Serie A: Inter, treccia dolce sul derby; Juve e Roma guardano alla super-sfida

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@danheap77
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Rodrigo Palacio ha mandato i suoi auguri di Natale ai tifosi dell’Inter. Lo ha fatto nei minuti conclusivi di un derby che è lo specchio di un calcio italiano in decadenza, ma al nerazzurro felice che passerà le feste dopo aver sbancato San Siro interesserà poco dell’estetica. Il derby è il derby, anche se brutto e povero di guizzi per gran parte della contesa. A deciderlo è il colpo di un campione, che manda i nerazzurri a -5 dalla zona Champions e spinge Thohir verso il suo primo mercato da presidente con un sorriso più largo di ieri. L’indonesiano ha ‘scelto’ con cura la prima partita in campionato da vincere.

Il successo sul Milan non cambia di molto le gerarchie interne alla Serie A. L’Inter resta lontana anni luce dalla vetta, occupata dalla Juventus con cinque lunghezze sulla Roma. Proprio il quinto giorno dell’anno prossimo lo scontro diretto dirà se la corsa al tricolore ha ancora un senso, dato che i giallorossi saranno ospiti a Torino. Le sfidanti hanno salutato l’anno solare con un poker, vittime Atalanta e Catania, relegando il Napoli a una squadra in lotta per il terzo posto. Una delusione, visti gli investimenti di inizio anno. Lo spettacolo non val bene dieci punti di differenza con la Juventus e a Cagliari per pareggiare ci vuole un rigore generoso.

I partenopei vedono avvicinarsi sia l’Inter che la Fiorentina. A gennaio i toscani hanno centrato l’acquisto giusto puntando su Giuseppe Rossi, fuoriclasse di sfortuna cui la Dea Bendata sta restituendo parte del tempo perduto. L’attaccante non fallisce un colpo e a Sassuolo decide la sfida tra amici Montella-Di Francesco.

La Viola sogna almeno quanto Verona, neo-promosso e inarrestabile al Bentegodi, e Torino. Mandorlini guarda la classifica e fatica a capacitarsi di una posizione di tale prestigio, con ventinove punti (ma solo cinque in trasferta) e altre quattro reti segnate. Anche il Toro, quattro lunghezze più in giù, sta andando ben oltre le aspettative dando ragione alle idee offensive del suo allenatore. Visti i mezzi a disposizione quello di Ventura è il vero miracolo natalizio.

Respira il Bologna, un po’ meno Stefano Pioli. Il saluto agli ultras emiliani di fine gara sa tanto di commiato. Non sarà un Natale tranquillo nemmeno per Petkovic, De Canio e Nicola. Molto più saldi e tranquilli Mihaijlovic e Donadoni, ma a Marassi ci si attendeva qualcosa in più di un pareggio sparagnino.

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

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