Reggio Emilia-Sassari: ripartire da una grande finale

di
reggio emilia-sassari
@dinamobasket.it

Si è conclusa venerdì, con un’emozionante Gara 7, la stagione del basket nostrano, con il Banco di Sardegna Sassari che ha sconfitto al PalaBigi la padrona di casa, la Grissin Bon Reggio Emilia. È stata una serie di finale avvincente, lunga e che ha avuto un enorme merito: quello di avvicinare tanto pubblico alla pallacanestro.

Il prodotto

Iniziamo subito a parlare di numeri, così poi possiamo dedicarci al basket giocato. Gara 7, capitolo conclusivo della stagione, è andata in onda in chiaro su Rai 3 e in contemporanea sul canale 501 trasmessa in HD. Pare un passo avanti di quelli epocali per un basket che in stagione è stato trasmesso (male, si può dire?) da più piattaforme e con qualità delle immagini spesso discutibili. Poi però ti fermi a pensare e ricordi che quasi tutti i playoff di Serie A2, la seconda lega italiana, sono stati trasmessi in HD e allora scopri che forse di strada da fare da quel punto di vista ce n’è ancora parecchia.

Sui numeri però non si può sorvolare. L’ultima sfida tra Sassari e Reggio è stata seguita, in media, da 1.300.000 spettatori circa. No aspettate lo riscrivo: UN MILIONE E TRECENTOMILA! Un numero incredibile che spiega il potenziale di questo sport.

Reggio Emilia-Sassari: la finale

La serie è stata molto equilibrata, con Sassari che ha vinto di 2 in una Gara 7 a dir poco rocambolesca, che ha visto Reggio, in vantaggio per larghi tratti, farsi rimontare e superare dai sardi. Reggio che ha avuto nelle mani di Diener il tiro della possibile vittoria, che non è andato a segno anche perché preso un po’ troppo frettolosamente e senza che fosse necessariamente un “buon” tiro. Ed è quantomeno sintomatico che a vincerla per Sassari sia stata la difesa, che negli ultimi minuti ha costretto gli avversari a palle perse e tiri forzati. Sassari, squadra sicuramente più votata all’attacco, ha quindi in parte confermato uno dei maggiori clichè del basket: le partite si vincono con la difesa.

Ridurre tutto all’ultimo atto però non sarebbe corretto, perché le due squadre si sono date filo da torcere per 7 lunghe partite e hanno dato vita in Gara 6 ad una delle partite più avvincenti che il basket italiano abbia potuto ammirare, con 3 overtime e un continuo susseguirsi di emozioni. Bravissima Sassari a non mollare mai e a ribaltare un 3-2 che dava 2 match point a Reggio, con l’ultimo davanti al proprio pubblico.

Opinione personale, non sono state delle Finali belle dal punto di vista tecnico, perché a guardare le partite emergeva un po’ troppa confusione e un talento mediamente inferiore a quello che si può trovare in una partita di Eurolega, livello al quale ci si dovrebbe comparare in una finale di uno dei maggiori campionati europei. Sicuramente però sono state Finali avvincenti e che ricomincerei a guardare anche da adesso.

Reggio Emilia-Sassari: i più e i meno

Due parole su quanto di positivo e di negativo visto in Gara 7 vale la pena farle.

Audience TV
Assolutamente un più. Vedere che il basket ha avuto tutti questi appassionati a seguire il capitolo finale è manna dal cielo per gli amanti di questo sport.

Gemellaggio
Le due tifoserie sono gemellate e prima delle partite hanno dato vita a pic nic e bevute degne dei terzi tempi rugbisti. Tutto molto bello, come direbbe Bruno Pizzul.

I giocatori di Sassari a fine partita
Appena suonata la sirena, nemmeno il tempo di festeggiare e giocatori come Dyson e Brian Sacchetti sono andati subito a rincuorare i giocatori di Reggio Emilia, distrutti dopo la sconfitta. Immagine da libro Cuore, ma che va assolutamente sottolineata con un lungo applauso.

Tifosi espansivi
Come sia possibile che un tifoso, durante il gioco, possa entrare in campo e andare a mettere le mani sul viso di Sosa è un mistero che onestamente non voglio nemmeno decifrare. A posteriori si è anche scoperto che a Sassari in Gara 6 in tasca avesse un coltello. Se aumentare l’audience vuol dire trovarsi poi questa gente ai palazzetti, anche no, grazie.

Il tecnico a Sosa
Possibile che io giocatore mi debba prendere un tecnico per aver tolto le mani di un tifoso che non doveva essere lì dalla mia faccia? Cosa avrebbe dovuto fare Sosa? Lasciarlo fare? Qui arbitri male male, che più male non si può.

Gara 7
Assolutamente un meno. No, non sono pazzo, ma mi chiedo perché se tutti i campionati maggiori Europei (guardiamo soprattutto a Spagna e Germania) giocano una finale sulle 5 partite, noi dobbiamo fare gli splendidi e giocarla al meglio delle 7, con il risultato di avere giocatori stanchi se non rotti, costi maggiori per società e tifosi e partite sì avvincenti ma con giocatori poco lucidi. La formula è rivedibile.

Il futuro

Qui Sassari
Dopo una stagione in cui si è fatto il triplete vincendo Supercoppa Italiana (contro Milano), Coppa Italia (contro Milano), Scudetto (in semifinale contro Milano), dopo aver comunque cambiato radicalmente la squadra e aver rinunciato ai cugini Diener e ai lunghi della scorsa stagione, ha mantenuto comunque la sua identità grazie ad un allenatore, Meo Sacchetti, che continua a far storcere qualche naso per il tipo di gioco, ma che continua a vincere e ha quindi ragione per definizione. Il progetto continuerà ad andare avanti spedito, con le prime conferme che arrivano, a cominciare da quella di David Logan. Nel frattempo, per non sbagliare, sull’isola si continua giustamente a festeggiare.

Qui Reggio
La stagione dei giocatori di Max Menetti è stata ottima e il progetto pare davvero essere vincente. Putroppo il mix creato tra veterani e giovani ha avuto la sfortuna di trovare troppi infortuni a rallentare il percorso, con Lavrinovic, Diener, Kaukenas e Mussini che hanno dovuto, chi prima chi dopo, fermarsi per guai fisici o, come Lavrinovic, giocare comunque una Gara 7 senza essere nemmeno al 50% della condizione. La crescita di Amedeo Della Valle e di Silins, la stagione di Cinciarini, la sfrontatezza di Mussini sono però una base che, se confermata, potrebbe permettere agli emiliani di lottare al vertice ancora a lungo. Il condizionale è d’obbligo perché Cinciarini potrebbe cercare altri palcoscenici, su Mussini ci sono sempre le sirene dell’NCAA pronte a risuonare e altri giocatori non sono sicuri di tornare a Reggio (primo tra tutti Diener che pare in partenza). Di sicuro, però, il progetto continuerà su questa strada e la speranza degli amanti del basket è che Reggio continui a puntare sui suoi giovani.

Qui Milano
Tranquilli, di voi parleremo con calma separatamente…

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Anziano per l’anagrafe, Vintage per scelta, Torinese di nascita. Appassionato di basket e di NBA dagli anni in cui c’era ancora la Guerra Fredda. Blogger poco produttivo e disturbatore seriale a Ball Don’t Lie, sarei anche Sommelier, sciatore e runner, ma con risultati rivedibili. La mia tattica è cercare di farmi vedere in giro con gente che ne sa per fingere di saperne anche io. A volte funziona.

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