Sfide governo Renzi 2015: victoria o muerte4 min read

10 Gennaio 2015 Politica Politica interna -

Sfide governo Renzi 2015: victoria o muerte4 min read

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sfide governo renzi 2015
@Info Oggi

Quali sono le sfide che Matteo Renzi dovrà affrontare in questo 2015? Vediamo le iniziative del premier arenatesi l’anno scorso e i piani del Governo per sbloccarle nei prossimi mesi.

Sfide governo Renzi 2015

1)La legge elettorale

“A Gennaio del prossimo anno penseremo subito alla nuova legge elettorale”: Renzi lo ha ripetuto spesso questo autunno. E infatti lo scorso 7 Gennaio, alla riapertura dei lavori dopo la pausa invernale, è stato il tema principale all’ordine del giorno del Senato. Un passo importante è consistito nell’approvazione di una clausola di salvaguardia che posticipa l’adozione dell’Italicum solo dal 2016 in poi. In questo modo l’esecutivo ha una garanzia di stabilità in più, almeno fino alla scadenza prevista per il processo di riforme. Le opposizioni continuano a dare battaglia e sicuramente il testo subirà altre modifiche: mentre su sbarramento al 3% e premio di maggioranza al 40% sembra essere stato trovato un accordo, il blocco dei capilista è uno dei provvedimenti più controversi su cui M5S e Sel non intendono cedere. Renzi riuscirà a mantenere la promessa di una nuova legge elettorale entro fine Gennaio?

2)La “buona scuola”

Dopo le famose slide in cui il premier ha presentato la sua idea di riforma per la scuola, l’argomento non è più tornato in primo piano nell’agenda politica. Malgrado le proteste studentesche autunnali e le prime contro-offensive dei sindacati, il ministero dell’istruzione non ha ancora fatto alcun passo nella direzione indicata da Renzi nella sua presentazione. Molto probabilmente si sta lavorando sottobanco per arrivare a proporre un testo completo, ma l’immobilismo dimostrato fino ad ora appare per molti preoccupante. Il 22 febbraio prossimo Matteo Renzi incontrerà mille rappresentanti del mondo scolastico per ascoltare le loro proposte ed i loro consigli. Al portale predisposto dal Governo per raccogliere le idee di chi la scuola la vive tutti i giorni sono arrivati più di diecimila questionari compilati. Un segno che l’istruzione, per quanto bistrattata, rappresenta un tema caro alla popolazione e forse, anche da un punto di vista prettamente politico, meriterebbe più un occhio di riguardo da parte di chi è chiamato a riformarla.

3)La riforma della giustizia penale

Probabilmente uno degli argomenti più pericoloso di tutto il panorama politico italiano. Renzi sa bene che su questo la sua maggioranza rischia di spaccarsi ed ha interesse nel fatto che per il momento rimanga in secondo piano, soprattutto dopo la vicenda della norma “salva-Berlusconi” inserita nel milleproroghe del 2014. Il ministro Orlando non si sbilancia molto su questi ritardi e cerca di guadagnare tempo mettendo l’accento sulle nuove norme sull’auto riciclaggio già approvate. Evidenzia inoltre che sono a lavoro per definire nuove norme relative al falso in bilancio e per incrementare le possibilità di confisca dei beni in mano a mafia e criminalità organizzata. Niente invece riguardo i temi più caldi, come le intercettazioni o il reato di corruzione. Con ogni probabilità il premier sta aspettando di aver portato a termine altre riforme con la sua attuale maggioranza prima affrontare in maniera decisa l’argomento che più di tutti rischia di far affossare il suo Governo.

4)L’elezione del Presidente della Repubblica

è il “primo problema da risolvere”, di cui Renzi avrebbe fatto volentieri a meno. L’età avanzata di Napolitano non gli permette più di essere una garanzia per il Paese e nessun politico gliene può fare una colpa. Il rischio più grande che il premier corre adesso è di trovare divisa la propria maggioranza su un candidato non gradito a nessuno. In più, abbiamo avuto conferma che negli accordi del “Patto del Nazareno” esistono determinate clausole su l’elezione del Presidente della Repubblica. Il toto-nomi istituzionale ancora non è iniziato, ma è verosimile che Napolitano lasci il suo incarico prima della fine del mese. Per quel momento, Renzi spera per quel momento di aver già incassato l’approvazione dell’Italicum per potersi muovere con più libertà e proporre un candidato che sia ben voluto almeno dal suo partito. Per quanto la figura del Presidente della Repubblica possa apparire piuttosto formale, racchiude in se un elevato potere politico. Il settennato bis di Napolitano che presto si chiuderà anticipatamente ce lo ha dimostrato. Il segretario del PD deve riuscire a imporre il suo candidato o rischia di perdere così una partita troppo importante per la salvezza del suo Governo.

5) La riforma del Senato

Anche questo tema sembra essere caduto nel dimenticatoio. Malgrado le aspre discussioni di questo autunno e il pugno duro di Renzi su determinati punti contestasti dalle opposizioni, la questione non è più tornata alla ribalta mediatica. Il testo è ancora in discussione nella Commissione Affari Costituzionali e non vedono importanti progressi all’orizzonte. Una certa minoranza di parlamentari del PD all’interno della Commissione sta portando avanti, con le opposizioni, dei tentativi di modifica che rallentano di molto i lavoro. Il superamento del bicameralismo perfetto è imprescindibile nei piani del Governo ma senza accordi con le minoranze la riforma potrebbe non vedere mai la luce.

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Matteo Margheri

Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it
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