Roma, il vento è cambiato?

di

lunedì del tifoso roma

“Vabbè dai, tanto prima o poi questa serie di vittorie doveva finire, perdere qualche punto è normale per tutti, figuriamoci per noi. Prima dell’inizio del campionato, chi si aspettava di essere primi in classifica? Va ancora tutto bene”.

Questo il pensiero in testa ad ogni tifoso romanista da un po’ di tempo a questa parte. Ora che è successo però, a noi scoccia. Eccome. E poiché a Roma ci si esalta e ci si deprime come in nessuna altra città d’Italia, è come se fosse cominciato l’inizio della fine. Certo definire gli ultimi due pareggi contro Torino e Sassuolo come un principio di crisi è da irresponsabili, due partite nelle quali la nostra Roma non ha brillato, ha condotto il gioco per novanta minuti e avrebbe dovuto vincere.

“E allora che problema c’è? Ora ripartiamo subito col Cagliari, altri tre punti e via subito i funesti pensieri” si dirà. Eh no, noi siamo preoccupati. Il primo motivo di cotanta ansia è il proliferarsi di troppi infortunati, tutti nel reparto offensivo della squadra: Destro, Capitan Totti e Gervinho.

Il secondo, invisibile ai più, è quello che ci inquieta maggiormente. La Roma andava fermata con ogni mezzo, colpe proprie o magheggi altrui. È da Torino che il vento è cambiato. Gli ultimi arbitraggi ci sembrano chiari segnali di quello che ancora deve arrivare. Lungi dal fare vittimismo o evocare antichi e ambigui accadimenti, questo campionato ce lo vorremmo giocare e magari perdere, sul campo, per demeriti propri o meriti altrui.

La sosta del campionato, a causa degli impegni delle nazionali, arriva al momento giusto per riflettere su quanto fatto e cosa fare in futuro, per recuperare energie fisiche, mentali e ripartire. Più forti di prima.

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Agente sportivo, ho trascorso l’infanzia sui gradoni dello stadio Olimpico di Roma. Ora mi diletto, con scarsi risultati , a raccontare le vicende sportive della Magica Roma.

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