The we and the I: il film di Michel Gondry mai distribuito in Italia

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The we and the I: il film di Michel Gondry mai distribuito in Italia Con Alex Barrios, Amanda Mercado, Brandon Diaz, Chantelle-Lisa Davis, Chenkon Carrasco, Jacob Carrasco, Jillian Rice, Jonathan Ortiz, Jonathan Scott Worrell, Kenneth Quinones, Konchen Carrasco,Laidychen Carrasco, Luis Figueroa, Manuel Rivera, Marlene Perez, Meghan Murphy, Michael Brodie,Raymond Delgado, Raymond Rios, Teresa L. Rivera, Teresa Lynn. Commedia/drammatico USA 2013. Durata: 103 minuti.

Acchiappiamolo. I misteri delle distribuzioni cinematografiche sono infiniti ed è per questo che con la nostra nuova rubrica questo mese ci troviamo ad acchiappare The we and the I, film del 2012 del cineasta francese Michel Gondry. Passato in rassegna al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, il film non è mai approdato nelle sale italiane.

The we and the I: il film di Michel Gondry da vedere

Il nome che non tradisce. Gondry, regista di un film cult come Eternal Sunshine of the spotless mind (Se mi lasci ti cancello) e L’arte del sogno, si sa, è uno a cui piace sperimentare, anzi, ha fatto proprio della sperimentazione il suo tratto distintivo, destreggiandosi egregiamente sia tra vari generi (videoclip, documentari, fiction) e differenti stili registici.

La trama di The we and the I. Siamo nel Bronx, ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive. Dai corridoi scolastici osserviamo gli studenti prendere l’autobus e viaggiamo con loro durante tutto il tragitto, fino al tramonto, quando anche gli ultimi lasceranno il mezzo.

Tela dal tratto impressionista. Così possiamo definire la pellicola, dove lo spettatore – anche lui passeggero del bus – osserva il susseguirsi isterico delle vicende degli adolescenti: bulli che fanno i gradassi sia con i loro coetanei che con gli adulti, liste di feste con esclusioni senza sensi di colpa, video virali passati tramite cellulare, giochi di sguardi, botte, sogni di ricchezza, lettere d’amore, abbracci. La vita in tutta la sua passionale – e ingenua, cruda, tenera – energia.

Stile documentaristico. Il film è girato con uno stile da documentario, le riprese sono sballottate su, giù, sopra e sotto al passaggio delle buche e al passaggio delle montagne russe emotive dei protagonisti. I giovani interpreti sono veri liceali del Bronx che recitano la parte di se stessi, e se all’inizio sembrano solo un ammasso di ragazzini, piano piano impariamo a conoscerli uno ad uno e a fare il tifo per uno piuttosto che per l’altro.

Dirty New York. Nel film la New York della 5th Avenue e di Time Square lascia spazio al sobborgo più pericoloso e violento della grande mela che, anche se ripreso solo attraverso i finestrini sporchi di un autobus, emerge in tutte le sue molteplici sfaccettature. Quello che offre Gondry è uno sguardo non certo facile da seguire, ma di certo – ancora una volta – interessante e mai banale. Anche in questo caso, speriamo che qualche distribuzione italiana prima o poi se ne accorga. Che la caccia al tesoro abbia inizio!

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Una laurea in linguaggi dei media e un diploma di montaggio alla Civica di Cinema. Poi uno stage a Nocturno, tra Lucio Fulci e Rob Zombie e uno al TG5, tra George Clooney e Madonna. Approda a Iris (Mediaset) come assistente alla regia. Ora autrice televisiva e filmmaker. Divoratrice di film più che mangiatrice di uomini.

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