Il meglio e il peggio del secondo live di X Factor 93 min read

30 Ottobre 2015 Cultura -

Il meglio e il peggio del secondo live di X Factor 93 min read

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secondo live di x factor 9
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So bene che la mia recensione di X-Factor vi è mancata lo scorso venerdì. Sono certa che avete passato tutta la settimana a chiedervi che fine io abbia fatto. E sono certa di allietarvi, oggi, dicendovi che sono tornata. E che, soprattutto, sono tornati i miei commenti futili sul talent show più figo del mondo: X-Factor 9.

Siamo in piena fase Live oramai, e sono già due gli eliminati:
Massimiliano, cioè quello che avevamo definito come l’immancabile storia strappa lacrime dell’edizione. Era inevitabilmente l’anello debole della squadra di Elio (per una questione di gradimento dei più, ovviamente; mica perché non fosse bravo). Ci dispiace un po’, ma era tutto molto prevedibile.

Eva, il giovanissimo cantautore decisamente fuori luogo nella sua squadra (quella degli Under 25 uomini) pullulante di tamarri. Ieri, durante il secondo Live Show, è toccato a lui abbandonare il gioco dopo una serata fatta di scontri, critiche, ovazioni, qualche stecca, neologismi e saggezza by Elio (che meno male che c’è Elio).

Secondo Live di X-Factor 9: i Meno e i Più

Non è tutt’oro quel che luccica, nemmeno quello sulla giacca di Alessandro Cattelan.
Ad aprire la serata, quantomeno televisivamente parlando, è una star internazionale, o almeno così dicono: Justin Bieber, che alla X-Factor Arena ha solo registrato la sua esibizione alcuni giorni prima. Che tristezza.
Nell’istante preciso in cui ho asserito ‘credo di non conoscere nessuna canzone di Justin Bieber’ è partita quella fastidiosissima “What do you mean”, che rimbomba pesantemente nelle mie orecchie ogni volta che la mia coinquilina fa la doccia. Che odio.

Ma il super osannato ospite non è la sola cosa che ieri mi ha lasciato perplessa. Insieme a lui, questo:
Wind Save: come consuetudine la gara si divide in due manche. Queste, però, vedranno non due bensì quattro ragazzi sfidarsi per sfuggire all’eliminazione. Due di essi saranno salvati dal televoto, gli altri si sottoporranno al giudizio universale dei giudici, come un tempo.
Ecco, era proprio necessario tutta questa menata? Non ne bastavano due? Vabbè;

Mika: ma che cavolo combini?
Non azzecca nessuna delle assegnazioni e viene messo alle strette da colleghi giudici e dal pubblico, che manda al ballottaggio ben due dei suoi concorrenti. Ne esce illeso solamente Luca, che ha un fandom paragonabile a quello di Bieber (e non parlo solo di quoziente intellettivo). Il ragazzino la sa lunga, e canta controvoglia Taylor Swift. Elio riassume benissimo l’esibizione con la seguente massima: “Questo pezzo è una cagata atomica, ma tu ne sei uscito alla grandissima”.

Il trucco di Margherita; solo una cosa: perché?

Francesca Michielin: sarà forse la decima volta che torna sul palco di X-Factor dopo la quinta edizione, di cui fu vincitrice. Perché star sempre a dire quanto strano, emozionante e bellissimo sia per lei farci ritorno? Già visto, già sentito.

secondo live di x factor 9
@si24.it

In realtà, però, questa dimensione spazio-temporale criticabile anche ai miei occhi  perdutamente innamorati, occupa circa un terzo di quattro ore di spettacolo. Ecco infatti quello che invece ha decisamente funzionato:

Elio: meno male che c’è Elio. Scelte cazzute e bellissime. Adesso che Davide ha cantato i 99 Posse, per esempio, mi sta simpatico.

Giosada, sempre e comunque bellissimo (e impeccabile quando canta).

Tutta la categoria dei gruppi: i Moosek, i Landlord, gli Urban Strangers e pure Fedez.

Enrica: quando il trucco non la fa sembrare una trentenne, ascoltarla è un piacere. Una delle migliori esibizioni della serata.

Eleonora, perché si è salvata. E perché anche se non sono sicura che lei meriti più di Eva di rimanere nel programma, sarò contenta di ritrovarla nella prossima puntata dei Live Show;

Elijha che compare in mezzo il pubblico e, ovviamente, ride;

Elio, perché meno male che c’è Elio. Ah, l’ho già detto?

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Da biologa pentita, procedo in direzione contraria al buon senso e mi rifugio a Milano per studiare Scienze della Comunicazione, dopo anni di vagabondaggi alla ricerca della pace interiore. Così, la riscopro nella Tequila, nei concerti al Magnolia, nelle canzoni coi finali tristi, nelle newsletter di Rockit e nelle pagine del Rolling Stone. Adoro ossessivamente X-Factor e odio il fatto che Sanremo coincida con la sessione invernale.
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