Serie tv: le donne sono i nuovi uomini3 min read

23 Ottobre 2014 Cultura TV -

Serie tv: le donne sono i nuovi uomini3 min read

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Volevo cominciare scrivendo che le serie tivù americane sono diventate femministe, ma la verità è che lo sono da un pezzo: già negli anni 70 la serialità televisiva d’Oltreoceano bilanciava il sessismo un po’ kitsch delle Charlie’s Angels con un’ampia offerta di eroine forti ed emancipate, che spaziavano dall’agente Pepper alla Donna Bionica passando per la mitica Wonder Woman di Lynda Carter.

Tuttavia, se prendiamo in considerazione il recente Rinascimento del telefilm USA – l’epoca anticipata da cult come Twin Peaks e X–Files, entrata nel vivo con Lost e culminata con l’ascesa delle serie TV da prodotti d’intrattenimento a nuova religione – va detto che in una prima fase l’altra metà del cielo era stata messa un po’ da parte. Naturalmente le eroine non sono mai mancate, ma sembrava che le donne potessero assurgere al ruolo di protagoniste assolute solo nelle serie dedicate al pubblico femminile. Anche se poi magari Streghe, Desperate Housewives e Sex & the City avevano un’audience molto più unisex del previsto.

è stata una fase molto breve. Quasi inesistente, se si considera che Veronica Mars, pioniera dell’inversione di tendenza, debutta nel 2004. Poi arrivano Weeds, sorta di Breaking Bad ante litteram virato in rosa–nero; il teen thriller al femminile Pretty Little Liars; le detective in gonnella – si fa per dire – di Rizzoli & Isles; e molte altre che sarebbe lungo elencare. Finché, nell’Anno del Signore 2014, realizzo che in tutte le mie serie preferite del momento il personaggio principale è privo del cromosoma Y.

è una donna Piper Chapman, interpretata da Taylor Schilling e protagonista di Orange is the New Black: straordinario drama – ma punteggiato di spiazzante umorismo nero – su una ragazza di buona famiglia che finisce in carcere per un errore di gioventù e si scontra con una realtà del tutto aliena.

è una donna la Sarah Manning di Orphan Black, serie canadese di fantascienza ma non troppo: memorabile, oltre che per l’intreccio labirintico – del quale nulla si può dire senza spoilerare – per la prova d’attrice di Tatiana Maslany, che incarna con talento camaleontico una mezza dozzina di ruoli, incluso quello centrale.

Ed è una donna l’Emily Thorne–Emily Van Camp di Revenge, astuta rilettura del dumasiano Conte di Montecristo, trasposto in chiave di soap opera e ambientato nell’alta società newyorkese.Serie-tv-le-donne-sono-i-nuovi-uomini

Cos’hanno in comune queste tre serie? Se fossero state realizzate dieci o vent’anni anni fa, probabilmente tutte e tre avrebbero avuto dei protagonisti maschili. Le Desperate Housewives erano giocoforza delle signore; ma la trama di Orphan Black, con qualche piccolo aggiustamento, funzionerebbe anche se l’eroe di turno fosse un uomo, mentre sarebbe stato logico immaginare un moderno Edmond Dantes con barba e baffi.

Il punto è che sì, le serie tivù americane sono sempre state femministe, ma in passato la protagonista femminile era comunque un’anomalia, un segno distintivo: bastava che ci fosse Angie Dickinson nel ruolo del titolo a distinguere Pepper Anderson agente speciale dalle altre serie poliziesche. Oggi, invece, le donne sono protagoniste non in virtù del loro genere sessuale, ma a prescindere da esso. Maschile e femminile sono così equivalenti e intercambiabili che quasi quasi, come l’arancione è il nuovo nero, così le donne sono i nuovi uomini.[quote align=”center” color=”#999999″]Sondaggio: quali sono le vostre eroine dei telefilm preferite?[/quote]

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Daniele Gabrieli

Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.
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