Solo per oggi al Teatro Out Off: ridere della dipendenza

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Chiedo scusa se mi vedo costretto ad accostare teatro e tivù trash, ma confesso che mentre assistevo alla prima di Solo per oggi al teatro Out Off di Milano, a un certo punto mi sono ritrovato a pensare a Io e la mia ossessione.

Per chi non lo sapesse, Io e la mia ossessione è un docureality trasmesso da RealTime. Cuore del programma sono individui afflitti da compulsioni che sarebbe riduttivo definire inusuali: si va da chi mangia peli di gatto a chi non riesce a dormire se non ha un phon acceso nel letto. Lo trovo uno spettacolo di dubbio gusto, eppure ne sono ipnotizzato: non posso fare a meno di chiedermi che vita conduca una persona afflitta da una dipendenza patologica, e come abbia fatto a ridursi così.

Solo per oggi infila il dito proprio in questa piaga. Le due protagoniste – Serena, disoccupata dal pessimo carattere, e Viola, raffinata piazzista italo-greca – sono donne completamente diverse tra loro ma accomunate dalla lotta contro una dipendenza: dal gioco d’azzardo, la prima, e dal sesso, la seconda. Si conoscono all’interno di un gruppo di sostegno, frequentato da soggetti con fissazioni ben più strane. Dall’incontro, malgrado l’iniziale conflitto di caratteri, nasce un’amicizia che forse cambierà la vita ad entrambe.

La matematica della drammaturgia dice che più un argomento è tragico, maggiore è il potenziale comico che racchiude.

Solo per oggi – il titolo si riferisce al percorso di recupero giorno per giorno degli Alcolisti Anonimi, modello di cura per tutti i tipi di dipendenze – è uno spettacolo che parla di nevrosi, solitudine e traumi infantili, ma è anche una commedia che fa il suo dovere.

Mi spingo ad affermare che, tra le commedie italiane basate su testi originali messe in scena nell’ultimo anno, Solo per Oggi è probabilmente la più riuscita.

Spero che l’autrice, Francesca Sangalli, non se la prenda se aggiungo che il cinquanta per cento del merito va alle due giovani attrici protagoniste, Francesca Gemma e Alice Francesca Redini: tenere e buffe nei panni di Serena e Viola, danno prova di talento camaleontico cambiando voce e postura per interpretare tutti i personaggi di contorno, anche di sesso maschile. Dopo averle viste in azione, ogni volta che qualcuno attaccherà con la solfa del “gli attori italiani fanno schifo” proverete l’impulso di dargli un pugno sul naso. Cercate di trattenervi.

Solo per oggi al Teatro Out Off ridere della dipendenza

Lode anche al regista, Riccardo Mallus, e alla scenografa Lorena Curti per l’idea di cambiare scena proiettando disegni di ambienti diversi sulle quinte, e di inframmezzare parti recitate e spezzoni video.

Infine: ho apprezzato che in un paio di momenti venga coinvolto il pubblico. Dovrebbe succedere più spesso: è una cosa che il teatro può fare e il cinema, per ora, no.

Nonostante il titolo, Solo per oggi al teatro Out Off è in cartellone fino al 15 giugno. Se siete di Milano e dintorni, non perdetevelo.

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Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.

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