Si Salvini chi può: ritratto di un leader pericoloso

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salvini pericoloso

Matteo Salvini è l’uomo politico del momento in Italia, almeno in quanto ad attenzione mediatica. È già stato spiegato come il suo largo consenso tragga origine dalla sua strategia comunicativa, tanto semplice quanto efficace. Una strategia che si basa sulla sua ineccepibile capacità di raccogliere il malcontento degli italiani e di renderlo pubblico, avanzando delle soluzioni che vengono comunicate come se fosse un cittadino qualsiasi che parla di politica al bar.

Non a caso, se lo contendono programmi televisivi di ogni genere, dai telegiornali ai talk show, è invitato a convegni e dibattiti; perché è evidente che se uno nei sondaggi non fa che crescere, faccia crescere anche lo share. Per chi fosse interessato a proporre una fenomenologia del nuovo leader della Lega, anche qui su Le Nius trova sicuramente molto materiale.

In uno spassoso contributo di Wired, dal quale ho “trafugato” il titolo di questo post, è stato scritto che la comunicazione di Salvini va forte perché si compone di “messaggi chiari, condivisi da più persone possibili e social friendly”.

Lo stesso articolo, giustamente, si conclude con un dilemma politico di indubbia rilevanza: Salvini in futuro sceglierà un profilo istituzionale o seguirà una nuova vocazione plebiscitaria, fortemente incoraggiata dalle sue cerchie, e aggiungerà “Sì FIGA” nel simbolo del partito e nella sua nuova linea di felpe?

Molti vedono in Matteo Salvini un degno successore 2.0 dell’esperienza berlusconiana. Tutto torna, soprattutto se come ringraziamento per l’eredità raccolta Salvini regalasse al Cavaliere-del-lavoro una delle sue nuove felpe che inneggiano all’organo genitale femminile.

Tuttavia nel mare magnum delle analisi fatte da giornalisti, opinionisti, politologi, esperti della comunicazione, conduttori televisivi, blogger, poche voci ci mettono in guardia rispetto alla pericolosità di Salvini. Ce ne sono, per carità, ma a mio avviso non abbastanza.

Salvini è stato accusato, con ragione, di seminare odio per interesse personale, di essere promotore di una squallida strategia politica che produce consenso alimentando paure. Ma ripeto, penso che in generale le avvertenze non siano abbastanza.

Stiamo parlando di un alleato del Front National, partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen; di un cinico che considera Putin un esempio da seguire e che è solito scendere in piazza insieme ai neofascisti di Casa Pound, razzisti e xenofobi. È di pochi giorni fa la manifestazione romana in cui piazza del Popolo i fazzoletti verdi si sono mescolati a croci celtiche, striscioni con l’immagine del Duce e simboli del partito neonazista greco Alba Dorata.

C’erano anche militanti francesi e tedeschi di estrema destra affiliati a Bloc Identitaire e Pegida, il movimento “anti Islam”. La conferma che Salvini si posiziona più a destra della destra è il linguaggio che usa, in una battuta ha chiamato i giovani dei centri sociali “zecche”, termine usato soprattutto dagli estremisti di destra.

Per capire il clima di intolleranza basti pensare che alcuni giovani di Forza Italia che volevano partecipare alla manifestazione sono fuggiti a gambe levate dopo essere stati aggrediti da alcuni militanti della Lega Nord. Una volta era grande amore.

Insomma, stiamo parlando di un uomo politico irresponsabile che cavalca l’onda di esasperazione e sfama la pancia delle persone arrabbiate; durante l’ultima manifestazione si è proclamato colui che può salvare il Paese perché “il primo ladro e strozzino che c’è in Italia si chiama Stato”.

Prendete una delle sue dichiarazioni più famose, in cui afferma che:

“L’Islam è pericoloso, perché nel mondo, e anche sui pianerottoli di casa nostra, ci sono milioni di persone pronte a sgozzare e uccidere nel nome di Allah”.

Se non è irresponsabilità questa.

Concludo rispondendo alla semplice domanda “è pericoloso Salvini?”. Ma rispondo con le parole di Mario Scialoja, il quale già l’anno scorso ci aveva messi in guardia dal sonno della ragione in cui sguazza il barbuto della Lega:

Penso di si, perché con lo spappolamento del centro destra e l’inizio dello sgretolamento del grillismo ha praterie dove correre. Ma soprattutto gli fa gioco il cinismo e l’irresponsabilità con cui cavalca e alimenta la pancia degli esasperati e incazzati. E la cavalca da sotto, attaccandosi ai coglioni. Per una volta condivido l’elaborato giudizio di Fabrizio Cicchitto: “Politicamente Salvini fa schifo”.

Immagine | Hot Gossip Italia

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Sociologo, è co-fondatore di ProfessionalDreamers, casa editrice che promuove ricerca sulle relazioni tra spazio e società. Lavora nel non profit e collabora con la casa di produzione indipendente Jump Cut. Non si capacita che Rimbaud abbia smesso di scrivere a diciannove anni.

1 Comment

  1. Piuttosto d’accordo. In campagna elettorale i partiti populisti e xenofobi – specie in periodi di crisi economicagrave – la fanno da padroni. Tuttavia a Salvini va riconosciuta la capacità di porsi senza ipocrisia sulle questioni economico sociali tradizionali della sinistra. Quelle che il PD come partito pienamente mainstream sulle politiche economiche e la sinistra radicale persa nella ricerca di nuovi soggetti storici – sempre più attorcigliata su se stessa o tesa su questioni minoritarie come quelle vagamente di genere – non considerano più con pertinenza. Tuttavia la recente alleanza con le estreme destre credo faccia più danni che utili elettorali, specie con chi moderato era attratto dalle loro rivendicazioni parziali anche giuste.

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