Ritratto delle persone straniere residenti in Italia

di
stranieri residenti in italia
Photo credit: famian on Foter.com / CC BY-NC-ND

Degli stranieri ormai sappiamo molto. Sappiamo quanti sono, che permesso di soggiorno hanno, se lavorano, se chiedono asilo, sappiamo quanti prendono la cittadinanza italiana, quanti sbarcano, quanti sono in tutto, irregolari compresi.

Lo sappiamo utilizzato diverse fonti di dati: l’UNHCR (Alto Commissariato Onu per i Rifugiati) tiene il conto delle persone che sbarcano in Italia e in Europa, Eurostat (l’agenzia statistica europea) fa il punto sulle domande di asilo nei diversi paesi europei, Istat (l’istituto di statistica nazionale) interrogando le anagrafi ottiene informazioni sugli stranieri residenti, Ismu (un importante istituto di ricerca italiano) stima il numero di immigrati irregolari.

Tuttavia nessuna di queste indagini restituisce un quadro completo di informazioni quanto quello che offre il censimento. Perché il censimento interroga tutti. O meglio, interrogava tutti, perché dal 2018 è iniziata l’era del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni.

Cosa significa? In pratica, il censimento non si svolgerà più ogni 10 anni come è accaduto dal 1861 al 2011, ma tutti gli anni un campione di 3,5 milioni di italiani compilerà il questionario e i dati raccolti avranno valore censuario, ossia saranno riferibili all’intera popolazione italiana. Avremo così disponibili informazioni sempre aggiornate su tanti aspetti della nostra vita.

“L’Italia ha bisogno di campioni” è la campagna promossa da Istat per informare tutti i cittadini italiani su questa grande novità, e che potete seguire su censimentigiornodopogiorno.it, il sito pensato per raccontare l’avventura del censimento permanente attraverso video, dati aggiornati e altri contenuti informativi.

Ma quali sono i dati e le informazioni che avremo a disposizione in modo sempre più tempestivo e affidabile? Ad esempio quelle sulle famiglie, quelle sulle abitudini alimentari degli italiani, sulla mobilità degli italiani. Oppure anche quelle sugli stranieri, che ci consentono di tratteggiare un ritratto degli stranieri residenti in Italia.

Stranieri residenti in Italia: dati socio-demografici

Secondo gli ultimi dati Istat, gli stranieri residenti in Italia al 1 gennaio 2018 sono 5.144.440, l’8,5% della popolazione italiana, un dato la cui crescita è sempre più rallentata. Dagli inizi degli anni duemila e fino al 2014 il dato cresceva di 300-500 mila unità l’anno, dal 2014 in poi la crescita è inferiore alle 100 mila unità annue.

stranieri residenti in italia

La ripartizione di genere è quasi equa: 2,7 milioni sono le femmine, il 52%, contro i 2,4 milioni dei maschi, il 48%. Quanto alla struttura delle età, la maggior parte degli stranieri residenti in Italia ha tra i 35 e i 54 anni (il 38%), seguiti dai 18-34enni (29%). I minori sono il 20%, gli over 65 il 4%. Una struttura molto diversa da quella della popolazione italiana, dove i minori sono il 16% e gli over 65 il 22,3% della popolazione.

La distribuzione sul territorio vede gli stranieri presenti soprattutto nelle regioni del centro-nord Italia e meno presenti, sia in termini assoluti che percentuali, nelle regioni del sud (i dati in questo caso fanno riferimento al 1 gennaio 2017).

immigrati in italia

Le donne straniere residenti in Italia mostrano un tasso di fecondità superiore alla media italiana, 1,97 figli per donna contro 1,34. È una differenza notevole: pensate che il paese europeo con il tasso di fecondità più alto è la Francia con 1,92 figli per donna. Al tempo stesso però è un dato in calo – era di 2,43 nel 2010 – segno che la stabilizzazione dell’immigrazione porta ad una convergenza anche delle tendenze demografiche.

L’età media delle donne straniere al parto è di 28,7 anni; il dato sull’intera popolazione residente è di 32,4 anni, anche qui una differenza notevole.

Il grafico seguente mostra le 10 comunità nazionali straniere maggiormente presenti in Italia al 1 gennaio 2017.

quanti sono gli immigrati in italia e in europa

Romania, Albania e Marocco sono storicamente le tre nazionalità più rappresentate tra gli stranieri residenti in Italia, anche se almeno per quanto riguarda albanesi e marocchini i dati sono in lieve calo, ma più che altro perché alcune persone appartenenti a queste comunità sono in Italia da molti anni e diventano cittadini italiani.

Dei circa 5 milioni di stranieri residenti in Italia, 1,5 milioni sono diplomati, si tratta del 37,5% dei circa 4 milioni di over 18. I laureati sono invece 448 mila. Gli stranieri occupati sono 2,4 milioni, il 63% della popolazione straniera tra i 18 e i 64 anni.

Questi dati ci restituiscono un quadro dell’immigrazione in Italia come un fenomeno stabilizzato. Come abbiamo mostrato qui, infatti, il numero di nuovi ingressi in Italia è in costante calo dal 2010, fatta eccezione per gli ingressi di richiedenti asilo che rappresentano però solo una fetta molto piccola – benché molto mediatizzata – del totale degli stranieri presenti in Italia.

Si mantengono su numeri importanti solo gli ingressi per ricongiungimento familiare e le acquisizioni di cittadinanza italiana, segno che la componente maggioritaria dell’immigrazione è presente in Italia da molto tempo e del nostro paese rappresenta ormai parte integrante.

Segnala un errore

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

decreto sicurezza bis

Cosa dice il Decreto sicurezza bis

Sanzioni alle Ong, porti chiusi, rimpatri ma anche stretta sulle manifestazioni pubbliche e sportive: cosa prevede il Decreto sicurezza bis?
migranti 2019

Quanti migranti stanno arrivando nel 2019?

Numeri, rotte, politiche e conseguenze sulla vita delle persone e delle comunità: l'articolo in cui monitoriamo l'evoluzione del fenomeno migratorio in Italia e in Europa nel 2019.
Torna su