8 regole per perdere a Scacchi

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@Ian T. McFarland

A chi non è mai capitato di guardare una partita di Scacchi tra principianti pensando tra sé e sé: “So fare di meglio”? Nelle partite tra giovanissimi ci si può divertire alla vista delle più clamorose disattenzioni, dato che i pezzi lasciati in presa e le occasioni perse di Scacco Matto la fanno da padrone.

La citazione d’obbligo è quella di Tartakower: “Negli Scacchi vince chi fa il penultimo sbaglio”.

Proprio così: nelle partite tra chi comincia a giocare sembra di assistere ad una gara tra chi la spara più grossa, finché uno dei due contendenti non l’avrà fatta troppo grossa per vincere.

Prima di deridere con supponenza i neofiti però, considerate che solo chi prova a giocare può capire come sia frustrante, all’inizio, far fare cose sensate ai sedici pezzi del proprio colore. L’errore, negli Scacchi come nella vita, è invece il principale metodo per imparare ai giocare.

Se volete migliorare, dunque, fate attenzione agli errori altrui e, dato che la pagliuzza nell’occhio degli altri è sempre facile a vedersi, diamo un occhio di riguardo alle nostre travi. Negli Scacchi ci sono 8 regole da seguire per perdere con un buon margine di certezza.

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@Kasia

1. Confidate di vincere grazie alle mosse irregolari dell’avversario

Se dovessi condurre un corso base per chi inizia a giocare a Scacchi, direi che approfittare dell’errore altrui va sempre bene, anche dell’errore da mossa irregolare.

La mossa irregolare è l’errore che commette chi non conosce il regolamento ed allora, per esempio, muove un pedone senza accorgersi del fatto che così lascia esposto il proprio Re allo Scacco avversario.

Questa mossa va ritirata perché “fallosa”, e dà luogo ad una penalità per chi l’ha fatta. C’è poi chi si bea quando l’avversario tocca un pezzo per muoverlo ma, cambiando idea, ritira la mano lasciando quel pezzo al suo posto.

Le partite tra bambini sono una cacofonia di cantilene accusatorie: “Mossa irregolare!”, “Pezzo tocco pezzo mosso!”. Così si spera di trarre immediato vantaggio dalla condotta irregolare altrui, vincendo perché l’avversario è troppo falloso. Sacrosanto, ma chi impara a giocare così, trascurando quello che veramente conta negli Scacchi, e cioè passione ed applicazione, non farà molta strada.

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Appassionato giocatore ed istruttore qualificato di Scacchi, ma non abbastanza da farne l'unica ragione di vita. Appassionato ed esperto di finanza personale ed investimenti, ma non abbastanza da restare bancario per tutta la vita. Appassionato di lettura e scrittura, abbastanza da farne un contenitore per tutti gli altri interessi.

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