Se poteste fare una domanda a Dio, cosa gli chiedereste?

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Se poteste fare una domanda a Dio, cosa gli chiederesti
@Rebecca Röske

99 rimostranze a Dio è una curiosa antologia, pubblicata dalla neonata casa editrice Ottolibri, che dà a 99 autori una soddisfazione che molti di noi vorrebbero avere. Esporre una lamentela all’Altissimo, al boss, al Re dei re: sì, proprio lui, Dio.

Ottolibri, capeggiata dalla bella e arguta Eva Clesis, ha raccolto 99 scrittori, mettendo insieme altrettante lamentele in un ebook che non è un semplice libro elettronico, ma un mezzo per fare crowdfunding letterario.

Attraverso le vendite della versione digitale di 99 rimostranze a Dio infatti la casa editrice si propone di realizzare traduzioni e finanziare la propria attività. Producendo ebook e solo poche centinaia di copie in edizione limitata per ogni titolo, Ottolibri punta sul mercato digitale iniziando a percorrere quella strada che a molti editori fa paura.

Le rimostranze sono divertenti, dissacranti, ma anche serie. Domande fondanti della condizione umana (“Caro Dio, ma perché mi fai crescere i peli su tutto il corpo?”) delineano un popolo smarrito, incazzato e in alcuni casi prodighi di consigli per il Grande Capo, in evidente crisi di popolarità. E se pensate che anche a tutti questi esposti Dio non risponderà, vi sbagliate. Al termine del libro infatti il Pezzo Grosso risponde attraverso la penna di Alessio Viola, autore di Dove comincia la notte (Rizzoli).

Leggendo questo libro è inevitabile chiedersi: ma io cosa avrei chiesto a Dio? Ci ho pensato e ripensato e poi mi è venuto in mente. Ce l’ho: Dio, perché non hai dato agli uomini un orologio biologico inflessibile come il nostro? Così giocheremmo ad armi pari e potremmo deriderli anche noi davanti alla menopausa. E no, l’andropausa non è la stessa cosa, nun ce prova’.

Consigliato a: chi ha voglia di ridere su e con Dio e a chi ha apprezzato (sganasciandosi) A volte ritorno di John Niven.
Il libro: 99 rimostranze a Dio, aa. vv., pp. 187, 5 euro, Ottolibri 2013

Pubblichiamo una delle rimostranze per gentile concessione dell’autore:

Egr. Sig. Dio*,
mi è stata offerta la possibilità di dirle due parole e non vorrei perdere l’occasione. Non le nego che non sono uno dei suoi fan più sfegatati, ma se proprio dovessi tifare per qualcuno direi che la sua squadra, per quanto a volte poco accattivante a livello di marketing in confronto al suo avversario, tutto sommato riscuote la mia simpatia. Detto ciò, non perdiamoci in chiacchiere inutili.
Mi hanno riferito che potevo fare rimostranze, lamentele, osservazioni, e che Lei (ignoro quale sia il genere più appropriato nel suo caso, ma non penso che lì da voi si perda tempo con il politically correct) avrebbe preso in considerazione le suddette. E così mi sono messo a pensare.
Messe da parte le lamentele, perché tanto si va a finire sempre tirando in ballo il libero arbitrio, mi sono domandato quale fosse la domanda con la “d” maiuscola.
Sono partito dalle solite cose, banali, le classiche domande esistenziali tipo “chi siamo”, “da dove veniamo”, “c’è vita oltre noi nell’universo”, “metteranno scontate quelle bellissime Prada”, ma poi mi sono fermato e mi sono detto: Egli ne sa più di tutti, perché non chiedergli qualcosa di straordinario, qualcosa che solo Egli può sapere e che è da sempre un mistero insoluto? Ho scorso mentalmente i misteri che attanagliano l’umanità e sono di sua competenza: l’immacolata concezione, la creazione del mondo, la transustanziazione, il perché i treni arrivano con l’accendersi di una sigaretta, ma alla fine mi sono ricordato di quella specie di G8 ecumenico del 325 d.C. e ho cambiato idea.
Emendato dal peccato, mordo la mela e le chiedo:
lo squirting** esiste?
Cioè, in quella famosa settimana di creazione, era stata contemplata come possibilità o è un’altra proiezione della limitatezza dell’uomo?
La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e per l’eventuale illusione.
Distinti saluti,

Niccolò Agrimi.

*è riferito al dio cattolico, ma può esser rivolto a tutte le altre divinità con le dovute correzioni [N.d.A.]
** Spero perdonerà il termine in inglese, ma sembra si stia ripetendo il babelico tentativo di unificazione delle lingue [N.d.A.]

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Stefania nasce nel '82, mentre in Portogallo si dava alle stampe l’allora sconosciuto Il libro dell’inquietudine di Pessoa. Il suo destino sembra essere legato all’editoria: lavora per 10 anni in 4 diverse fucine editoriali. Sin dai tempi dell'università, scrive di libri su vari portali. Ora lavora come web editor freelance, scrive di libri, finanza e lifestyle e, quando è tempo, fa l’olio più buono del mondo.

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