Fictional games: gli scacchi fantastici

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Da appassionato di giochi e videogiochi, poche cose sono più stimolanti di un gioco mai provato prima: aprire una scatola nuova, osservare i pezzi colorati e capire come si combinano e interagiscono, scoprire e inventare nuove strategie.

Per quest ogni volta che leggo di un gioco di fantasia in un libro, percepisco un aumento considerevole della mia salivazione. E non va meglio se il gioco compare sullo schermo di un film o di una serie, visto che gli scenografi arricchiscono il lato visivo per compensare la mancanza di regole precise.

E di tutti i giochi di fantasia, i più gettonati sono sicuramente quelli basati sugli scacchi.

Ritrarre un personaggio mentre si cimenta in una partita bianco contro nero è il modo più immediato per caratterizzarne il peso intellettuale. Le persone intelligenti giocano a scacchi.

In mezzo alla marea di giochi scacchiformi (non denunciatemi all’Accademia della Crusca, per carità), ho selezionato alcune varianti che possano essere effettivamente giocate, grazie ad una edizione commercializzata o, più spesso, all’inventiva di qualche fan. Preparatevi, perché le regole sono sempre scritte in inglese.

Prima di illustrarvi i tre che ho scelto, però, qualche citazione al merito:

scacchi fantastici
@Chris Favero

Tri-Dimensional Chess (da Star Trek): questa è sicuramente la variante degli scacchi più famosa in assoluto. Se non la ricordate dalla serie originale, sicuramente l’avrete vista in una delle prime stagioni di The Big Bang Theory.

In realtà si trattava semplicemente di una scacchiera comune, frammentata in pezzi più piccoli e disposta su più livelli. La struttura della scacchiera non era nemmeno coerente all’interno dello stesso episodio!

È stato fatto un tentativo di svilupparne delle regole precise, ma non sono proprio “masticabili”. Se vi volete cimentare, le trovate qui.

Dejarik (da Star Wars): Vi ricordate il tavolo rotondo su cui Chewbacca perde contro R2-D2 in un tripudio di violenza olografica? Lo vedete nella foto qua sotto. Ecco, quella scena racchiude praticamente tutte le informazioni che abbiamo circa il Dejarik, gioco misterioso dell’universo creato da George Lucas. Anche per questo abbiamo una bozza di regolamento, e anche in questo caso è piuttosto complesso: qui trovate due possibili versioni.

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Castelli (da The Dark Tower): Stephen King specifica pochissime regole di questa variante del gioco, tanto che potrebbe essere identica alla nostra versione. Ma visto che sono in programma film e serie TV ispirati alla saga, c’è da scommetterci che ne vedremo presto una versione rimaneggiata.

Scacchi fantastici (e regole)

1. Stealth Chess (da Discworld)

Ah, il mondo disco. Praticamente ogni cosa uscita dalla penna del compianto Sir Terry Pratchett è un concentrato di meraviglia, follia, e genio comico.

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La configurazione iniziale dello Stealth Chess

Nella città-stato di Ankh-Morpork, covo di sotterfugi e cospirazioni di ogni genere, era naturale che si giocasse una variante furtiva del gioco degli scacchi. Estremamente popolare, per ovvie ragioni, nella Gilda degli Assassini, questa versione aggiunge due pezzi nuovi ed estremamente potenti: gli assassini, appunto. Essi cominciano la partita in due colonne laterali chiamate Slurk e sono gli unici pezzi a potersi muovere in esse. Si muovono di una casella per mossa, due per catturare.

Quando escono dallo Slurk, però, possono fare tante mosse quante ne hanno fatte al suo interno, più opzionalmente una di cattura, a partire dal punto in cui sono entrati nello Slurk. Sembra complicato, ma fondamentalmente si può vedere lo Slurk come una seconda scacchiera sotto la prima, da cui gli assassini possono uscire all’improvviso.

Per cortesia professionale, gli assassini non possono catturarsi a vicenda, ma possono anche catturare pezzi alleati.

Questa è sicuramente una delle versioni più semplici da giocare, in quanto non richiede pezzi o tavole speciali. C’è da ammirare come l’invenzione di un gioco da tavolo riesca a rendere così bene l’ambientazione dei romanzi di Pratchett, meglio di quanto molti scrittori riescano a fare a parole.

2. Cyvasse (da Cronache del ghiaccio e del fuoco)

Da scrittore attento ai dettagli, il buon vecchio Martin non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di creare la propria personalissima variante degli scacchi, come passatempo preferito dell’alta società. Preferito tra i passatempi leciti, ovviamente.

Anche questa volta non ci è dato conoscere tutte le regole del gioco, ma possiamo ricavare qualche indizio dai libri. All’inizio della partita, ai giocatori vengono forniti dei tasselli da disporre nella propria metà della plancia, di nascosto al giocatore avversario. Tra questi tasselli ci sono le truppe che possono essere mosse durante la partita, oltre a elementi di terreno (Martin menziona delle Montagne).

Le unità mobili sono: Contadini, Picchieri, Balestrieri, Cavallo Leggero, Cavallo Pesante, Trabucco, Catapulta, Elefane, Drago e Re. Non si sa bene quanti pezzi di ciascun tipo siano posseduti da ciascun giocatore, ma almeno un giocatore ha più di un elefante.

Lo scopo del gioco è, naturalmente, catturare il re avversario. Sappiamo infine che i draghi possono catturare gli elefanti e che trabucchi e catapulte possono catturare i draghi.

Purtroppo, nonostante sia già parecchio complicato così come è, siamo ben distanti da qualcosa di giocabile. Qui e qui trovate due diversi lavori dei fan che cercano di mettere ordine in questo caos. Entrambi non seguono perfettamente le regole che conosciamo, ma sembrano catturare bene l’essenza del gioco. Speriamo di avere più informazioni quando finalmente uscirà The Winds of Winter.

Certo, come se ci servissero altre ragioni per aspettarne la pubblicazione.

3. Chess Boxing (da Froid Équateur)

Il Chess Boxing fa la sua prima apparizione nella graphic novel fantascientifica Froid Équateur di Enki Bilal. Si tratta di uno sport ibrido tra scacchi e boxe. I contendenti si affrontano prima in un match di Boxe e successivamente in una partita a Scacchi. Tutto qui.

Beh, più o meno. In effetti, nel 2003, le associazioni olandesi di scacchi e di boxe collaborarono insieme per organizzare veramente un match valido per il campionato mondiale di Chess Boxing.

Invece di giocare due partite separate, i contendenti disputarono sei round di scacchi intervallati a cinque di boxe, ciascuno della durata di tre minuti.

Iepe Rubingh (che aveva definito e raffinato l’idea) sfidò Louis Veenstra, vincendo per timeout nel round di Scacchi e diventò così il primo campione del mondo di Chess Boxing.

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I match possono essere decisi per KO o KO tecnico nei round di Boxe, Scacco Matto o Timeout nei round di Scacchi e decisioni tecniche o resa in entrambi i round. Se nessuna di queste situazioni si verifica, si passa ai punti nel round di boxe e nell’improbabile caso di ulteriore parità, vince il nero.

Ma io vi avevo promesso di proporvi giochi che fossero effettivamente giocabili, giusto?

Beh, nel tempo, la popolarità di questo sport surreale è cresciuta, tanto che ad oggi ci sono diverse associazioni internazionali che ne regolano le competizioni. In effetti, esiste anche una federazione italiana, la FISP (Federazione Italiana ScacchiPugilato). Dovrebbe essere abbastanza semplice organizzare, o almeno seguire, qualche match.

Un’ultima chicca: nel 2013 l’italiano Gianluca Sirci sconfisse l’Inglese Andrew Costello a Londra, diventando Campione Europeo di ScacchiPugilato.

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Matematico, scrittore e cantante dilettante, ha lavorato come Quality Assurance tester per Crytek Budapest e coltiva l’aspirazione di assurgere all’agognato titolo di Game Designer. Parla di tutto, con tutti, il difficile è farlo stare zitto.

2 Comments

  1. Un post che denota grande competenza e cultura. Cercherò di farlo apprezzare anche a qualche scacchista, magari un po’ atipico. Una sola osservazione: secondo me, ma molti miei colleghi non condivideranno, gli scacchi non sono un gioco (solo) per persone intelligenti, ma soprattutto per persone allenate…al gioco. In questo senso più simili ad uno sport insomma, o a metà strada tra sport e gioco. Chi vede rapidamente pattern e schemi di gioco non lo fa perchè mente necessariamente superiore, ma perché persona che può dedicare molto tempo al gioco e così, si specializza…desidero puntualizzarlo, perché la fama degli scacchi come gioco per sole persone intelligenti sta sottraendo al gioco tanti, possibili, potenzialmente fortissimi fan.

    • Concordo sul fatto che gli scacchi sono un gioco per tutti. Volevo solo citare il cliché narrativo che presenta tutti i personaggi intelligenti come campionissimi di scacchi.

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