Visita a Seborga: in Liguria alla scoperta dell’ultimo Principato d’Italia

di
Seborga cartello ingresso paese
@Cristina Giuntini

Oggi mi rivolgo a tutti i sognatori disillusi che non credono più al Principe Azzurro, che danno ragione a Ermal Meta quando intona “Odio le favole” e che pensano che i principati siano ormai roba da museo o da cronache mondane.

Sapete che, con una semplice gita in provincia di Imperia, potreste ricredervi? Infatti è lì che, alle spalle di Bordighera, si trova il Principato di Seborga.

Seborga e la sua indipendenza mai perduta

SeborgaCom’è possibile che Seborga sia un Principato dato che si trova, inequivocabilmente, entro i confini del territorio italiano? Se chiedete ai suoi abitanti vi risponderanno che Seborga ha conservato la sua indipendenza fin dall’inizio, senza essere mai validamente annesso all’Italia.

Il suo territorio fu donato nel 954 dal Conte Guidone di Ventimiglia ai monaci dell’Abbazia di Lerino. Questo sancì la sua indipendenza, ma fu solo nel 1079 che Seborga divenne Principato. Riguardo all’atto di vendita del 1729 da parte dei monaci a Vittorio Amedeo II di Savoia, c’è da precisare che non fu mai registrato. Inoltre, lo stesso atto specificava che Seborga sarebbe diventata patrimonio personale del Re senza essere annessa al Regno di Sardegna e che il Re avrebbe avuto il possesso sul territorio, ma non la sovranità su di esso. Nel 1946, inoltre, i Savoia furono esiliati. Seborga non appare neppure nei documenti del Congresso di Vienna del 1815.

Per tutte queste ragioni i cittadini considerano illegittima l’annessione al Regno d’Italia del 1861 e quella alla Repubblica Italiana del 1946.

Costituzione seborghina, Principi e Consigli

Seborga
@Cristina Giuntini

Questo punto di vista non è avallato dallo Stato Italiano, anche se nel 2007 una sentenza del giudice Erika Cannoletta del Tribunale di Sanremo dà ragione ai seborghini:

“[…] Non può sussistere giurisdizione esclusiva nei confronti di uno Stato non riconosciuto sovrano dallo Stato Italiano ma considerato tale da altre comunità e/o Stati stranieri riconosciuti dall’Italia.”

Sia come sia, Seborga continua a proclamarsi orgogliosamente indipendente, un vero e proprio Stato con un suo ben preciso ordinamento. Accanto al Principe, operano il Consiglio dei Priori, che detiene il potere legislativo, e il Consiglio della Corona, che detiene quello esecutivo.

Il Principe è il capo dello Stato e del Governo. Nel 1995, dopo l’approvazione degli Statuti Generali (la Costituzione seborghina), venne eletto Giorgio I con mandato a vita. Nel Novembre 2009 il Principe Giorgio I si arrese a una malattia e, pochi mesi dopo, venne sostituito da Marcello I, con mandato di sette anni. Proprio il prossimo 23 Aprile si terranno le nuove elezioni, alle quali il Principe Marcello ha deciso di ricandidarsi.

Francobolli, moneta e altri simboli

Seborga francobolli
@Cristina Giuntini

Una visita al Principato di Seborga può fare la gioia dei collezionisti appassionati. Vi sono state, infatti, diverse emissioni di francobolli, delle quali le più recenti si trovano in vendita presso i negozietti del borgo.

Nel 2014 sono stati emessi due fogli, uno dedicato al Principe Marcello I e l’altro teso a celebrare i Luigini. Eh sì, perché il Principato, oltre a emettere francobolli, batte moneta. Il valore del Luigino è fissato in 6 dollari USA. Ovviamente non ha valore legale, ma è utilizzato come buono di scambio nel Principato. Esistono targhe automobilistiche, passaporti e documenti di identità, ma il tutto non è in alcun modo riconosciuto dall’Italia.

Seborga stemma ufficiale
@Daniele Falciola via Visual Hunt

Seborga ha anche una propria bandiera e un proprio stemma, corredato dal motto Sub Umbra Sedi, che significa piuttosto banalmente Mi sono seduto all’ombra, frase attribuita al Principe-Abate Aicardo in occasione di una sua visita.

L’inno ufficiale del Principato si intitola invece La Speranza, è stato composto da Giorgio I e musicato la M. Luigi Poggi di Bordighera.

Uno dei Borghi più Belli d’Italia

Seborga Piazza San MartinoIronicamente, in mezzo a tutti questi aneliti di indipendenza che qualcuno sostiene essere finalizzati unicamente alla promozione turistica, Seborga è stata inserita fra i Borghi più Belli d’Italia.

Il riconoscimento è del tutto meritato: generalmente una visita a Seborga è stimolata dalla curiosità, ma quello che il turista trova una volta arrivato sul posto è un paese suggestivo e interessante, con uno splendido panorama sul golfo e sulle colline.

Ad accogliere il turista al suo arrivo si trovano un pomposo cartello e una vecchia guardiola, di solito vuota, entrambi nei colori della bandiera: il bianco e l’azzurro. Una prima impressione curiosa, che ricorda i giochi dei bambini. Ma è arrivando in paese che ci si rende conto di essere veramente capitati in una favola ambientata ai tempi dei Principi. Le minuscole viuzze intervallate da scalinate sono un vero e proprio labirinto nel quale perdersi, con qualche sosta nei punti più belli del borgo. Ad esempio, la Piazza San Martino, un vero gioiellino che comprende l’omonima chiesa e il Palazzo dei Monaci, sede della zecca.

All’inizio del borgo si trova invece la Chiesa di San Bernardo, sul cui sagrato fu incoronato Marcello I. Non è da dimenticare il Museo degli Strumenti Musicali Antichi, che si trova nel Palazzo Comunale. Il tutto, ovviamente, incorniciato dai fiori tipici della Riviera: nel caso di Seborga prevalentemente gialli, visto che i più tipici sono la mimosa e la ginestra.

Seborga a tavola

Un Principato che si rispetti non può non avere una cucina e dei prodotti tipici: Seborga non fa eccezione. Sedetevi in un ristorante del borgo e ordinate il coniglio alla seborghina con polenta, il piatto forte del paese.

Siete vegetariani? Niente di meglio di un’insalata con il pomodoro nero di Seborga, una pianta poco diffusa dal sapore molto dolce, che durante la maturazione assume un colore ibrido fra il marrone e il verde scuro. Il tutto condito con il locale olio extravergine di olive taggiasche.

Come dolce, vi sono morbidi biscotti di produzione locale in vari gusti, dagli agrumi alla castagna. E come dimenticare il vino Rossese o il Vermentino, tipici dei dintorni?

Come arrivare

Seborga Piazza della Fontana
@Daniele Falciola via Visual Hunt

Da Ventimiglia o Bordighera si può arrivare a Seborga anche in autobus, con partenza dalla stazione. Consultate sempre gli orari qui e fate bene attenzione: in certi periodi il servizio non funziona nei giorni festivi. Per ogni evenienza, c’è sempre la cara, vecchia automobile, ma, se siete in tanti, potreste considerare un taxi da Sanremo o Bordighera contrattando il prezzo in anticipo con il conducente.

Lo sappiamo, tutto questo non è molto principesco… ma anche i Principati si evolvono e le carrozze, ormai, non si avventurano più per le strade collinari. Non preoccupatevi, però: per scatenare la vostra fantasia basterà l’antica e caratteristica suggestione di Seborga, l’ultimo Principato in terra italiana.

Seborga
@Cristina Giuntini

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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