandante Marcos.

E poi la sinistra perde, come sa Matteo Renzi. E anche l’Inter lo fa. Mai andata in B, un anno vince l’impossibile, Javier Zanetti andrebbe clonato… ma di solito perde. Il Milan no (e neanche la Juve, aggiungo).

Il punto è che tifo Milan da quando ancora non formulavo frasi con subordinate, e questo mi facilitava. Io tifo al Milan, il Milan è forte, l’Inter fa schifo, sono proposizioni che non necessitano di perifrasi che spieghino e che sfumino.

A 5 anni pensavo che il Milan fosse forte e basta, non pensavo che il Milan fosse forte perché il presidente Silvio Berlusconi vi investiva più soldi degli altri presidenti. E quando l’ho capito era troppo tardi per valutare i competitor ed eventualmente cambiare squadra.

I miei auspici riguardo la proprietà del mio club favorito sono andati così mutando:

Spero che Berlusconi venda il Milan, il fatto che sia il Presidente della mia squadra mi provoca imbarazzo e conflitto d’interesse. Marzo 1994, vittoria di Forza Italia, io tredicenne la cui coscienza politica ripete ciò che sento dagli adulti che mi circondano.

Spero che Berlusconi torni ad occuparsi di più di Milan. Maggio 2001, vittoria della Casa delle Libertà, io ventenne la cui coscienza politica cerca di abbracciare il globale prima del locale e ritiene che per il mondo non possa essere una buona notizia un tycoon al governo del pur piccolo Stato italiano.

Spero che a Berlusconi accadano Brutte Cose. Luglio 2001. Punto. Che il luglio 2001 passa alla storia per i fatti criminali di Genova e basta.

Potete ben capire come nel mio sguardo sulla vita l’anima milanista abbia un ruolo relegato all’amore per le grandi gesta sportive, per le storie di campioni, meglio se forti e italiani, ma che, a fronte di altri impegni, non mi crucci molto di perdermi diverse partite.

E neanche di perdere diverse partite, tutto sommato. Specie se si perde giocando bene: da anomalo animale del tifo prediligo il bel gioco alla concretezza. Specie se si perde(va) giocando male con l’insopportabile Allegri in panca: ogni sconfitta era buona per potersene lamentare sulla pubblica piazza.

Specie se si perde con Berlusconi Presidente onorario: mica che riesca a racimolare qualche voto in più semplicemente per l’immagine di vincente che comunica grazie al suo maxi investimento.

Anche se ho l’impressione che, comunque, questo giochino funzionasse di più qualche anno fa, eh. Quando Berlusconi si confrontava con rivali politici di sinistra.

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Nasco tra Milan(o) e l'Inghilterra. E lascio il cuore in Olanda, già che ci sono, tripartito. Da milanista tifo i piedi educati e le menti aperte, i capitani di lungo corso e i registi. Faccio più fatica con i cugini che con i gobbi. Credo che la poesia sia ciò che spunta quando hai la palla all'altezza della linea di metà campo e alzi la testa: tutti i gol migliori partono da lì, che poi vengano segnati di esterno o di fegato, di cuore o di doping.

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