Thomas Sankara e le scope dei cittadini

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Il 26° anniversario dell’assassinio di Thomas Sankara (15/10/1987), giovane e rivoluzionario Presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987, è l’occasione per delineare un punto della situazione sui movimenti in atto oggi nel Paese.

Per capirne qualcosa di più abbiamo partecipato lo scorso 12 Ottobre al dibattito promosso dall’Associazione Sunugal a Milano. Tra i numerosi interventi, ci ha colpito in particolare la testimonianza di Alassane Dougoulou, esponente del movimento pacifista e apolitico di (re)azione contro il potere corrotto “Le balai citoyen”, ossia: “La scopa cittadina”.

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I principali obiettivi della lotta sono semplici eppure estremamente difficili da raggiungere: una vera democrazia e un buon governo. Il simbolo della scopa, come spiega il portavoce del movimento, vuole rappresentare qualcosa di semplice che tutti possono usare, nell’idea che non bisogna necessariamente riconoscersi in un partito politico per esigere il rispetto dei propri diritti.

Il senso civico e la responsabilità morale di tutti i cittadini sono le uniche armi indispensabili per ripulire il paese dalla corruzione e dagli abusi di potere. Durante l’intervento di Alassane Dougoulou, scorrono sullo sfondo le immagini di alcune manifestazioni in cui folle di giovani burkinabé agitano a braccia tese le loro scope, e alzano striscioni con lo slogan: “il nostro numero è la nostra forza!”.

La lotta è sentita oggi più che mai, infatti proprio in questi giorni si discute– entro i limiti della censura – la possibilità che il presidente del Burkina Faso Blaise Compaoré, strenuo difensore degli interessi della Francia, modifichi l’articolo 37 della Costituzione, per poter essere nuovamente eletto nonostante abbia superato i limiti temporali imposti dallo stesso articolo.

La voglia dimostrata in occasione del Sankara Day di confrontarsi sull’argomento, di parlarne e di ascoltare i racconti di chi vive simili ingiustizie in prima persona, prova che gli ideali di Thomas Sankara non sono morti con lui.  In Burkina Faso la speranza di un futuro migliore è viva e a quanto pare anche in Italia, nonostante il disinteresse dei mezzi d’informazione, c’è una fitta rete di controinformazione che si muove a favore di una, per dirla alla Sankara, decolonizzazione delle nostre menti.

 

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Migrante tra i migranti. “Ex-per il momento-arabista”, laureata in studi linguistici e culturali sul Mediterraneo, studia scienze sociali per la mediazione interculturale. Irrefrenabilmente attratta dal mutevole e dall’intangibile – vale a dire dalla natura del mondo e delle relazioni – cerca se stessa nell’incontro con l’Altro.

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