L’Italia che si spopola | Numeri, trend e soluzioni6 min read

29 Dicembre 2020 Demografia -
Fabio Colombo

di -
Sociologo

L’Italia che si spopola | Numeri, trend e soluzioni6 min read

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L’Italia sta perdendo abitanti. Nel solo 2018 la popolazione italiana è diminuita di 124.427 unità, scendendo sotto la soglia dei 60 milioni. Se non ci fosse stata la componente straniera, dal 2011 al 2019 la popolazione italiana sarebbe diminuita di oltre 800 mila unità. Lo spopolamento in Italia è quindi un dato di fatto.

Sono dati impietosi, che hanno a che fare con l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione delle nascite, come abbiamo spiegato qui. Sono dati che per il 2020 saranno ancora peggiori, perché il Covid purtroppo ha fatto schizzare in alto la mortalità.

Sono dati che, tuttavia, non riguardano allo stesso modo tutto il paese. I trend sono molto diversi sul territorio: la popolazione cresce al nord e al centro e cala nel mezzogiorno; inoltre cresce nei centri urbani e lungo le aree costiere e diminuisce nei paesi e nelle aree interne.

Sono dati che conosciamo sempre meglio grazie al Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni. A differenza di quanto successo fino al 2011, il censimento non si svolge più ogni 10 anni ma con cadenza annuale coinvolgendo non più tutta la popolazione ma un campione significativo, e grazie a questo nuovo procedimento abbiamo informazioni sempre aggiornate su tanti aspetti della nostra vita.

Istat ha pubblicato i primi dati relativi al 2018 e 2019 sulla popolazione italiana, di cui abbiamo scritto qui. Tra i dati c’è anche un interessante focus sui Borghi più belli d’Italia, di cui ci occupiamo in questo articolo.

Naturalmente non ce ne occupiamo per la loro pur indiscutibile bellezza, ma per le tendenze demografiche che li riguardano, interessanti per comprendere meglio il più ampio fenomeno dello spopolamento in Italia

Il punto di partenza di tutto – di qualsiasi analisi e politica socio-economica italiana, direi – è questa mappa.

tendenze demografiche in Italia
Fonte: Istat

Che forse non vedete bene, almeno da smartphone. In pratica dice che ci sono comuni in spopolamento costante dal 1951 al 2019 (in rosso nella mappa), e sono tutti in aree interne e montane di Alpi e Appennini, e ci sono Regioni quasi tutte rosse (Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Friuli Venezia Giulia).

Ci sono poi (pochi) comuni in crescita costante dal 1951 al 2019 (in verde scuro) e sono sostanzialmente le città medie e grandi e relative aree periurbane, e alcune aree costiere. Le uniche rare eccezioni si trovano in alcuni comuni delle regioni più ricche: Trentino, Alto Adige, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.

I comuni non colorati, in bianco, hanno avuto una crescita alternata e non si può delineare un trend univoco.

Spopolamento in Italia: la situazione nei borghi

spopolamento nei borghi

Qualche dato più approfondito lo abbiamo, dicevamo, grazie al focus Istat sui borghi più belli d’Italia. Che sono 307, quindi non certo tutti i piccoli comuni del nostro paese, però hanno in tutto una popolazione di 1,3 milioni di persone, sono presenti in tutte le 20 regioni, e sono un interessante osservatorio per le dinamiche demografiche che si riscontrano nei comuni più piccoli e spesso collocati in aree interne, e dunque per approfondire lo spopolamento in Italia.

Dei 307 comuni che hanno questo riconoscimento, 104 hanno tra mille e tremila abitanti, ma la quota più significativa di popolazione si osserva nei 66 comuni tra cinquemila e diecimila abitanti dove vivono più di 470 mila persone (vale a dire più di un terzo della popolazione dei comuni in esame).

Se guardiamo al lungo periodo, tra il 1951 e il 2019 solo 12 tra i comuni in esame registrano una crescita sistematica di popolazione mentre 83 sono in continuo spopolamento. Per la restante parte si registra un andamento altalenante che non consente di individuare una tendenza univoca.

Lo spopolamento riguarda soprattutto i borghi con meno di diecimila abitanti, che rispetto al 1951 hanno perso quasi 300 mila persone. In particolare, è in spopolamento sistematico il 40% dei comuni sotto i tremila abitanti, mentre la situazione migliora per i comuni con più abitanti.

Per i 28 borghi con più di diecimila abitanti si registra invece un incremento totale di circa 100 mila abitanti, con 4 borghi in crescita continua dal 1951 contro i 2 in decrescita.

Nel complesso, i 307 comuni perdono popolazione per circa 185 mila unità tra il 1951 e il 2019. Tuttavia, osserviamo a partire dal 2001 un’interessante inversione di tendenza grazie alla componente straniera: a fronte di una perdita di popolazione locale di 50 mila unità, sono 63 mila i nuovi residenti acquisiti dai borghi grazie all’immigrazione.

In pratica, dal 1951 al 2001 la popolazione dei borghi è diminuita di quasi 200 mila unità, recuperandone 13 mila dopo il 2001 con l’arrivo delle persone straniere. Il fenomeno si è ulteriormente accentuato dopo il 2011 e riguarda soprattutto i comuni medio-piccoli (5-15 mila abitanti).

La componente straniera rappresenta attualmente il 7% della popolazione dei 307 borghi più belli d’Italia, un dato che nel 2001 era del 2,2%. Si tratta inoltre di una componente giovane e con un tasso di fecondità più elevato di quella italiana, che potrebbe quindi contribuire al rallentamento dello spopolamento in Italia.

Ripopolare i borghi: possibili strategie

Ci sono quindi le basi per un rafforzamento di questo recupero demografico nei prossimi anni. Inoltre, si tratta di borghi con potenzialità turistiche notevoli e quindi contesti potenzialmente dinamici, se alla nuova vitalità data dalle persone immigrate si riesce ad unire uno sviluppo turistico ed economico capace di attrarre anche altri abitanti, soprattutto giovani.

Al di là dei borghi più belli d’Italia, la situazione accomuna le migliaia di piccoli comuni italiani. Recentemente, sono diverse le strategie messe in campo per il loro ripopolamento; l’iniziativa che ha avuto più risonanza mediatica è stata quella delle case a 1 euro, o comunque a prezzi simbolici.

La strategia ha avuto un buon riscontro ma difficilmente servirà a ripopolare i borghi; molte delle offerte per le case arrivano dall’estero, da parte di persone che intendono utilizzarle come seconde case oppure come bed & breakfast per i turisti.

Altra linea è quella di dotare anche le aree più remote delle infrastrutture digitali necessarie per portare avanti lavori senza necessariamente vivere in città. In questo senso, occorre diffondere collegamenti internet veloci, e magari favorire la creazione di coworking rurali dotati di infrastrutture e network sovra-locali.

spopolamento in italia

La pandemia, unita alla crisi ecologica, potrebbero essere fattori favorevoli a una rinascita di uno stile di vita che si può ritrovare in questi borghi. Tuttavia, queste motivazioni più contingenti non bastano se non sono supportate da chiari investimenti politici ed economici.

L’iniziativa più significativa degli ultimi anni per contrastare lo spopolamento in Italia è stata la cosiddetta Snai (Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne) avviata nel 2012 dall’allora Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca. Oltre 550 milioni di euro (di cui 440 provenienti da fondi europei) sono stati destinati a progetti di sviluppo locale in 72 aree di intervento, per un totale di mille comuni e due milioni di persone coinvolte.

La Snai, giudicata da molti una buona pratica seppur non esente da criticità, ha subito un indebolimento nel tempo, ma rimane l’iniziativa più significativa a livello nazionale contro lo spopolamento in Italia e l’abbandono dei territori. Un’iniziativa da cui sarebbe ora di ripartire per contrastare attivamente il fenomeno e portare un beneficio non solo ai comuni coinvolti, ma a tutto il paese.

Spopolamento in Italia e altri dati: per approfondire

I dati sullo spopolamento in Italia riportati in questo articolo provengono dal Censimento permanente Istat. Per approfondire e accedere a ulteriori dati potete utilizzare le piattaforme messe a disposizione da Istat:

Censimenti Permanenti: Data Warehouse tematico dei Censimenti permanenti.

Esplorazione dati: Data Browser per costruire tavole e grafici a partire dai dati del Censimento.

Mappe: Mappe interattive basate sui dati del Censimento.

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Fabio Colombo

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it
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