Sampdoria-Genoa: perché tutti dovrebbero assistere al Derby di Genova almeno una volta nella vita

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Non siete mai stati a Genova ma vorreste andarci, magari vivendo l’evento sportivo più atteso dell’anno del capoluogo ligure? Allora segnatevi in agenda questa data: 21 febbraio 2015. A Genova l’abbiamo fatto ad agosto, ma anche voi siete ancora in tempo: si alza infatti il sipario al Luigi Ferraris per il 110° derby tra Sampdoria e Genoa. Quale miglior occasione per passare qualche giorno in città in concomitanza della partita dell’anno?

Città posta al di fuori delle più note rotte turistiche, Genova offre in realtà parecchi spunti al viaggiatore. E anche il calcio, nel capoluogo ligure, fa parte delle tante cose che bisognerebbe vivere e conoscere. Ecco perchè abbiamo deciso di parlarne nella nostra rubrica sui Luoghi dello Sport.

Sampdoria-Genoa
@Andrea Puggioni

Sampdoria-Genoa: come spiegare una passione

Non è facile raccontare in poche righe cosa significhi il Derby della Lanterna. Lo scudetto della città. L’unica cosa che conta. Per farlo, mi verrebbe voglia di scrivere di “quella volta…”, del mio primo derby con il cugino doriano spacciato per mio fratello-gemello (che poi, che scusa è?) per poter entrare in due con un solo biglietto, la prima vittoria al derby con quella punizione sotto la gradinata… mi fermo.

Per farlo capire ai miei amici bolognesi ci ho messo tanto tempo. Tempo di racconti e aneddoti calcistici. Il mio primo coinquilino (veneto) non credeva ai suoi occhi quando assistette alla mia reazione post-sconfitta in un derby. Nella partita di ritorno era con me, in gradinata. Cercava di seguire i cori, dopo pochi minuti aveva capito che seguire la palla in campo non è molto facile. Al gol esultò come un vero genovese (cerco di mantenere la neutralità). A fine partita disse “Ora ho capito”. Senza bisogno di aggiungere altro.

Sampdoria-Genoa: primi passi in città

Genova non ha tanti luoghi per conoscere il calcio. Il derby va respirato nelle strade, ascoltato nelle conversazioni dei cittadini: se siete a Genova nelle settimane – sì, settimane – del derby e sentite frasi iniziare con “Eh ma loro belìn..” , “quelli là…”, allora state certi che si sta parlando dei cugini. Gli altri. Poi il tutto sfocia allo stadio, il giorno della partita. Ma anche in città ci sono alcuni luoghi da non perdere.

Per iniziare a conoscere Genova, come scrive Tabucchi, non si può che partire dai portici di Sottoripa. Questa via, che costeggia piazza Caricamento e il Porto Antico, è sede di alcuni storici negozi genovesi che si mescolano a quelli di nuova provenienza. Simboleggia l’anima commerciale che per secoli ha caratterizzato la città. Qui potrete inoltre gustare alcune delle prelibatezze della friggitoria Carega.

Una volta terminata la passeggiata, potete proseguire la camminata nel Porto Antico. Qui, se a viaggiare è un appassionato di calcio, è doverosa una tappa al Museo del Genoa e della sua Fondazione (martedì-domenica, 10.00-19.00, adulti 5€, bambini fino a 14 anni 3.50€). Un viaggio che ripercorre la storia del football del più antico club italiano (nato come Genoa Cricket and Football Club), dai pionieri del calcio sino ai giorni nostri. 122 anni di storia tra veri e propri cimeli e grandi ricordi. D’altronde, come ha scritto Gianni Brera:

“Quando il Genoa già praticava il football gli altri si accorgevano di avere i piedi solo quando questi gli dolevano”

Terminata la visita al museo, ritornate verso il centro passando per piazza Banchi (il centro dei commerci passati) e perdetevi nei caruggi, i vicoli del centro storico. Via San Luca, via Luccoli e, immancabilmente, via del Campo. Fermatevi al n. 29 rosso di Via del Campo e perdetevi nelle musiche di De André e di tutta la Scuola Genovese. Mentre vagate per i vicoli – ricordandovi di guardare sempre verso l’alto – gustate la tipica focaccia e la farinata di qualche focacceria del centro. Fidatevi del vostro olfatto per scegliere quale più vi aggrada! Tra un passo e l’altro, provate a contare quante bandiere, sciarpe e simboli rossoblucerchiati vi circondano: sarà un esercizio divertente e difficile da completare.

Terminate la vostra passeggiata nel centro storico a Campopisano. In orario di aperitivo, sedetevi nella classica piazza delle Erbe o piazza Lavagna, perdendovi ancora negli stretti, strettissimi vicoli. Se invece volete gustare i piatti del posto in locali caratteristici dove si spende poco, cercate la trattoria Cavour 21 o andate da Maria (per gli amici, la Zozza).

Continuiamo il nostro itinerario che ci porta verso la piazza centrale della città: piazza De Ferrari. Per raggiungerla prendete via San Lorenzo e fermatevi alla cattedrale. Prima di salire a godervi il tramonto da Spianata Castelletto, ammirate i palazzi dei Rolli di via Garibaldi.

Già, salire a Castelletto. “Salire” perché Genova è una città verticale. La sua posizione, tra i mari e i monti, ha portato la città a svilupparsi verso l’alto. Ecco il perché di ascensori e funicolari per spostarsi. Prendete dunque da piazza Portello l’ascensore di Castelletto (“..quando mi sarò deciso d’andarci, in paradiso ci andrò con l’ascensore di Castelletto..” scrive il poeta Caproni) e ammirate il mare e la città ai vostri piedi.

Sampdoria-Genoa: due passi al mare

“Chi guarda Genova sappia che Genova si vede solo dal mare”…

Così canta il genovese Fossati. Ma se guardarla dal mare può essere un po’ complicato per il visitatore medio, non si può venire a Genova senza vedere e sentire il mare. Rimanendo in città, prendete dunque il lungomare di corso Italia e arrivate a Boccadasse. Angolo idilliaco di Genova, godetevi la focaccia e una birra tra le barche dei pescatori e gli scogli. Salite quindi per una crêuza de mä e terminate la passeggiata a Capo di Santa Chiara.

Sampdoria-Genoa-Boccadasse
@Xavi

Continuando verso est, troviamo Nervi. Godetevi la Passeggiata al mare e i suoi parchi. Nervi è raggiungibile dal centro sia con l’autobus sia con il treno. Ma se avete un giorno da passare in riviera, uno dei borghi che più di altri merita di essere visitato è Camogli.

Non lontano da Nervi si trova Bogliasco, il centro della Sampdoria. Qui si trovano gli impianti sportivi dove si allena la squadra. Siamo sulla Riviera di Levante. Il Genoa invece svolge i propri allenamenti a Ponente, a Pegli. Nei giorni precedenti al derby, è proprio qui che le squadre ricevono dai propri tifosi l’ultima carica prima del match.

Sampdoria-Genoa: il giorno del Derby

“A Genova conta solo il derby. Se non lo vinci è come rapinare una banca ed accorgersi di aver portato via una valigia piena di stracci”.

Non è un giorno normale. Gioca una città. 600.000 persone. Metà di qua, metà… loro, gli altri. Se vinci, per un mese sei felice di andare a scuola, in ufficio o dovunque tu debba andare. Se perdi, pensi in quale paese sia meglio andare a vivere. Se ne vinci due di fila, hai vinto il campionato.

Il pre-derby. Una serie di scaramanzie e riti personali. Ve ne consiglio una, il pre-derby di Manin. Muniti di panini e birre, andate in questa piazza e vedetela riempirsi di colore. Sino a qualche anno fa era per lo più raduno dei ragazzi genoani, adesso ci si mescola tra sfottò e ultimi saluti amichevoli prima di odiarsi, sportivamente parlando, per 90 minuti. Quando si aprono i cancelli dello stadio (circa due ore prima del fischio d’inizio) scendete per scalinata Montaldo e vedrete pian piano l’intero stadio: il Luigi Ferraris. Il tempio dei genoani, uno stadio da cambiare per i doriani. Scalinata Montaldo porta alla Gradinata Nord e ai bar di ritrovo rossoblù. Questa scalinata fa parte del derby. Alle volte la vedrete colorata di rossoblù, altre volte blucerchiata.

Terminata la scalinata, potete entrare a teatro. Qui si giocheranno due partite: una in campo, che promette solamente calcioni, fallacci e cartellini rossi; l’altra, forse più importante, sulle gradinate. Da una parte la Nord, dall’altra la Sud. Il derby delle coreografie e del tifo.

Sampdoria-Genoa
@Stefania
Sampdoria-Genoa
@Oslo1985

Sampdoria-Genoa: biglietti e indicazioni

Come raggiungere lo stadio. Lo stadio Luigi Ferraris, situato nel quartiere di Marassi, è facilmente raggiungibile. Si trova a circa mezz’ora da piazza De Ferrari. In occasione delle partite ci sono linee speciali (SM, BM,CM,KM) che portano allo stadio partendo dalla stazione ferroviaria di Principe, da Molassana, da piazzale Kennedy o da piazza Caricamento. Inoltre vi sono bus regolari che portano allo stadio passando dalla stazione ferroviaria di Brignole (il 12, 13, 14, 37..). Ma recarsi allo stadio a piedi permette di vivere l’atmosfera in modo ancora più intenso.

Biglietti. Munirsi di un biglietto non è semplicissimo, ma muovendovi in anticipo avrete sicuramente qualche chance. E’ necessario seguire le indicazioni sui siti di Genoa e Samp che daranno il diritto di prelazione agli abbonati della squadra ospite (il Genoa in questa occasione). Le informazioni sono disponibili due settimane prima della partita. Una volta terminato il periodo in cui si ha diritto di prelazione, scatta la vendita libera (di solito circa una settimana prima del match). I prezzi vanno dai 25€ in gradinata ai 100€ in tribuna. La soluzione Distinti si aggira sui 40€. Vi sono differenze tra biglietti ridotti e adulti. Il sold out è garantito ma negli ultimi anni i biglietti sono terminati sempre negli ultimissimi giorni disponibili. Vederlo dalla gradinata è chiaramente l’esperienza più entusiasmante (ed economica) che si possa fare. A voi l’ardua impresa di trovare un biglietto a disposizione. Alla peggio, si dice che un tentativo senza biglietto si può sempre fare. Ma non dite di averlo letto qui.

“Quando mio padre venne per la prima volta al derby, al termine della partita mi disse: scusa Tomas ma non ti ho guardato nemmeno un minuto. Guardavo la gradinata.”

Parole di Tomas Skuhravy, uno che di gol sotto la Nord ne ha fatti e non pochi. Se vi capitasse qualcosa di simile non stupitevi. Tanto, in campo di solito non ci si perde un gran spettacolo calcistico.

Queste parole, tra le altre, potete ascoltarle nel documentario “Genova e il calcio – le due anime della Superba”, un ottimo modo per prepararvi alla partita e alla città. Un documentario che racconta Genova dalla Liberazione del 25 aprile (con le parole di Don Gallo) sino ai giorni nostri, passando per le storie calcistiche delle due squadre e analizzando la città sotto più aspetti. Il Genoa borghese e la Samp supportata dagli immigrati del sud, il boom del dopoguerra, la musica della scuola genovese, la possibile fusione tra le due squadre e le parole dell’ex sindaco Cerofilini (un socialista che portò in parlamento la questione relativa al decimo scudetto genoano “rubato” dal Bologna) e tanto altro ancora. Insomma, 75 minuti veramente ben spesi per iniziare a conoscere Genova e il derby.

Aspettando la partita, sperando nella vittoria, lunga vita al derby della Lanterna!

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21 anni, genovese ma soprattutto genoano. Genoanità esportata a Bologna dove presto dovrebbe conseguire una laurea in Economia anche se, nel dubbio, dà un’occhiata ai corsi di antropologia, neuroscienze e scienze politiche. Parola preferita: aneddoto.

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