Come fare la tarte tatin francese: due ricette da provare!

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Procedimento

0. Per preparare la pasta brisée: va lavorata con ingredienti freddi. Nel mixer mettete la farina e il burro freddo. Frullate fino ad ottenere un composto sabbioso. Disponete a fontana su un piano freddo, aggiungete l’acqua e impastate. Coprite con della pellicola e lasciate riposare in frigo per mezz’ora.

1. Nel frattempo sbucciate le mele, levate il torsolo e tagliatele in 4 spicchi. Dovrete disporle nella teglia da 26 cm di diametro, ma in base alla grandezza delle mele può variare il numero di quante vene serviranno. Il mio consiglio è di cominciare a pulirne 6, dopodiché aggiungerete le altre finché ci staranno.

2. Imburrate la teglia, con il burro rimanente formate dei ciuffetti e disponeteli uniformemente sul fondo. Spolverate il tutto con circa 2/3 dello zucchero di canna al quale avrete mescolato la vaniglia e disponetevi sopra le mele un po’ discoste dal bordo. Devono essere posizionate a raggiera con la parte concava verso l’alto e il dorso a contatto con lo zucchero. Una volta disposto questo primo strato spolveratelo con lo zucchero rimanente e cominciate il secondo. Stavolta gli spicchi devono avere il dorso rivolto verso l’alto e la parte scavata verso il basso. Incastrateli sopra al primo strato.

2. Mettete il tutto in forno per 15 minuti a 220° in modo che le mele si ammorbidiscano e lo zucchero si sciolga. Dopo 10 minuti però controllate che lo zucchero non stia bruciando!

3. Stendete la pasta brisée, sfornate le mele, cospargetele con la scorza di limone e fatele intiepidire. Abbassate la temperatura del forno a 180. Disponete la pasta brisé sopra le mele rivoltando il bordo verso il basso e con uno stecchino fate pochi forellini sulla pasta.

4. Infornate nuovamente per 30 minuti a 180 gradi. In ultimo sfornate, lasciate riposare il tutto per 5 minuti e poi capovolgete la torta su di un piatto.

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Scenografa, attrezzista e costumista laureata all' Accademia a Brera, al momento responsabile di segreteria scientifica storia lunga, non chiedete, è prolissa. Approdata al veganesimo per solidarietà verso la mamma intollerante alle proteine animali, ha imparato quanto più possibile. Cacciata con disonore dai ranghi del VVF (Vegani Veramente Forsennati) poiché beccata a papparsi un Kebab. Non è riuscita a limitarsi ma conserva le ricette migliori degli anni vegan.

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