Sondaggi post Mattarella: il Pd scappa via3 min read

13 Febbraio 2015 Politica -

Sondaggi post Mattarella: il Pd scappa via3 min read

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Sondaggi post Mattarella
@Agorà

I sondaggi post Mattarella dell’istituto Ixè: grazie alla strategia che ha portato all’elezione del Presidente della Repubblica incrementano i consensi del PD, mentre all’opposizione solo la Lega di Salvini chiude in positivo questa settimana.

Il successo di Renzi per l’elezione del Presidente della Repubblica si riflette anche nei sondaggi: il PD registra un +0,5%, risultato impensabile fino a poco tempo fa, e torna al 37,5%. Trovato il successore di Napolitano, il Governo prova a premere sull’acceleratore delle riforme istituzionali, al momento in discussione in Parlamento.

Se il patto del Nazareno si dimostrasse veramente rotto, per Renzi le cose si faranno molto più difficili.

Intanto ieri abbiamo assistito alla bagarre scoppiata ieri sera alla Camera nella seduta fiume: durante l’intervento di un deputato di Sel, un altro esponente del suo partito e uno del PD sono venuti alle mani costringendo il vicepresidente che teneva l’assemblea a sospendere la seduta. Il tutto mentre partivano le contestazioni dai banchi del M5S in seguito al mancato accordo col Partito Democratico sulla percentuale dei quorum per i referendum.

sondaggi post mattarella
@leggo

Sondaggi post Mattarella: Movimento 5 Stelle saldo al 2° posto

Il M5S perde lo 0,3% e si ferma al 19,1%, restando in ogni caso stabilmente al secondo posto. Con la discussione sul ddl Boschi i cittadini 5 stelle sono tornati alla ribalta, dopo la fallimentare e solitaria candidatura di Imposimato al Colle. Vista la fuga di Berlusconi da Salvini, il PD sta cerca con loro un nuovo dialogo che però è già andato a infrangersi contro le divergenze.

La pesante contestazione di ieri sera ha fatto capire che sui temi chiave i due partiti sono troppo distanti per trovare un accordo. Il Governo dovrà quindi trovare nuovi possibili interlocutori, magari proprio fra gli ex 5 stelle.

I 10 parlamentari recentemente fuoriusciti dal Movimento, chiamati traditori dagli ex compagni di movimento, hanno fondato un nuovo gruppo alla Camera chiamato “Alternativa libera”, mentre gli altri esuli già da tempo hanno creato gruppi indipendenti (“Movimento X” e “Italia lavori in corso”) o si sono accasati presso altri schieramenti preesistenti. Queste nuove realtà hanno svolto finora un ruolo marginale, ma non è detto che la loro influenza possa in futuro essere determinante all’interno delle dinamiche parlamentari.

Forza Italia esce male da queste rilevazioni, più per l’immagine di un partito a pezzi che per lo 0,1% di preferenze in meno, con il quale arriva al 12,8%. Chiuso per il momento il discorso con Renzi, la più grande preoccupazione di Berlusconi ora è quella di tenere insieme il suo partito. Le rinnovate schermaglie dirette con Fitto presagiscono una possibile scissione interna con conseguente esodo di parlamentari. Adesso come non mai il Cavaliere deve decidere se salvare il salvabile dal Nazareno appoggiando le proposte via via o chiudere definitivamente con Renzi aprendo una possibile crisi di Governo. Ma conviene all’ex premier, ora dietro pure alla Lega Nord, correre il rischio di andare alle elezioni?

Intanto Verdini comincia a muoversi per dare battaglia all’interno di Forza Italia e addirittura, secondo alcuni, per prenderne il controllo. Il Governo ha al momento rimandato la discussione sui temi più delicati per FI (legge anti-corruzione e norma salva-Berlusconi) proprio per dare il tempo al partito di trovare un nuovo equilibrio, con o senza Silvio. Per l’ex-premier i giorni sembrano contati, ma la sua forte leadership e influenza politica lo ha più volte salvato da situazioni di questo tipo.

Vediamo anche i sondaggi dei leader con il nuovo Presidente della Repubblica già in prima posizione con il 66% di fiducia. Risultati mai visti da Napolitano dal suo secondo mandato in poi. La storia istituzionale di Mattarella deve aver dato sufficienti garanzie al campione elettorale che lo ha premiato con un largo consenso. A seguire troviamo un Renzi rinvigorito dalla vittoria per il Colle al 40% (+3%), Salvini che compensa il +0,1% della Lega (al 13,9%) con un suo -0,1% personale che lo blocca al 25%, mentre come fanalini di coda ci sono Grillo al 15% e Berlusconi ed Alfano fermi entrambi all’11%.

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@Agorà

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it
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