Come sta andando il reddito di cittadinanza?

di

Reddito di cittadinanza come sta andando dopo 6 mesi

Che bilancio possiamo trarre dopo i primi sei mesi di attuazione del reddito di cittadinanza? Sta raggiungendo gli obiettivi prefissati? I beneficiari lavorano o stanno sul divano? La povertà è stata abolita?

I numeri del RdC dopo 6 mesi

Secondo i dati Inps aggiornati a fine settembre 2019, hanno fatto domanda per il reddito di cittadinanza 1,5 milioni di nuclei familiari, di cui 982 mila domande sono state accolte. Altre 125 mila sono in lavorazione, mentre ben 414 mila domande (il 27% di quelle presentate) sono state respinte o cancellate.

39 mila sono le domande decadute ad oggi; si tratta cioè di nuclei familiari che hanno perso il diritto al beneficio, per variazione della situazione reddituale o della composizione del nucleo che li ha portati a non rispondere più ai requisiti. Sono quindi circa 940 mila i nuclei attualmente percettori di reddito o pensione di cittadinanza in Italia.

Tradotto in individui, significa che sono 2,3 milioni le persone che beneficiano del reddito (o della pensione) di cittadinanza con un importo medio mensile di 520 euro per il reddito di cittadinanza e 214 euro per la pensione di cittadinanza. Di queste, 1,5 milioni (il 65%) risiedono nel sud Italia, 500 mila al nord e 300 mila al centro.

In termini assoluti, il maggior numero di percettori del reddito o pensione di cittadinanza risiede in Campania (511 mila persone), seguita da Sicilia (422 mila), Puglia (216 mila), Lazio (182 mila), Lombardia (176 mila).

Sono regioni molto popolate, e anche quelle con il maggior numero di poveri, in termini assoluti. Per farci un’idea più significativa, possiamo mettere in relazione il numero dei beneficiari di reddito e pensione di cittadinanza di ogni regione con la popolazione totale della stessa.

reddito di cittadinanza come sta andando

In media, il 3,8% degli italiani riceve il reddito o la pensione di cittadinanza. La distribuzione della misura è però molto diversa da regione a regione: più dell’8% di campani, siciliani e calabresi riceve il RdC, e via via a scendere fino al 3,1% dei laziali.

Se risaliamo verso nord troviamo percentuali tra il 2 e il 3% della popolazione nelle regioni centrali, in Piemonte e Liguria e percentuali inferiori al 2% in Emilia Romagna e nelle altre regioni del nord. Sono dati in linea con le aspettative, e proporzionali alla distribuzione della povertà in Italia.

Rispetto alla cittadinanza, il 90% dei beneficiari del reddito di cittadinanza è di cittadinanza italiana, il 6% cittadino di paesi extra UE, il 3% è cittadino di un paese UE.

I beneficiari del RdC hanno trovato lavoro?

No, questo obiettivo è al momento completamente fallito. O meglio, non è mai stato perseguito.

Secondo la legge che regola il reddito di cittadinanza, chi ottiene la misura viene inserito in uno dei tre percorsi previsti: il Patto per il Lavoro, per chi viene ritenuto pronto per lavorare, il Patto per la Formazione, per chi si ritiene abbia bisogno di formarsi prima di lavorare, e il Patto per l’Inclusione Sociale, per chi viene ritenuto non idoneo a lavorare. Chi sigla il Patto per il Lavoro dovrebbe ricevere almeno un’offerta di lavoro entro 12 mesi e, se la rifiuta, altre due offerte a un raggio di distanza crescente dalla propria abitazione.

Il problema è che il sistema si è appena avviato. I beneficiari, che in teoria avrebbero dovuto firmare il Patto per il Lavoro entro 30 giorni dalla domanda, lo hanno fatto solo a partire da settembre, e non in tutte le regioni. Il processo è stato rallentato per la necessità di procedere all’assunzione dei navigator, figure chiave che dovrebbero accompagnare i percettori nella ricerca di lavoro, ed entrati in scena appunto solo a partire da settembre.

Dai primi dati, sembra siano 700 mila i beneficiari del reddito di cittadinanza potenzialmente occupabili, e che dovrebbero quindi siglare il Patto per il Lavoro. Di questi hanno ad oggi siglato il patto in 50 mila, che dovrebbero iniziare a ricevere offerte di lavoro nelle prossime settimane.

Per trarre un bilancio più significativo su questo obiettivo dovremo quindi aspettare i prossimi mesi, almeno i primi fatidici 12, per capire se le prime proposte di lavoro sono state fatte, e più in generale per un quadro complessivo su ciò che è successo a chi ha beneficiato del reddito di cittadinanza nei tre diversi percorsi.

Il RdC ha ridotto la povertà?

Ecco, questo è l’obiettivo su cui si misura molto del successo del reddito di cittadinanza. Un bilancio in questo senso sarà possibile solo nei prossimi mesi e anni, quando usciranno i prossimi dati su numeri assoluti e relativi di persone e nuclei in povertà in Italia e nelle diverse regioni.

Andrà verificato se questi numeri sono in calo, e se questo eventuale calo può essere ascritto al reddito di cittadinanza, che avrebbe così raggiunto questo obiettivo minimo di far uscire dalla povertà le persone che prima vivevano sotto la soglia di povertà.

In conclusione: è troppo presto per fare bilanci sul reddito di cittadinanza. Ci sono ragioni però per essere fiduciosi sul suo possibile impatto sulla riduzione della povertà, e scettici sulla sua efficacia per l’attivazione al lavoro delle persone che ne beneficiano.

Segnala un errore

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Torna su