Studenti stranieri in Italia: quanti sono, da dove vengono, dove studiano22 min read

26 Ottobre 2020 Dati immigrazione Istruzione -

Studenti stranieri in Italia: quanti sono, da dove vengono, dove studiano22 min read

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Gli studenti stranieri in Italia sono una fetta sempre più importante della popolazione scolastica nazionale. È ormai un fatto consolidato. Loro malgrado, questi bambini e ragazzi sono oggetto di un confronto di posizioni che pone l’accento sulle differenze e ostacola l’integrazione. Ma quanti sono esattamente gli alunni stranieri in Italia? Da dove vengono? In quali territori sono più presenti? Quali scuole scelgono?

Rispondiamo a queste e altre domande utilizzando i dati del rapporto Gli alunni con cittadinanza non italiana, pubblicato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) con riferimento all’anno scolastico 2017/2018.

Quanti sono gli studenti stranieri in Italia

A partire dagli anni ottanta, quando gli studenti con cittadinanza non italiana erano poche migliaia (0,06% del totale nell’anno 1983-1984) abbiamo avuto una costante crescita, sia in termini di valore assoluto che percentuale. Ancora vent’anni fa, nell’anno scolastico 1996/1997 erano 59 mila, lo 0,7% della popolazione scolastica; oggi gli studenti stranieri in Italia sono 857 mila, il 10% del totale.

studenti stranieri in italia

Prima di lasciarci impressionare dal potere evocativo dei numeri abbiamo un paio di considerazioni importanti da fare.

Diminuiscono gli studenti italiani

La prima riguarda il fatto che la crescita numerica degli alunni stranieri in Italia ha subito un forte rallentamento negli ultimi anni, nonostante l’attenzione mediatica sul tema dell’immigrazione suggerisca il contrario. Tra l’anno scolastico 2008/2009 e il 2012/2013 la crescita annua è calata costantemente dal 9,6% al 4,1%, mentre a partire dall’anno scolastico 2013/2014 oscilla intorno all’1-2%.

Guardando a periodi più lunghi, nel decennio 2009/2010 – 2018/2019 gli studenti stranieri sono complessivamente aumentati del 27,3% (184 mila persone), mentre nel decennio 1999/2000 – 2008/2009 l’incremento era stato del 425,9% (510 mila persone).

La percentuale degli alunni stranieri, tuttavia, risulta in aumento anche perché diminuisce la popolazione scolastica italiana con cui raffrontarla. Gli studenti con cittadinanza italiana sono infatti diminuiti negli ultimi cinque anni di quasi 350 mila unità (-4,3%).

La maggior parte degli studenti stranieri è nata in Italia

La seconda considerazione è che la maggioranza degli alunni stranieri – il 64,5% – è nata in Italia. Si tratta dei cosiddetti immigrati di seconda generazione, bambini e ragazzi che in molti casi parlano l’italiano come prima lingua, tifano per il Milan e passano i loro pomeriggi all’oratorio. Figli di genitori nati all’estero, molti di loro sono italiani in tutto e per tutto, tranne che per i documenti.

Questo gruppo è cresciuto di 103 mila unità negli ultimi 5 anni (+23%) e di quasi 22 mila unità rispetto all’anno precedente (+4,1%). Tra l’anno scolastico 2017-2018 e 2018-2019 gli studenti di seconda generazione rappresentano l’unica componente in crescita della popolazione scolastica, considerata la diminuzione di oltre 100 mila unità degli studenti italiani e di circa seimila degli stranieri nati all’estero. Nel complesso, la popolazione scolastica diminuisce di 84.500 unità (1%).

D’altra parte, i dati sulla popolazione straniera dipendono anche dai criteri secondo cui una persona viene considerata o meno cittadina italiana. Se la tanto dibattuta riforma della cittadinanza che avrebbe introdotto i principi dello ius culturae e dello ius soli temperato fosse stata approvata, oggi staremmo parlando di ben altri numeri e l’incidenza degli alunni stranieri sarebbe di molto inferiore al 10%.

Da dove vengono gli studenti stranieri in Italia

In Italia sono presenti oltre 200 nazionalità di provenienza diverse. La maggioranza proviene da un gruppo ristretto di paesi, alcuni dei quali sono aree di emigrazione storica verso l’Italia, come la Romania, l’Albania e il Marocco. Sono dati che si riflettono anche nella composizione della popolazione degli alunni stranieri in Italia.

studenti stranieri per cittadinanza

Il paese di provenienza più rappresentato nella scuola italiana è la Romania con 157 mila studenti, il 18,4% degli alunni con cittadinanza non italiana. Seguono Albania (13,5%), Marocco (12,2%), Cina (6,4%) e di seguito India, Filippine, Egitto, Moldavia, Pakistan, Ucraina.

Sul lungo periodo spicca l’evoluzione della presenza cinese nelle scuole italiane, passata nell’ultimo decennio da quasi 31 mila a 55 mila unità (+78,9%). Un’altra caratteristica interessante della popolazione scolastica di origine cinese riguarda l’alta percentuale di studenti nati in Italia (83,1%).

Dati notevoli sulle seconde generazioni riguardano anche gli studenti di origine marocchina (76,4% dei quali sono nati in Italia), albanese (75,7%) e filippina (68,2%).

La distribuzione territoriale degli alunni stranieri in Italia

Il dato nazionale del 10% sintetizza una realtà molto diversificata a livello territoriale. Gli studenti stranieri tendono infatti a concentrarsi nelle regioni del centro-nord, mentre nelle regioni meridionali l’incidenza è inferiore alla media nazionale.

In particolare, il 65% degli studenti stranieri frequenta la scuola nelle regioni settentrionali, il 22% in quelle centrali e poco più del 13% nel Mezzogiorno. Tale distribuzione riflette il maggiore insediamento degli immigrati nei contesti caratterizzati da un mercato del lavoro più favorevole.

La Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti di origine straniera, ospitando da sola un quarto del totale presente in Italia (circa 218 mila), mentre l’Emilia Romagna è quella con la più alta percentuale di alunni stranieri sulla popolazione scolastica regionale (16,4%), seguita da Lombardia (15,5%), Toscana (14,1%), Umbria (13,8%), Veneto (13,6%) e Piemonte (13,5%). Le regioni del sud presentano percentuali che variano tra il 7,5% dell’Abruzzo e il 2,6% della Sardegna.

Tuttavia, negli ultimi tre anni scolastici la crescita degli studenti con cittadinanza non italiana è stata consistente anche in Campania e in Puglia, dove gli studenti stranieri sono aumentati rispettivamente di 3.600 e 1.200 unità, collocando le regioni ai primi posti per crescita in termini percentuali (+15,2% e +7,1%).

Restringendo il campo alle province, in quella di Milano si trova il maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana (oltre 92 mila), seguita da Roma (oltre 63 mila) e Torino (oltre 39 mila). Le altre province sono, nell’ordine: Brescia, Bergamo, Firenze, Bologna, Verona, Modena e Padova.

Se si guarda però la percentuale sulla popolazione scolastica locale la classifica è un’altra e vede al primo posto Prato, con il 26,8% di studenti stranieri, seguita da Piacenza (22,7%) e Mantova (18,5%). Più avanti, ma sempre al di sopra della media italiana, troviamo Asti, Parma, Cremona e Brescia.

studenti stranieri per provincia

A livello comunale i dati evidenziano come alcune comunità siano particolarmente radicate in determinate aree. In alcuni comuni del Lazio, come Tivoli e Guidonia, il 65% circa degli studenti stranieri è di cittadinanza rumena. Nei comuni di Sassuolo, Cento, Vercelli e Imola, la presenza di studenti marocchini varia tra il 25% e il 41% del totale. I cinesi sono presenti in modo massiccio nei comuni toscani di Campi Bisenzio (60,2%), Prato (59,2%) e Fucecchio (39%). Infine, i comuni lombardi di Milano, Como, Cinisello Balsamo, Vigevano, Crema e Treviglio si caratterizzano per una maggiore presenza di studenti di origine egiziana.

Questi casi particolari mettono in luce il rischio di una distribuzione non equilibrata degli alunni con background migratorio nelle scuole e nelle classi. Nel tentativo di favorire l’inclusione scolastica il MIUR ha fissato alcuni criteri organizzativi, indicando di norma al 30% la quota di alunni con cittadinanza non italiana e con ridotte conoscenze della lingua italiana iscritti in ciascuna classe. In nessun caso, però, le scuole possono rifiutare l’iscrizione di un minore in ragione del superamento di tale quota.

Vi sono, ovviamente, scuole che superano il 30% di alunni con cittadinanza non italiana: sono il 6,5% del totale e si trovano prevalentemente in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Ci sono anche 1.650 scuole in cui gli alunni di origine straniera superano il 40%. A fronte di questi dati va detto che il 18,3% delle scuole non ha nessuno studente straniero e che il 77% delle scuole ha una percentuale di studenti con cittadinanza non italiana inferiore al 15%.

Quali scuole scelgono gli alunni stranieri in Italia

Nell’anno scolastico 2018/2019 l’89,5% dei diplomati alla secondaria di I grado (le medie) ha deciso di proseguire gli studi. Di questi l’8,2% ha optato per la formazione professionale regionale, mentre l’81,3% si è iscritto a una scuola secondaria di II grado.

Dai dati emerge che a influenzare la scelta del percorso di studi è soprattutto la valutazione conseguita all’esame di licenza media. Come gli studenti italiani, gli studenti con cittadinanza non italiana scelgono gli istituti professionali quando la votazione conseguita alla licenza media è bassa e i licei quando la votazione è alta.

La differenza tra gli studenti con cittadinanza non italiana e gli italiani sta piuttosto nella votazione stessa: il 68,8% degli stranieri ha conseguito il diploma di secondaria di I grado con una votazione di 6 o 7, mentre la maggioranza degli italiani (54%) ha ottenuto il diploma con una votazione uguale o superiore a 8.

Un altro fattore che influenza la scelta del percorso scolastico è il luogo di nascita. Gli studenti stranieri nati in Italia sono più orientati verso gli istituti tecnici e i licei, mentre quelli nati all’estero verso gli istituti professionali e gli istituti tecnici.

Considerando le differenze di genere, i licei sono una scelta più femminile che maschile, mentre vi è una leggera maggioranza maschile nella scelta dei percorsi professionali. Tuttavia, mentre i ragazzi si orientano verso il settore Industria e Artigianato, le ragazze preferiscono il settore dei servizi.

Al termine della scuola secondaria superiore, il 34% dei diplomati con cittadinanza non italiana prosegue gli studi all’università. I dati confermano che la propensione a proseguire con gli studi universitari è più elevata tra gli studenti dei licei rispetto ai diplomati degli altri percorsi.

La scelta della macro-area didattica vede una prevalenza per il sociale (39,7%), anche se emergono scelte diverse in base alla comunità di appartenenza: gli studenti con nazionalità ucraina, polacca e filippina preferiscono i corsi di studio dell’area scientifica.

Le donne rappresentano la maggioranza degli immatricolati sia in totale (61%) che nelle diverse macro-aree didattiche (ben 84% nell’area umanistica) a esclusione dell’area scientifica. La presenza degli immatricolati con cittadinanza non italiana si concentra maggiormente in alcune aree geografiche del paese risultando massima nel nord ovest (35%) e minima nelle isole (2%).

I principali problemi degli studenti stranieri in Italia

studenti stranieri in italia

L’inserimento dei nuovi arrivati

Gli studenti che entrano per la prima volta nel sistema scolastico presentano i bisogni più marcati e urgenti. Oltre alle problematiche di inserimento devono confrontarsi con la conoscenza della lingua, che può rappresentare un ostacolo enorme. Sono queste le percentuali da tenere sotto controllo se si vogliono programmare i necessari interventi di accoglienza e le opportune azioni didattiche.

Mentre l’aumento delle seconde generazioni è un dato costante, gli studenti che entrano per la prima volta nella scuola italiana hanno un andamento piuttosto instabile, con differenze a seconda degli anni scolastici e dei gradi di scuola. Complessivamente, nel quinquennio 2014/2015 – 2018/2019 i nuovi ingressi sono diminuiti di oltre 10 mila unità, nonostante l’aumento di 1.430 unità tra il 2017/2018 e il 2018/2019.

La bassa frequenza e l’alta dispersione scolastica

La regolarità dei percorsi scolastici è un indicatore fondamentale dell’integrazione. Il 39,4% dei quattordicenni stranieri è in ritardo scolastico, spesso dovuto al precedente inserimento in classi inferiori rispetto all’età, a cui si aggiungono i ritardi relativi alle bocciature e alle non ammissioni. La situazione però è in miglioramento: nell’anno scolastico 2010/2011 i quattordicenni stranieri in ritardo erano il 61,5%.

Il primo anno della scuola superiore risulta essere cruciale. È nel passaggio tra i 14 e i 15 anni di età che l’incidenza dei ritardi cresce drasticamente (dal 39,4% al 51,9% nel 2018/2019). Il divario con gli studenti italiani è notevole: nell’anno scolastico 2018/2019 gli studenti italiani in ritardo sono il 9,1% contro il 30,1% degli studenti con cittadinanza non italiana.

Una conseguenza allarmante del ritardo scolastico è senz’altro costituita dall’abbandono della frequenza scolastica. L’esame di questo fenomeno attraverso l’indicatore europeo degli Early Leaving from Education and Training evidenzia che gli alunni con cittadinanza non italiana sono quelli a più alto rischio di abbandono, con il 37,6% nel 2018, a fronte di una media nazionale del 14,5% e un obiettivo europeo del 10% da raggiungere entro il 2020.

Un ambito educativo in cui la scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana è nettamente inferiore a quella degli italiani è la scuola dell’infanzia. Solo il 79,2% dei bambini stranieri residenti in Italia frequenta la scuola dell’infanzia, contro il 96% dei bambini italiani.

Se la scuola dell’infanzia è il primo potente mezzo di inclusione e integrazione (non solo per gli stranieri), la scarsa frequenza dei bambini con cittadinanza non italiana è un’occasione mancata, a cominciare dall’apprendimento della lingua e delle competenze relazionali che facilitano l’ingresso alla scuola primaria.

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Andrea Genzone

Educatore professionale, lavora in contesti di disagio sociale. Cura il blog andreiaway.it e ha pubblicato il libro Funamboli sulla strada, l'infanzia che resiste a Città del Guatemala (Sensibili alle foglie, 2017). Per Le Nius scrive di temi sociali e non profit.
2 Commenti
  1. Avatar

    Tiziano Bello

    Ottimo articolo che illustra con numeri e dati la realta' scolastica italiana. Il sistema educativo e' la pietra angolare su cui poggia l'integrazione degli stranieri; ed a tal proposito credo meritino una nota di plauso a tutte le nostre maestre/i ed insegnanti che si trovano ad affrontare e risolvere situazioni educative sicuramente non semplici.

  2. Avatar

    fulvio

    non bisogna però dimenticare che la difficoltà di integrazione degli "stranieri" nel mondo scolastico è in parte dovuta anche all'ostilità da parte degli italiani verso i non italiani. Si è vero che inserire uno studente già cresciuto in una classe di italiani, quindi con piena padronanza della lingua, crea non pochi problemi e rallenta il progredire della classe ma purtroppo una certa ostilità si riscontra anche a livello di scuola materna, che tendenzialmente favorisce gli italiani a discapito degli stranieri. Un peccato perché sarebbe il contesto ideale per sanare il gap culturale. A parer mio diventa urgente combattere in maniera efficace la dispersione scolastica e fondamentale innalzare l'obbligo scolastico sino ai 18 anni. Non basta una legge occorrono anche severi controlli. Si otterrebbe così una formazione anche caratteriale oltre che culturale in "ambiente controllato" con la certezza di diplomare ITALIANI a prescindere dall'origine etnica. E' comunque un processo che darà i suoi frutti, tangibili e sfruttabili, nell'arco di svariati anni. Io non avrei difficoltà ad affidarmi ad un medico di colore od affidarmi ad un avvocato di chiare origini orientali.......solo che per allora sarei ultracentenario. Comunque questa è l'unica via. LA SCUOLA AL CENTRO DI TUTTO

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