Stampanti 3D: nuovo artigianato o autismo sociale?

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@kakissei
@kakissei

Forse tra 20 anni, forse tra 10 ognuno di noi potrebbe essere in grado di disegnare (o replicare) qualsiasi oggetto e stamparlo a casa propria, grazie alla novità delle stampanti 3D.

Una rivoluzione su cui azzardiamo qualche considerazione sperando di stimolare un dibattito. Noi adepti della Società guardiamo naturalmente il fenomeno stampante 3D da un punto di vista sociale, proponendo un po’ di pro e contro che ci passano per la testa a random.

Ipotesi di Pro:

  • Le persone si riappropriano di capacità creative e inventive assopite dalla produzione di massa.
  • Le persone collaborano tra loro, in modo informale ma che in qualche caso si può formalizzare (co-producing?), scambiandosi reciprocamente i propri saperi per produrre oggetti differenti dal solito.
  • Crisi di un modello di produzione industriale già in difficoltà (ma vivo assai, forse meno visibile anche perché molto delocalizzato nel sud del mondo) che ci risparmia così le sue esternalità negative (inquinamento, produzione di massa di bassa qualità, nessuna relazione tra produttore e consumatore…)

 

Ipotesi di Contro:

  • Le persone si ingolfano sempre più di oggetti superflui (ma autoprodotti!).
  • Le persone hanno sempre meno bisogno degli altri, potendo stamparsi tutto a casa.
  • Le persone possono autoprodursi,  con poca fatica e a bassi costi, oggetti di discutibile utilità sociale (armi, per esempio).
  • Crisi di un modello di produzione artigianale basato su saperi unici, forniture locali, qualità dei materiali ecc.

 

Lascio queste prime considerazioni su un fenomeno che tuttavia ancora non riesco ad afferrare, sperando di ricevere commenti e contributi da chi segue il processo da più vicino, o semplicemente da chi ha voglia di azzardare, provando a esplorare pre-visioni per tentare di riconoscere le trame anche prima che avvengano.

 

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

4 Comments

  1. Mi acchiappa la questione delle stampanti 3d.
    Secondo me comunque al momento le si fa più facili e immediate di quanto in realtà siano, per cui è da vedere quanto si affermeranno tra la “gente comune”

  2. L’intervento di Chris Anderson (Ceo di 3d robotics ex Wired ed ex Economist) al world business forum di Milano di qualche giorno fa si apriva proprio con l’elogio delle stampanti 3D e con l’insistente invito rivolto al pubblico di regalarne una ai figli per Natale.

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