Serie A 2013/2014: un campionato noioso?

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serie a 2013-2014La Serie A 2013/2014 è un campionato noioso. Dovremmo farcene una ragione ed ammetterlo chiaramente, anche gli juventini. Mai come quest’anno le ultime cinque giornate che restano hanno poco, pochissimo, da offrire allo spettatore, stanco dopo un anno di partite per lo più scialbe e spettacoli tutt’altro che avvincenti.

(Per fortuna c’è la Champions League)

Le prime quattro squadre del campionato sono tutte distanziate di una decina di punti tra loro. La Juve ha vinto lo scudetto già da qualche mese, e non credo che qualcuno abbia mai avuto dubbi sul fatto che la Roma sarebbe arrivata seconda. Il Napoli, tra vittorie illustri e sconfitte inattese, non sarebbe mai potuto finire peggio che terzo.

E così, ciò che dovrebbe rendere interessante questo finale di campionato di una serie A sempre più convalescente è la lotta a sei squadre per raggiungere un posto in quella Europa League che poi sarà puntualmente snobbata dalle squadre dello stivale.

È curioso, si lotta per una stagione intera per arrivare in Europa e l’anno successivo si snobba l’Europa pur di qualificarsi, di nuovo, in Europa. Chiaro, è pur sempre la seconda competizione internazionale, la serie B del vecchio continente – anche con la Juventus, di certo non “vale la Champions” – ma le prestazioni delle squadre della nostra Serie A nella figlia della gloriosa Coppa Uefa hanno quasi sempre rasentato il ridicolo.

Già immagino l’Inter di Mazzarri – se esisterà ancora l’Inter di Mazzarri – che azzarda un turn over completo di tutti gli undici per una trasferta ad Eindhoven pur di avere i titolari freschi nel fondamentale Inter-Latina della domenica successiva.

Una volta era bella anche la lotta per non retrocedere. Quando si entrava nella fase più calda del campionato le squadre invischiate nelle zone più a rischio della classifica macinavano prestazioni di livello. Sassuolo, Livorno e Catania, invece, nelle ultime cinque giornate hanno conquistato appena 5 punti, se li sommiamo tra loro.

serie-a-2013-2014

La salvezza arriva ben prima dell’agognata e celebre quota 40. Quest’anno basterà fare qualche punto in più dei 30 (se non addirittura meno) per guadagnarsi la permanenza nella categoria maggiore.

Un Bologna dismesso potrebbe salvarsi vincendo appena 5 o 6 partite su 38 e persino il Milan peggiore degli ultimi 20 anni, fino a pochi giorni fa nella metà bassa della classifica, potrebbe qualificarsi in Europa, addirittura arrivando quinto.

Non stupiamoci se la Juve toccherà o sfiorerà quota 100, o se la Roma con un cammino che in tutti gli ultimi campionati le avrebbe garantito il primo posto finirà ben staccata dalla vetta. La realtà è che non è solo noiosa, la nostra Serie A. è anche un campionato mediocre, dove le due squadre più forti vincono sempre e perdono punti (pochi) solo in rarissime occasioni. Anche quando il calendario si era mostrato, per una volta, incline allo spettacolo, bisogna rassegnarsi a considerare Roma-Juve alla penultima giornata come poco più di un’amichevole di lusso, perché quando si scontreranno le due big del campionato sarà praticamente tutto deciso.

È tempo di fare una critica seria su questi aspetti quando si parla di calo di spettatori, fatturati e marketing. Non abbiamo più l’appeal degli novanta e neanche quello di 5 anni fa. Allargare la Serie A a 20 squadre si è rivelata un’idea sbagliata, perché ha abbassato il livello di competitività del campionato e ha diminuito il numero di squadre in lotta per un qualsiasi traguardo fino alla fine della stagione.

Si dirà che non ci sono più i mezzi economici di un tempo, ma mancano anche delle idee innovative che possano rendere più avvincente una stagione altrimenti scoraggiante: i play-off per i posti in Europa, i play-out per la zona retrocessione, una Coppa Italia moderna.

Sarà pure un caso, ma questa misera stagione di Serie A coincide proprio con una tra le più avvincenti annate in Inghilterra e Spagna. Forse è ora di svegliarsi: gli altri corrono, noi camminiamo. E andiamo indietro.

Immagine| dodicesimouomo.net

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Statistico atipico, ha curato la sezione Sport e amministrato i profili social di Le Nius. Formatore nei corsi di scrittura per il web e comunicazione social, ha fondato e conduce il podcast sul calcio Vox2Box e fa SEO a Storeis. Una volta ha intervistato Ruud Gullit, ma forse lui non si ricorda.

4 Comments

  1. Sono d’accordo, strano invece che i giornalisti passino il loro tempo a dire quanto sia alto livello del campionato da quando è tornata a vincere la Juventus.

  2. hai citato Inghilterra e Spagna ma non Francia e Germania, dove la situazione è simile (se non peggio) a quella del campionato italiano. è vero che poi loro hanno squadre competitive anche in Champions League ma in quanto a campionati avvincenti siamo lì. insomma, per concludere, amplierei l’analisi

    • Si, ma Francia e Germania storicamente hanno dei campionati meno interessanti e competitivi. L’Italia è sempre stato considerato un campionato di livello molto più alto.

    • Il discorso è da ampliare, ma se si guarda a al dato storico, quel che dice Davide è vero: la serie A è stata per anni, con Premier e Liga, il miglior campionato al mondo. Non dico che non sia più così, ma siamo parecchio distanti da queste due realtà.

      La Germania, ad esempio, ha il Bayern che è fuori portata per chiunque, ma alle sue spalle c’è tanto equilibrio, e comunque nel 2012 e ne 2011 vinceva il Borussia.

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