Reykjavik, la capitale in miniatura

di
Reykjavik
@Johannes Martin via Visual Hunt

L’Islanda, notoriamente, affascina. Non fosse altro che per quell’idea di ignoto e per la curiosità di scoprire cosa vi si possa trovare. L’immaginario collettivo è stuzzicato dalla sua natura quasi incontaminata, da ghiacciai e vulcani che, a volte, rischiano di paralizzare l’intera Europa.

Tutto giusto, ma l’Islanda non è per niente una terra inospitale e desertica: per capirlo, basta passare qualche giorno nella sua capitale, Reykjavik.

Reykjavik, una capitale in miniatura

Con una popolazione di appena 120.000 abitanti, che arriva a 200.000 considerando l’intero conglomerato urbano formato anche dalle località adiacenti, Reykjavik può essere definita una cittadina che gioca a fare la capitale. Poche case sono più alte di due piani, il traffico è tranquillo e scorrevole per la maggior parte del tempo e il tasso di criminalità è bassissimo, per non dire inesistente.

Passeggiare per le sue strade, anche per quelle principali, ricorda più lo struscio domenicale in provincia che il glamour di una città internazionale. Ma non fermatevi alle apparenze: nonostante le sue misure ridotte, Reykjavik è una città fortemente proiettata verso l’Europa, assolutamente non provinciale e, anzi, tesa a gettare un ponte che l’aiuti a superare quel tratto di oceano che la separa dal nostro continente e che sembra quasi infinito.

La città delle bambole

Reykjavik chiesa Mc. Donalds
@Cristina Giuntini

A Reykjavik, anche gli edifici più importanti per la vita della comunità sono talmente piccoli da sembrare costruiti con i mattoncini colorati, pronti per far giocare un bambino. Il Parlamento, che si trova nella piazza principale della città, non conta che due piani e tredici finestre sulla facciata anteriore, mentre il retro ospita un grazioso giardino che, probabilmente, è più piccolo di quello privato di molti di voi.

Vogliamo poi parlare della cattedrale? È proprio di fianco al Parlamento e ricorda piuttosto una di quelle chiesine che si vedono nei film western, in quei villaggi americani di poche anime. È indicata come Dómkirkjan e non deve essere assolutamente confusa con la Hallgrímskirkja, malgrado quest’ultima sia ben più imponente, tanto da trarre in inganno molti turisti che la scambiano proprio per la cattedrale. Ubicata su una collina, con la sua forma proiettata verso il cielo, è una chiesa completamente bianca e dai vetri trasparenti, per catturare i preziosi raggi del sole.

Ma la più originale delle chiese è senz’altro quella che si trova a Kópavogur, su di una collina che domina tutta Reykjavik: è la Kópavogskirkja, ma, per la sua forma ad archi, viene indicata da molti cittadini come Chiesa Mc. Donald’s.

Un luogo chiave della Storia

Reykjavik Höfði house
@Cristina Giuntini

Spostandovi leggermente dal centro, camminando lungo il fiordo, a un certo punto vi capiterà di incontrare una piccola casa bianca in stile coloniale, con una scalinata sul davanti. Si tratta della Höfði house, che è stata la residenza del poeta Einar Benediktsson, ma è più nota per avere ospitato, nel 1986, il Summit di Reykjavik.

Qui si sono incontrati Ronald Reagan e Mihail Gorbaciov per i negoziati che hanno segnato l’inizio della fine della Guerra Fredda. Purtroppo la casa non è visitabile all’interno, almeno non su base regolare, ma vale la pena di darle un’occhiata dall’esterno e chiedersi come sia possibile che un luogo così piccolo abbia potuto ospitare un evento così grande.

Reykjavik, la città in cui… “Ma il tuo cognome?” “Non ce l’ho!”

Se vi trovate in una libreria di Reykjavik e vi viene voglia di acquistare un romanzo del vostro autore islandese preferito, non fate l’errore di cercarlo per cognome: in Islanda, i cognomi non esistono. Tutti quegli appellativi che finiscono in -son e -ðottir vogliono dire figlio di o figlia di e sono quindi patronimici. Per intenderci, i figli di Olaf potranno essere, poniamo, Hallgrimur Olafsson o Hera Olafsðottir. Chiaro, no?

Le ricerche si fanno quindi rigorosamente per nome: del resto, l’Islanda ha una densità di popolazione talmente bassa che in tutta la nazione esiste un unico elenco telefonico. Un momento: e Halldór Laxness, il più grande scrittore d’Islanda? Ovviamente è uno pseudonimo!

Cultura e musica

Reykjavik 12 Tònar
@Cristina Giuntini

Parlando di libri, siete in cerca di attività culturali? Date un’occhiata alla Biblioteca Pubblica. Non è solo un posto dove prendere libri in prestito, ma in cui visitare mostre e partecipare a diversi tipi di eventi. Passeggiate letterarie, workshop per bambini o per tutta la famiglia, eventi pensati per avvicinare il turista alla letteratura islandese: consultate il sito in concomitanza con la vostra vacanza e troverete quello che fa per voi.

Se pensate che cultura faccia anche rima con musica, l’indirizzo per voi è 12 Tónar, che non è solo un negozio di dischi ma anche un’etichetta discografica. Allestito dentro una deliziosa casetta, qui tutto è concepito per farvi sentire a casa: dai punti di ascolto con comodi divanetti al caffè che vi verrà offerto. Björk e i Sigur Rós li conoscete già, quindi perché non puntare su di un nome che non troverete al di fuori dei confini islandesi? Vi suggeriamo l’originale e istrionico Páll Óskar, un artista amatissimo e dalla lunga carriera.

Relax al Blue Lagoon

Reykjavik Blue Lagoon
@Cristina Giuntini

Siete stufi di girare per la città? Sentite il bisogno di riposarvi e rilassarvi? Allora spingetevi fino a Grindavík: niente paura, non è lontano da Reykjavik. Lì, attraversando un vero e proprio paesaggio lunare fatto di una distesa quasi a perdita d’occhio di rocce spugnose, raggiungerete l’ingresso della Blue Lagoon.

Vi sembrerà di entrare in paradiso. Non spaventatevi all’idea di mettervi in costume per fare il bagno all’aperto: ricordatevi che l’Islanda è un Paese vulcanico e che l’acqua che riempie la bellissima piscina termale è caldissima! Oltre a rilassarvi in piscina, potrete usufruire di maschere, massaggi in acqua, sauna, aree relax, massaggi al sale e chi più ne ha più ne metta.

Il vostro corpo vi ringrazierà e magari, dopo una giornata rigenerante, vi verrà in mente di portarvi a casa qualche prodotto di bellezza termale.

Reykjavik, che energia!

Vi ha incuriosito tutto questo vapore caldo che proviene dal suolo? Volete saperne di più sull’energia geotermica? In questo caso, una visita delle centrali geotermiche è quello che fa per voi. Attualmente, il solo modo di accedervi è con un tour organizzato, ma ne vale la pena per scoprire in che modo e per quali scopi gli islandesi sfruttano questo immenso tesoro che la natura ha donato loro e che permette alla loro terra di salvarsi, almeno in parte, dai ghiacci perenni.

Reykjavik, vita notturna “al riparo”

Reykjavik
@Cristina Giuntini

Reykjavik, si sa, non ha certo il clima di Tahiti; per di più è particolarmente ventosa. Sì, certo, voi progettate di andarci in Agosto: molto meglio, ma non aspettatevi di poter circolare in maglietta a maniche corte. Di sera, ovviamente, la temperatura si abbassa ulteriormente e, per i giovani islandesi, fare lo struscio può diventare un’attività piuttosto disagevole.

Un bel problema, che è stato risolto sfruttando la passione di molti abitanti per le auto d’epoca, rimesse a nuovo e magari superaccessoriate: la voglia di metterle in mostra, unita al freddo, ha partorito come soluzione lo struscio in auto! Se, di giovedì sera, vi trovate a passare per la Laugavegur, la strada dei negozi e dei locali, assisterete a una colorata sfilata di veicoli. La strada è talmente stretta da permettere il passaggio di un’unica fila di automobili, ciascuna delle quali ripasserà varie volte: una volta arrivati in fondo alla via, si fa il giro e si ricomincia da capo.

Il venerdì sera, invece, se siete astemi state alla larga dalle vie del centro o chiudetevi in hotel e divertirvi ad ascoltare quello che succede fuori. Quella è, infatti, la sera del runtur, la grande sbornia collettiva islandese. Canti a squarciagola, risa sguaiate, risse, cadute dalle scale sono normale amministrazione. Le bevute nei locali non sono particolarmente economiche, ma anche in questo caso la fantasia degli islandesi ha trovato la soluzione: i meno abbienti, soprattutto studenti, fanno scorta di liquori al supermercato, dove costano meno. Iniziano la serata bevendo in casa, per poi uscire e dirigersi verso uno dei locali per il bicchiere del “colpo di grazia”. Con i risultati che ho descritto qualche frase fa!

Il periodo migliore

Ancora, la maggior parte di noi ha la possibilità di prendere ferie solamente in Agosto o quasi. Come già detto, per l’Islanda va benissimo, visto che il periodo di maggior calore va più o meno da Maggio a Settembre. Fortunato, però, chi può andarci intorno al 21 Giugno, il momento del solstizio d’estate, quello in cui la notte scompare del tutto e il chiarore del giorno accompagna cittadini e turisti 24 ore su 24.

Un’esperienza fondamentale da fare in una città che, oramai lo avrete capito, non è solo ghiacciai, pescatori e puffini.
Benvenuti nella capitale in miniatura!

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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