Sondaggi politici: rimane la sostanziale parità tra Pd e Pdl

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Sondaggi Agorà

Nelle intenzioni di voto degli italiani il Pd rimane sempre il primo partito distaccando di quasi 4 punti percentuali il M5S a sua volta seguito a ruota dal Pdl. Sel si attesta di poco sopra la soglia di sbarramento del 4%, risultato che consentirebbe l’ingresso in parlamento senza l’alleanza con il PD. Scelta civica, invece, con il 3,2% non conquisterebbe nessun seggio e la Lega Nord, con il 3,9%, sarebbe costretta ad una nuova alleanza con il Pdl. Fratelli d’Italia si attesta al 2,2% in attesa di capire quale entità assumerà il nuovo soggetto politico messo in piedi da Francesco Storace, che rimette insieme quel che resta di Futuro e Libertà, La Destra, Io Sud di Adriana Poli Bortone e Fiamma Tricolore.

Quel che colpisce, però, è l’apparente tenuta nei sondaggi del Popolo della libertà-Forza Italia. Nonostante le continue voci di scissioni possibili e la guerra intestina tra falchi e colombe, il partito azienda è ancora una realtà forte nel paese e il suo padrone, nonostante tutto, gode ancora di un vasto consenso inspiegabile in un paese civile.

Stante l’odierna legge elettorale, rimarrebbe comunque la medesima situazione di incertezza emersa alle ultime elezioni, con tre minoranze non in grado di garantire una governabilità senza il ricorso ad intese più o meno larghe.

Sondaggi-Agorà

Renzi si conferma uomo del momento, anche se in lieve calo nel sondaggio circa la fiducia nei leader. Chiamato ad affrontare a breve la sfida delle primarie del Pd, autentica vetrina mediatica, il sindaco di Firenze sembra davvero l’unico personaggio in grado di raccogliere un vasto e trasversale consenso nell’elettorato. Per la gioia di chi lo considera una possibilità per il cambiamento e il dolore di chi vede in lui il vuoto che avanza.

I sondaggi certificano anche il consenso presso gli italiani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, segno che le campagne mediatiche volte ad indicare all’opinione pubblica il salvatore della patria di turno sortiscono sempre un effetto. Lo si era visto con Monti prima, lo si vede con Napolitano ora.

Colpisce il favore raccolto dal ministro Alfano. Uscito indenne dal caso Shalabayeva e tuttora combattuto tra la volontà di emanciparsi da un capo sempre più impresentabile e la consapevolezza dell’impossibilità di uno strappo da colui senza il quale politicamente non sarebbe nessuno, Angelino Alfano riesce comunque a risultare credibile agli occhi di qualcuno. Del resto si sa, questo è il paese di Wanna Marchi.

Immagine| Agorà 

 

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L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino)

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