Se Roma-Genoa fosse l’oroscopo di Internazionale

di
roma-genoa
@AsRoma

Ci sono cose che non riesco a spiegarmi.

Il successo di Miley Cirus, i libri di Elena Ferrante, il gelato di Grom, il ritorno del Maurizio Costanzo e il casino che succede di giovedì sui social network quando sul sito di Internazionale viene pubblicato l’oroscopo di Rob Brezsny. Ovvero la più grossa supercazzola da quando quest’ultima è stata creata. Degna di un generatore automatico o di un testo di Vasco Brondi. Ma tant’è. E allora dopo un lungo confronto tra cervelli da ‘ste parti ci si è chiesto: e se Roma-Genoa fosse come l’oroscopo di Internazionale? Quel capisco nun te capisco che alla fine interpreti come te pare a te? Sarebbe più o meno così.

Doumbia.
Caro Doum, quando studiavo alla scuola pubblica di Kenner nella Lousiana, la mia insegnante, la signora Wellerfont guardando il Mississippi dalla finestra mi ripeteva sempre: Anche gli orologi rotti hanno ragione una volta al giorno. E ogni volta le ribattevo: Ma se è analogico allora quell’orologio rotto avrà ragione due volte? Lei sorrideva e mi mandava affanculo tra i denti. Ecco Piccolo Doum, tu hai fatto due tiri in porta e hai fatto due gol. Non so se sei un orologio analogico o digitale, ma apprezzo il fatto che ti sei calato pienamente nel clima di Trigoria e te sei rotto proprio mentre stavi decollando.

Pjanic.
La legge del Fantacalcio impone di non comprare giocatori della squadra che si tifa, ma per te ho deciso di fare un’eccezione. Tu mi hai ripagato con prestazioni top quando c’erano le giornate di coppa e prestazioni medio-basse nelle partite di campionato. Siamo ancora secondi, ma il campionato è quasi finito. Quindi ti chiedo: se potessi scegliere, giovane Miralem, te ricompreresti l’anno prossimo? L’asta è a settembre. Famme sape’.

Florenzi.
Il mondo dello showbiz è spietato. Ma ha pure un sacco di cliché. Tipo quelli che accompagnano gli amici ai provini, restano in disparte e poi vengono scelti. E come se non bastasse perdono pure l’amico di cui sopra. Tu pie’ veloce Florenzi, te volevi fa’ i cazzi tua. Avevi solo accompagnato Ashley a fa’ il provino per terzino e te ce sei ritrovato tu. Tu che volevi fa’ la punta, o il centrocampista. Al limite gioca’ tra le linee. No, Flore’ te da oggi sei un terzino. Il compito per la settimana alle porte è trovarti un soprannome. Evita cose tipo la freccia de Vitinia, o Trenino Roma-Lido. Ma poi fai come te pare.

Torosidis.
In televisione, mentre te disperavi, hanno detto che sei caduto troppo. Quindi Vasilis del mio cuore la prossima volta che te fanno una scianghetta cerca de casca’ col tipico understatement piemontese. Magari twittando su quanto sia volgare festeggiare gli scudetti. Questa settimana ho fatto un sogno. C’era Mario Brega che mi offriva un’oliva. Greca, dirai te? No, de Gaeta. E vengo al punto: Mario diceva che te dovresti rasa’ quei cazzo de capelli, che se fosse qui te darebbe un sacco de coppini e te li farebbe casca’ lui. Con la sua tipica delicatezza.

COMPITI PER TUTTI.
Che cos’è Ibarbo se non un Delvecchio che non ha mai smesso di sognare?
E se tu non avessi smesso di sognare chi saresti diventato? Scoprilo e diventaci. Possibilmente prima di sabato sera che c’è il Milan e co’ sta storia dell’Expo dobbiamo partire presto.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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