La Rocchetta Mattei: il castello in stile arabo sui monti dell’Appennino

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@Cristina Giuntini

Luoghi misteriosi, paesi sommersi e disabitati, posti singolari nel loro genere fanno parte dei miei racconti su Le Nius da un po’ di tempo. Al punto che, a furia di scriverne, mi è venuta voglia di visitarne alcuni. È per questo che un po’ di tempo fa ho deciso di organizzare una gita alla Rocchetta Mattei, luogo strano e suggestivo incastonato tra le montagne dell’Appennino tosco-emiliano, a circa un’ora e mezzo da Firenze. In questo articolo ve la racconto.

Se in una bella domenica di sole vi troverete a guidare dalle parti di Riola (in provincia di Bologna) potrebbe capitarvi di vedere spuntare dal fogliame degli alberi delle curiose cupole di foggia araba. Non spaventatevi: non avete sbagliato strada. Vi trovate semplicemente nelle vicinanze della Rocchetta Mattei.

Pocket Nius: da sapere in breve

1. La Rocchetta Mattei si trova nell’Appennino tosco-emiliano, nel Comune di Grizzana Morandi. È aperta alle visite il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 15:00 e per visitarla è obbligatoria la prenotazione. La visita dura circa un’ora e quindici minuti.

2. L’edificio venne costruito nel 1850 dal Conte Cesare Mattei per ospitare una vera e propria casa di cura in cui sperimentare metodi di medicina alternativa, in particolare l’elettromeopatia. La Rocchetta Mattei divenne famosa e conosciuta in tutto il mondo tanto che perfino Dostoevskij lo cita nel libro “I fratelli Karamàzov”.

3. Lo stile dell’edificio, che si ispira all’architettura araba con alte finestre a punta, simil-minareti e decorazioni policrome, emerge nettamente dal sereno scenario della montagna appenninica. Al suo interno sono moltissimi i simboli dipinti o scolpiti, come la statua dell’arpia che sostiene il mondo che accoglie i visitatori all’ingresso del Castello. Nell’immaginario del Conte Mattei, l’arpia rappresentava la medicina tradizionale.

4. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale la Rocchetta Mattei venne saccheggiata dalle SS tedesche che trafugarono molti importanti documenti, tra cui, probabilmente, quelli contenenti i segreti dell’elettromeopatia.

5. Dopo la guerra, la Rocchetta Mattei viene acquistata da un privato e parte un progetto per riparare i danni subiti farne una meta turistica. Il progetto però non va in porto e la Rocchetta rimane abbandonata fino al 2006 quando prendono il via le imponenti opere di restauro che portano alla riapertura al pubblico nel 2015.

La Rocchetta Mattei: suggestioni arabe

Già dall’aspetto esteriore, questo peculiare castello rivela tutta la passione del suo ideatore per la civiltà araba e per la sua arte. Un trionfo di alte finestre a punta, simil-minareti e decorazioni policrome vi farà subito immaginare di essere appena scesi da un tappeto volante. Questo è il mondo immaginato dal Conte Cesare Mattei, che ne pose la prima pietra nel 1850. La visita alla Rocchetta è breve, ma densa di suggestioni da assaporare a ogni piè sospinto.

Rocchetta Mattei cappella
@Cristina Giuntini

Vi sono simbologie nelle statue e nei bassorilievi che rappresentano il bene e il male, la medicina tradizionale e quella “alternativa” sviluppata dal Conte; accorgimenti nella disposizione del primo cortile, il cui pozzo è leggermente laterale per non trovarsi esattamente davanti al balcone costruito per il Papa, che però non vi si affacciò mai; illusioni nella cappella, con le volte in bianco e nero che, in realtà, sono realizzate in legno; curiosità come l’orologio funzionante a elettricità per mezzo di una turbina che il Conte aveva fatto posizionare nel vicino fiume; vi è perfino una sala dedicata alla pace. Il tutto in un perfetto stile arabeggiante che scatena la fantasia e i sogni dei visitatori.

La Rocchetta Mattei e l’elettromeopatia: illusione o scienza?

Il Conte Mattei, però, non aveva concepito questo suo regno incantato come un buon ritiro per la sua vecchiaia o per i suoi periodi di ozio, ma come una vera e propria casa di cura, che si proponeva quale alternativa a quelle tradizionali per mezzo di una medicina chiamata elettromeopatia, che poco o niente aveva a che vedere con l’omeopatia attuale, sebbene fosse stata sviluppata partendo dalle teorie del suo fondatore, Christian Friedrich Samuel Hahnemann.

Rocchetta Mattei interno
@intoscana.it

Proprio davanti all’ingresso del castello, uno dei primi simboli che si incontrano è una statua rappresentante un’arpia che sostiene il mondo: nell’immaginario del Conte Mattei, l’arpia rappresentava la medicina tradizionale. Il Conte era infatti stato segnato da un tragico evento, la morte della madre dopo una lunga e dolorosa malattia. La penosa esperienza aveva radicato in lui la più totale sfiducia verso la medicina, che non era riuscita né a salvare sua madre, né a renderle più sopportabile la terribile sofferenza. Il Conte Mattei decise, quindi, di ricercare un metodo curativo che fosse più efficace di quello usato dai medici dell’epoca: un metodo innovativo, su base erboristica, costituito dall’abbinamento fra granuli e liquidi (fluidi elettrici).

Le cure elettromeopatiche

Fra il 1860 e il 1880, anno della morte del Conte, l’elettromeopatia riscosse un grande successo in tutto il mondo, anche e soprattutto per i buoni risultati che riuscì a ottenere con molti pazienti. La Rocchetta Mattei, originale clinica alternativa, divenne oggetto di un vero e proprio pellegrinaggio da parte di quei malati che potevano permettersi le cure del Conte.

Un ruolo importante ebbe però anche la notevole pubblicità, sia di tipo canonico, sia tramite il passaparola di coloro che erano stati guariti dai rimedi elettromeopatici. Tali rimedi, che non comprendevano solo farmaci da assumersi oralmente, ma anche, ad esempio, creme e bagni, venivano prodotti dal Conte all’interno della stessa Rocchetta, mentre le materie prime venivano lavorate esternamente e conservate in vari depositi sparsi per tutta Italia e in vari Stati esteri.

Il segreto del Conte

Rocchetta Mattei ritratto del Conte
@Cristina Giuntini

L’elettromeopatia, sebbene attualmente non venga più praticata, non si fermò con la morte del Conte: al contrario, la produzione di farmaci elettromeopatici continuò fino alla fine degli anni Cinquanta, quando l’azienda chiuse definitivamente. La ragione di questo lento declino è probabilmente il fatto che il vero, fondamentale segreto di questo tipo di medicina è morto insieme al Conte Mattei, che non ne mise a parte nessuno.

Vero è che, in un primo momento, egli avrebbe voluto farlo: intendeva, infatti, lasciarlo in eredità al suo fedele collaboratore Mario Venturoli. Fu questi, però, a rifiutare, impaurito dall’eccezionale importanza di tale scoperta: la riteneva, infatti, una cosa talmente grande da poter fare molto bene, ma anche molto male, se fosse finita in mani sbagliate. In seguito, il Conte adottò il Venturoli, ma anni dopo, in preda a paranoia, accusò la moglie di lui di avere tentato di avvelenarlo e cacciò la coppia dalla Rocchetta. Alla sua morte, il Venturoli riuscì a farsi riconoscere legittimo erede insieme ai nipoti, e con loro portò avanti l’elettromeopatia.

Il colpo di grazia al segreto del Conte fu probabilmente dato dal saccheggio della Rocchetta da parte delle SS: molti importanti documenti furono trafugati e non si può escludere che fra questi vi fosse quello fondamentale relativo all’elettromeopatia, rubato, forse, con l’intenzione di operare esperimenti di vario tipo. Resta il fatto che la vera essenza della cura del Conte Mattei resta, ancora oggi, un mistero.

Consigli per visitare la Rocchetta Mattei

Siamo sicuri che questa storia vi ha intrigati e che adesso non vedete l’ora di osservare con i vostri occhi questo luogo da fiaba, fra i cui muri aleggia ancora il segreto della cura miracolosa del Conte. Fermi lì: non pensate neppure di mettervi in viaggio senza prenotare la visita. La prenotazione è obbligatoria, e si fa sul sito ufficiale.

Il modo più agevole per arrivare alla Rocchetta è, ovviamente, in auto, percorrendo la A1 e la SS64. Si può arrivare anche in treno, scendendo alla stazione di Riola, ma non bisogna essere spaventati dalla camminata di 15-20 minuti per arrivare a destinazione. Ricordatevi che dovrete arrivare almeno dieci minuti prima dell’orario prenotato!

Cosa vedere nei dintorni

Museo dei Tarocchi Bologna
@spiralnature.com

Se desiderate indugiare con la mente nell’atmosfera fiabesca e incantata della Rocchetta Mattei, una volta tornati a Riola date un’occhiata al Museo dei Tarocchi. Vi troverete un’ampia collezione di mazzi di tarocchi illustrati in svariati modi da eccellenti artisti, per continuare il vostro viaggio nelle energie vitali e nel mistero.

Se, invece, la vostra mente è stanca e preferite riposarla del tutto, cercate il sapore di un minuscolo, antico borgo a La Scola. Abitato con sicurezza fin dal Trecento, è un paesino di due o tre strade, con un paio di chiesette e poco più, ma la sua atmosfera vi riporterà indietro nel tempo e vi regalerà una pausa di pace e tranquillità. Ma cento altri borghi vi aspettano nei dintorni: Montione, Rio, Predolo… dovete solo scegliere.

Scola
@Cristina Giuntini

Avete, invece, bisogno di un urgente ritorno alla civiltà moderna? A due passi si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, progettata dall’architetto finlandese Alvar Aalto. Così innovativa da poter essere scambiata, da lontano, per una fabbrica, questa chiesa è tenuta in grandissima considerazione dagli appassionati di architettura moderna in tutto il mondo.

Consigli per fermarsi qualche giorno

Se avete intenzione di passare un fine settimana o qualche giorno in più a esplorare i dintorni della Rocchetta, vi consigliamo di fermarvi a dormire a Porretta Terme. Si tratta di una deliziosa cittadina famosa come località di villeggiatura e, ovviamente, per le cure termali. Ma non vi troverete solo hotel concepiti per chi viene a passare le acque: vi sono anche deliziosi Bed and Breakfast, ad esempio, Ca’ Gennara.

Quando, inevitabilmente, vi verrà voglia di assaggiare tortellini, tagliatelle, lasagne e altre specialità emiliane, magari condite con funghi o tartufo, passate al Ristorante Benito dell’Hotel Dolores, a Carpineta di Camugnano.

Seguite il nostro consiglio: quando la pressione si fa alta e la morsa della realtà inizia a stringere troppo, salite sul vostro tappeto volante preferito e lasciate che vi porti fino al mondo magico e misterioso della Rocchetta Mattei. Che si tratti di una gita di un giorno o di un fine settimana lungo, sarà sicuramente da ricordare.

3 link per saperne di più

1. Il +arabeggiante

La Rocchetta Mattei non è l’unico edifico in stile arabeggiante risalente alla fine dell’Ottocento in Italia. Un altro importante esempio, da qualche anno riscoperto e riaperto alle visite al pubblico, è il Castello di Sammezzano, in provincia di Firenze.

2. Il +magico e divertente

Se volete vedere la Rocchetta Mattei con gli occhi di un visitatore e farvi un’idea della sua magia in 3D, anche con riprese dall’alto, guardate questo video ironico e divertente.

3. Il +curioso

Se l’elettromeopatia vi incuriosisce e volete saperne di più potete leggere il libro I segreti dell’elettromeopatia del conte Cesare Mattei. Revisione critica e storica dopo le recenti acquisizioni sia della fitoterapia del conte Mattei, sia della elettricita’ vegetale. scritto da Mario Facci*.

*il link contiene un codice di affiliazione di Le Nius, che ci permette di prendere una piccola percentuale sull’operazione nel caso lo acquistaste arrivando su Amazon da questa pagina. Il prezzo del libro per voi rimane invariato.

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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