Summit New York clima: passare dalle parole ai fatti4 min read

25 Settembre 2014 Ambiente -

Summit New York clima: passare dalle parole ai fatti4 min read

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Summit New York clima

Il cambiamento climatico definirà drammaticamente il futuro di questo secolo più di ogni altra crisi, è una minaccia urgente e crescente e sta cambiando la faccia al pianeta più velocemente di quanto siano gli effetti attesi delle misure adottate fino ad oggi.

Queste le parole del presidente Barack Obama intervenendo martedì durante il summit di New York sul clima convocato dal segretario Ban Ki Moon al palazzo di Vetro.

I campanelli d’allarme continuano a suonare. Ed I nostri cittadini continuano a marciare. Non possiamo far finta di non sentirli. Dobbiamo rispondere alla chiamata.

Obama ha evidenziato come la sua amministrazione si sia impegnata a ridurre le emissioni di gas climalteranti, con il piano per la riduzione delle emissioni delle centrali termo-elettriche presentato lo scorso Giugno. A sorpresa ha poi dichiarato che ha dato mandato alle agenzie federali di introdurre la resilienza delle infrastrutture e delle comunità nei prossimi programmi di cooperazione allo sviluppo.

Il summit di questa settimana è stata anche l’occasione per il presidente americano di incontrare il vice-premier cinese Zhang Gaoli, enfatizzando durante il loro meeting bilaterale come USA e Cina, in quanto principali emettitori di CO2, abbiano una responsabilità maggiore nell’affrontare questa sfida.

è quello che le grandi nazioni devono fare, assumersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete al mondo intero.

ha detto Obama. Vediamo se le sue azioni risponderanno a questo principio di responsabilità.

Il presidente americano ha posto l’accento sulla necessità di un nuovo accordo globale – al quale stanno lavorando i negoziatori in vista dell’incontro di Parigi del Dicembre 2015 – che includa gli impegni di tutte le nazioni.

Possiamo avere successo nella lotta al cambiamento climatico solo se siamo tutti uniti, paesi sviluppati ed in via di sviluppo. Nessuno esente, nche le economie emergenti, le quali producono sempre più emissioni di carbonio. Nessuno può restare in disparte su questo tema.

Summit New York clima: gli impegni della Cina

Nelle dichiarazioni ufficiali cinesi, il vice premier Zhang ha ribadito l’impegno del paese a ridurre l’intensità di carbonio dal 40 al 45 per cento entro il 2020, e di aumentare la quota dei combustibili non fossili in uso. Ha annunciato poi come la Cina presto renderà note ulteriori azioni che intende adottare per ridurre le emissioni dopo il 2020.

Zhang ha sottolineato che un accordo raggiunto in sede di Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015 dovrà “sostenere responsabilità comuni ma differenziate” per le nazioni sviluppate e in via di sviluppo. “Tutti i paesi devono seguire un percorso di sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio che si adatta alle loro condizioni nazionali,” ha detto.

Va però evidenziato come durante gli altri interventi al vertice, gli Stati Uniti e le altre nazioni sviluppate siano stati più volte criticati di non mantenere gli impegni di Copenaghen del 2009 che prevedevano la creazione di un Fondo verde per il clima di 100 miliardi dollari, fondamentale per le azioni di mitigazione delle emissioni di CO2 e gli interventi di adattamento nei paesi più poveri. Il primo ministro di Antigua e Barbuda Gaston Browne ha detto che lui è “arrabbiato e frustrato” perchè solo la Germania ha impegnato notevoli risorse nel fondo prima della riunione di martedì, mentre “dagli altri si sente solo un silenzio assordante.”

“è immorale” -ha aggiunto- “chiedere che le nazioni in via di sviluppo si impegnano a tagliare le emissioni, mentre i paesi sviluppati, quelli con la responsabilità delle emissioni storiche, non contribuiscono al fondo” (Francia, Corea del Sud e altri annunciato impegni a fondo il martedì).

Summit New York clima: le parole dell’Italia

E l’Italia? Fa simpatia il siparietto che s’è venuto a creare martedì a New York. Durante l’intervento del premier Matteo Renzi al Palazzo di vetro di New York, con alcune sedie vuote nelle prime file laterali. L’immagine è stata scattata dal leghista Roberto Maroni, che ha partecipato in rappresentanza della Regione Lombardia al summit Onu sul clima, in qualità di nuovo membro del The Climate Group. “Bello l’intervento di Matteo Renzi. Meritava piu’ partecipazione, peccato”, commenta il governatore sul suo profilo Twitter. Il premier ha reso nota la posizione italiana sul climate change, precisando che l’accordo a cui si sta lavorando per il summit di Parigi del 2015 “dovrà essere vincolante”. Renzi ha sottolineato “l’importante lavoro della Ue con l’obiettivo di arrivare agli obiettivi 2020 ma anche, entro il 2030, ad un -40% di emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 ed entro il 2050 ad una riduzione di 80-90% rispetto ai livelli del 1990”.

Il vertice di New York è destinato a creare una dinamica per la riunione UNFCCC a Parigi nel 2015, quando i negoziatori si aspettano di completare un nuovo accordo globale sulla riduzione delle emissioni clima-alteranti. “Il cambiamento climatico è la questione determinante della nostra epoca”, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in apertura della riunione. “Si sta definendo il nostro presente. La nostra risposta sarà definire il nostro futuro.”

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Fondatore di Climalia, prima società italiana di servizi climatici per la resilienza territoriale. Collabora con il Kyoto Club come responsabile della cooperazione internazionale e come esperto di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Consulente del Ministero dell’Ambiente, Acclimatise UK, AzzeroCO2 e Commissione Europea.
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