Sondaggi elezioni regionali 2015: Veneto e Campania

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Sondaggi regionali 2015 Campania: De Luca in testa

Nonostante il confronto all’americana di domenica 17 maggio su Sky non sia andato a suo favore, Vincenzo De Luca, candidato del Pd, sembra il favorito alla vittoria finale. Tutto è ancora molto aperto, visto che il divario tra l’ex sindaco di Salerno e il governatore uscente di Forza Italia, Stefano Caldoro, resta nell’ordine di 1/2 punti e mancano ancora più di 10 giorni alle elezioni. De Luca sembra reggere alle accuse di chi, come Saviano, ha sottolineato la quantità di impresentabili nelle sue liste: nel dibattito su Sky ha risposto dicendo

Gli impresentabili sono quelli che hanno una condanna definitiva. Nel PD c’è un codice etico che è stato rispettato. Altro discorso è l’opportunità di candidare l’uno o l’altro ma rinviamo il giudizio ai cittadini. (…) Saviano dice delle cose intelligenti, ma anche sciocchezze che non condivido. Non è il Vangelo secondo Matteo

L’altra forte contraddizione di De Luca riguarda il fatto che potrebbe non essere in grado svolgere la sua funzione una volta eletto vista la condanna per d’abuso d’ufficio che pende su di lui. Nonostante questo i campani sembrano voler cambiare dopo 5 anni di Caldoro. Bene anche la candidata del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, che potrebbe superare e non di poco il 20%, convogliando su di sé gli scontenti a sinistra della candidatura di De Luca. Nonostante non sembri in grado di vincere le elezioni, il Movimento 5 Stelle potrebbe diventare il partito più votato alle Regionali.

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Sondaggi regionali Veneto: vince Zaia

Sembrano affievolirsi sempre di più le speranze di Alessandra Moretti di contendere la regione Veneto al governatore uscente e candidato di Lega e Forza Italia, Luca Zaia. Nonostante un apparente ottimismo della dirigenza nazionale -la Boschi fine settimana scorsa parlava di vittoria anche in Veneto- Renzi non si fa vedere nel nord est e non sembra crederci per niente. I numeri dei sondaggi parlano chiaro, Zaia è nettamente in testa con il 40% dei voti, segue la Moretti a 9 punti e mezzo con il 31% (qui sotto nella grafica i sondaggi di Ballarò, che anche con un range di 5 punti non vede possibilità di competizione), non sfonda Flavio Tosi che resta abbarbicato intorno al 10%, così come il candidato del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti. Il Pd si era illuso dopo le regionali, in cui era arrivato ad essere primo partito in Veneto, di poter vincere ma la scelta di un candidato probabilmente sbagliato (che non a caso potrebbe prendere meno voti della coalizione che l’appoggia) e la poca convinzione di Renzi stanno giocando a sfavore dell’ex bersaniana Moretti.

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14 maggio.

Sondaggi regionali Campania: testa a testa tra De Luca e Caldoro

È lotta aperta in Campania tra il governatore uscente Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca, candidato dal Partito Democratico. Caldoro e De Luca sarebbero entrambi al 37%. La situazione in Campania è quantomai surreale: Caldoro dopo 5 anni di governo è impopolare, ma lo sfidante del Pd si porta dietro una condanna per abuso d’ufficio che ai termini della Legge Severino lo renderebbe impossibilitato ad essere governatore anche dovesse vincere. Una situazione vergognosa e allucinante, aggravata dalle accuse rivolte dall’opinione pubblica (Roberto Saviano in testa) all’ex sindaco di Salerno, che in lista presente ex fascisti e persone con rapporti diretti coi casalesi. Un esempio clamoroso di malapolitica e poca lucidità che ricade direttamente su Renzi e la classe dirigente del Pd, che hanno deciso di continuare a sostenere De Luca a danno di tutti i campani. A dimostrazione del sentimento della regione, i sondaggi danno un’astensione al 46% e il candidato del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, in rimonta al 23%. Un dato molto interessante è quello che vede il Movimento 5 Stelle primo partito in Campania, seguito da Pd al 20% e Forza Italia al 19,5%. Qui sotto leggete le stime di Ballarò, che vede De Luca favorito sul governatore uscente.

9 maggio.

Sondaggi regionali Veneto: Zaia in testa

La Lega può dormire sonni tranquilli, per il momento, in Veneto: il governatore uscente e candidato Luca Zaia, appoggiato anche da Forza Italia, è in vantaggio di 6 punti e mezzo sulla diretta rivale Alessandra Moretti, Partito Democratico. Secondo gli ultimi sondaggi Luca Zaia si attesta al 38%, con la Moretti al 31,5%. Parte di questo vantaggio sembra dovuto al fatto che non sfonda Flavio Tosi, fermo al 12,5%. Le speranze della Moretti di rimonta devono per forza passare da un risultato ad oggi insperato per Tosi. Al terzo posto ma lontano dagli sfidanti il candidato del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti, al 13%. Mancano tre settimane alle elezioni, e saranno giorni di fuoco. Vediamo se il premier Matteo Renzi si butterà con più decisione in campagna elettorale per dare manforte alla Moretti. Al momento le speranze di vittoria per il Pd sono appese ad un filo.

28 aprile.

Veneto. Dopo la paura iniziale dovuta all’ingresso di Tosi in campagna elettorale con la sua Lista e il Nuovo Centrodestra, si sono calmate le acque in casa Lega Nord. Zaia, governatore uscente e candidato di Lega e Forza Italia resta in vantaggio di 1/2 punti sulla principale sfidante Alessandra Moretti, candidata del Partito Democratico. Dalla prossima settimana si fa sul serio, probabilmente vedremo Matteo Renzi e Matteo Salvini sempre più spesso in territorio veneto per tirare la volata finale al proprio candidato. Zaia favorito, ma non è ancora detta l’ultima parola. La variabile x si chiama Flavio Tosi, al momento accreditato intorno al 12%: il voto utile potrebbe penalizzare il sindaco di Verona, che ha un’attrattiva maggiore però sul cosiddetto elettorato moderato. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Jacopo Berti, contende a Tosi il terzo posto, consolidandosi attorno all 11%.

Campania. Grande è la confusione sotto il cielo campano per queste elezioni regionali: a contendersi la vittoria l’attuale governatore Stefano Caldoro, centrodestra, e Vincenzo De Luca, Partito Democratico, ex sindaco di Salerno su cui pende una condanna in primo grado per abuso d’ufficio che potrebbe impedirgli di governare dovesse vincere (come previsto dalla legge Severino). Dopo aver dato De Luca in vantaggio, diversi istituti di sondaggio danno un testa a testa con Caldoro in vantaggio di 2/3 punti (39 Caldoro, 36 De Luca). De Luca, nonostante la condanna, continua ad avere l’appoggio di Renzi ma la condanna pesa tantissimo sulla sua immagine politica. Difficile quindi possa spuntarla, nonostante l’insoddisfazione dei campani per i 5 anni di governo di Caldoro. Vicino al 20% la candidata del Movimento 5 Stelle, Valera Ciarambino, che non ha i numeri per impensierire i due là davanti.

16 aprile.
Veneto. Flavio Tosi punta forte sui temi federalisti per togliere voti all’attuale governatore Zaia e per il momento a votare il sindaco di Verona sarebbe un 12% degli elettori, con punte del 40% nel territorio di Verona e provincia. Intorno al 12% sarebbe anche il candidato del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti. A contendersi la vittoria potrebbero essere Zaia e un’Alessandra Moretti in rimonta. Ipr Marketing e Tecnè danno un leggero svantaggio di Ladylike, ma si parla di percentuali di punto (38% a 37,5%). Da una vittoria data per certa la Lega di Salvini ora si trova davanti ad una battaglia tutta da combattere: il governatore uscente resta favorito ( per altri sondaggi mantiene ancora diversi punti di vantaggio) ma solo l’idea di poter perdere il Veneto fa venire i brividi alla nuova Lega. Se i “moderati” dovessero spostare il proprio voto su Tosi o Moretti, vista l’alleanza di Salvini con i fascisti Casa Pound, per Zaia sarebbero guai seri: per il momento il governatore leghista sembra resistere alle bordate da Tosi e Moretti. Da capire anche quanto il premier Matteo Renzi, molto popolare in Veneto, ci metterà la faccia nella campagna del Pd: per ora il premier in Veneto non si è visto.

Campania. Sondaggisti confusi anche in Campania. Una buona metà dà il candidato De Luca del Pd in vantaggio di 7 punti su Caldoro del centro destra, fino a una settimana fa super favorito. Altri, come Datamedia, danno invece il governatore uscente e candidato di Forza Italia, Ncd e centro ancora in testa di 4 punti. La realtà pare essere un testa a testa tra i due candidati, entrambi appesantiti da gravi questioni: De Luca il paradossale destino che potrebbe vederlo vincitore ma non in grado di governare per la condanna in primo grado per abuso d’ufficio, Caldoro per 5 anni di gestione che non ha fatto felici i campani. A provare una rimonta impossibile il candidato del Movimento 5 Stelle Ciarambino, dato intorno al 18%.

10 aprile
Veneto. La rottura tra Tosi e Salvini (e di conseguenza Zaia) ha portato molto scompiglio non solo nella Lega ma anche nei sondaggisti. Per alcuni è un testa a testa tra Zaia e Moretti, per altri il governatore del Veneto mantiene un buon vantaggio, altri ancora danno una possibile rivoluzione con Tosi che insidia i due. L’Istituto Tecnè dà il testa a testa, con Zaia al 38% e Moretti al 37%, mentre Ipr Marketing dice Zaia 39% contro Moretti 37%. Scenari politici invece dà a Zaia 10 punti di vantaggio sulla candidata Pd (41 a 31). Tosi continua ad attestarsi intorno al 15%, con punte del 40% nel territorio veronese, dove attualmente ricopre la carica di sindaco. Nonostante i proclami di Salvini e Zaia la Lega è preoccupata: l’accordo con Berlusconi e la rinuncia alla Liguria ne è la dimostrazione. Un ruolo importante potrebbe giocarlo anche il Movimento 5 Stelle, che sta intorno al 12%.

Campania. Situazione più che caotica anche nella regione Campania. Pare infatti che Vincenzo De Luca, candidato del Pd, sia in vantaggio con un clamoroso 41%, seguito da Caldoro (Forza Italia, Ncd, Udc) al 34%. Le scorse settimane De Luca era dato dietro, i numeri di oggi sono clamorosi tanto più se si pensa che l’ex sindaco di Salerno, con na condanna in primo grado per abuso d’ufficio, potrebbe risultare non in grado di esercitare il suo ruolo ai termini della Legge Severino. La Campania si potrebbe ritrovare dunque con un governatore eletto che non può governare. Il Pd al momento non sembra intenzionato ad uscire da questa impasse, ma le elezioni si avvicinano e il paradosso è sempre più incredibile. Potrebbe approfittarne nell’ultimo mese di campagna elettorale il Movimento 5 Stelle, dato al 18% con Ciarambino, che potrebbe giocare la carta vincente rivolgendosi agli scontenti del Pd. Vedremo.

4 aprile.
Nuovi sondaggi da parte degli Istituti Dmeoscopici Tecnè e Ipr Marketing: la presenza di Tosi, pur non arrivando ai numeri dati da Winpoll (vedi qui sotto, 27 marzo) nel territorio veronese, si sente eccome. Il sindaco di Verona sarebbe sopra il 10% e punterebbe forte sulle tematiche federaliste, abbandonate da Salvini in nome del lepenismo e di un nuovo centralismo molto conservatore e populista.

La regione Veneto è ancora molto sensibile al federalismo e Flavio Tosi potrebbe ulteriormente scalare i sondaggi, togliendo punti proprio a Zaia. Non è una caso se la spavalderia iniziale di Salvini e del governatore del Veneto si è trasformata in preoccupazione, portando il segretario della Lega a stringere un accordo con Berlusconi in Liguria e Veneto.

Ad avvantaggiarsi della durissima contesa Tosi-Salvini c’è zitta zitta Alessandra Moretti, che pur con poca visibilità mediatica sta recuperando punti. Buoni anche i numeri di Jacopo Berti del Movimento 5 Stelle, che si attesta all’11%. Gli ultimi sondaggi danno addirittura un testa a testa con Zaia. Vediamo gli aggiornamenti.

Zaia 38%

Alessandra Moretti 37, 5%

Flavio Tosi 11%

Jacopo Berti 11%

Impressionante la percentuale attribuita a Forza Italia, intorno al 6%. Il partito di Berlusconi è vicino alla scomparsa.

In Campania resta davanti l’attuale governatore Caldoro, di centro-destra, con un margine di qualche punto su Vincenzo De Luca, vincitore delle primarie del Partito Democratico. Più che i meriti di Caldoro, fanno clamore i problemi del Pd, grandi come una casa. De Luca ha una condanna in primo grado per abuso d’ufficio, che vuol dire con l’attuale legge Severino (che il PD ha dichiarato non cambierà) anche venisse eletto decadrebbe immediatamente. De Luca tira dritto a testa bassa dichiarando l’appoggio della dirigenza nazionale, tutt’altro che scontata: l’impressione è che Renzi non abbia idea di come uscire da questa impasse, davvero imbarazzante.

A confermare il disastro che potrebbe profilarsi in Campania ci sono i sondaggi, piuttosto prevedibili: a domanda se De Luca debba o no correre per la regione l’83% del campione Ipsos ha risposto di no, con un magro 10% a sostenere l’ex sindaco di Salerno. Visto che Renzi è uno che i sondaggi li guarda eccome, mancando due mesi c’è da scommettere che proverà la carta “dimissioni spontanee” di De Luca e nome forte per tentare la scalata finale. Ma il tempo corre, e il Pd ancora non ha fatto la prima mossa.

Caldoro 40%

De Luca 36%

Ciambarino 14% (5 Stelle)

27 marzo. L’Istituto Demoscopico Winpoll ha preso un campione di 1000 persone e ha reso noto un risultato strabiliante: Flavio Tosi sarebbe in testa con il 39,8% delle preferenze, seguito da Zaia con il 28,5%, terza la candidata del Partito Democratico Alessandra Moretti con il 23% delle preferenze. Lontano il candidato del Movimento 5 Stelle Jacopo Berti, con l’8% dei voti. Sottolineando che i sondaggi non possono essere considerati affidabili perché il campione era di 1000 persone su territorio veronese, sono numeri che dovrebbe far dormire sonni un po’ meno tranquilli a Zaia e Salvini. Se la campagna di Tosi prende piede, Forza Italia potrebbe anche togliere l’appoggio all’attuale governatore leghista e potrebbero essere dolori. Più difficile riesca la rimonta ad Alessandra Moretti, staremo a vedere se e quanto si spenderà Renzi per la candidata del Pd.

In Campania gli ultimi sondaggi dicono invece che Caldoro, attuale governatore appoggiato da Forza Italia, Ncd, Udc e Fratelli d’Italia è in testa con il 40%, con un margine di 4 punti su Vincenzo De Luca. Terza e molto distaccata la candidata del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, con il 14% dei voti. Per ora tiene il patto Ncd-Forza Italia in Campania, nonostante le tensioni legate al Veneto: nonostante 4 punti siano pochi, De Luca non sembra in grado di recuperare visti i guai giudiziari. De Luca, decaduto da sindaco per incompatibilità con il ruolo di viceministro, ha vinto le primarie ma non ha l’appoggio di tutto il Pd e di Sel, difficile con lui il Partito Democratico possa ambire al governo della Campania.

14 marzo. Tra pochi mesi ci sono le elezioni per il rinnovo di Presidente e Consiglio regionale in sette regioni a statuto ordinario. Fra queste fanno molto parlare il Veneto e la Campania, entrambe attraversate nelle ultime settimane da schermaglie politiche bipartisan. Ma i sondaggi cosa dicono?

Sondaggi elezioni regionali 2015 Campania

In Campania i principali antagonisti sono Stefano Caldoro, centro-destra, e Vincenzo De Luca centro-sinistra, già sfidanti alle scorse elezioni regionali del 2010. Il primo candidato è il Presidente uscente, eletto nel 2010 con una coalizione formata da PDL-Ncd-Udc-La Destra-centristi che oggi a livello nazionale non esiste più. Molti dei vecchi sostenitori gli sono rimasti fedeli, ma nel Nuovo centro Destra si è discusso a lungo sulla possibilità di cambiare sponda e di sostenere il candidato del centro-sinistra, vista la fruttuosa esperienza di Governo col PD.

Tra le fila di Forza Italia l’ala separatista vicina a Fitto non è mai stata del tutto convinta della scelta Caldoro. Probabilmente, solo i primi sondaggi hanno aiutato il centro-destra a rimanere compatto: secondo la rilevazione di Datamedia Ricerche, Stefano Caldoro è avanti col 40,6% di preferenze con le sue liste sostenitrici, contro il 36,5% di quelle che appoggiano il piddino Vincenzo De Luca.

Gli altri candidati appaiono invece già fuori corsa, con Valeria Ciarambino (M5S) al 14%, Nino Daniele al 6,5% (che si è già ritirato ufficialmente dalla corsa come Governatore) e Angelo Ferrillo al 2,4%.

Il candidato del centro-sinistra parte dunque in svantaggio, ma vista la situazione istituzionale di De Luca non c’è molto da stupirsi: l’ex-sindaco di Salerno ho visto decaduto il suo mandato da primo cittadino a causa della legge Severino, in quanto condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Nonostante ciò, ha voluto ugualmente presentarsi come candidato alle primarie per il centro-sinistra che lo hanno visto prevalere sul principale avversario Andrea Cozzolino con il 52% di preferenze contro il 44%. Ora De Luca sta aspettando il giudizio della Corte Costituzionale sulla Legge Severino per capire se potrà o meno sedersi sulla poltrona di Governatore nel caso di vittoria alle Regionali. Prospettiva che per ora i sondaggi gli precludono.

Sondaggi elezioni regionali 2015 Veneto

Vediamo ora la situazione nel Veneto, teatro nelle scorse settimane dello scontro a destra fra il sindaco di Verona Tosi e il segretario della Lega Matteo Salvini.

Il diverbio fra i due sembra nascere dal ruolo di Tosi come segretario della fondazione ‘Liga Veneta’, nata prima della Lega Lombarda per promuovere l’indipendenza del Veneto. Tosi lamenta un’eccessiva intromissione della Segreteria del partito negli affari regionali e soprattutto sulle candidature.

Salvini ha colto la palla al balzo per far fuori l’unico vero avversario temibile che ha dentro la Lega, e ha presentato la cosa come un opposizione alla ricandidatura di Luca Zaia alla presidenza della Regione. Ma non era così, visto che la Liga Veneta aveva già deciso di sostenere Zaia.

I botta e risposta hanno portato all’espulsione di Tosi dalla Lega, proprio per decisione di Salvini. Per capire cosa c’è dietro bisogna fare un salto all’indietro, al famoso incontro di Maroni con Salvini e Zaia per decidere il futuro della Lega. I due uomini di Maroni, i più “vincenti” dentro la Lega, erano stati messi d’accordo dal governatore della Lombardia in questo modo: Salvini segretario della Lega, Tosi futuro candidato premier del centro destra.

La mossa di Salvini sa dunque di tradimento di quel patto, alla luce dei recenti successi del segretario della Lega, che non ha nessuna intenzione di rinunciare al palcoscenico della candidatura a premier nel 2018, probabile avversario unico di Matteo Renzi.

Lombardia contro Veneto dunque, ma soprattutto il centralismo di Salvini contro il federalismo di Tosi, che oggi ha annunciato la sua candidatura. Per il momento Zaia rimane di FI e Lega Nord ma voci di corridoio parlano di una forte tentazione di Forza Italia di passare a sostenere Tosi insieme al centrodestra. Tosi per il momento è appoggiato da Liga Veneta e Nuovo Centrodestra.

A contrapporsi ai leghisti divisi in casa c’è ladylike, Alessandra Moretti, europarlamentare del PD fino all’apertura della campagna elettorale e già vice-sindaco di Vicenza dopo le elezioni del 2008. La Moretti ha stravinto le primarie del centro-sinistra veneto ottenendo il 66,4% di preferenze contro la sua principale sfidante Simonetta Rubinato ferma al 29,9%.

I sondaggi dicono ancora Zaia, ma di pochi punti su una Moretti in rimonta: Tosi potrebbe arrivare fino al 14%.

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it

1 Comment

  1. Mi sembra chiaro dagli accordi in Liguria e Umbria che Salvini ha fatto il presuntuoso ma è tutt’altro che sicuro di vincere in Veneto. Oppure temeva l’appoggio di Forza Italia a Tosi. In tutto questo della Moretti non parla nessuno, Renzi non mi pare si stia spendendo molto per lei.

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