Ma quante persone straniere entrano ogni anno in Italia?

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Politiche migratorie in Italia: i dati al 2017

Il grafico qui sotto riporta l’andamento degli ingressi in Italia di cittadini extracomunitari in base al motivo del permesso negli ultimi dieci anni per cui sono disponibili dati.

politiche migratorie in italia

Scopriamo immediatamente che gli ingressi per motivi di lavoro sono in drastico calo, gli ingressi per motivi familiari e di studio sono più o meno costanti, gli ingressi per motivi di richiesta di asilo e protezione internazionale sono in crescita.

Ingressi per motivi di lavoro

Sempre meno persone entrano in Italia per motivi di lavoro, come evidenziato dal grafico.

ingressi per motivi di lav oro in italia

Ingressi per motivi familiari

Negli ultimi cinque anni il numero di ingressi per motivi familiari è rimasto relativamente stabile intorno alle centomila unità all’anno, con una lieve crescita nel 2017.

ingressi per motivi familiari in italia

Ingressi per motivi di studio

Il numero annuale di ingressi per motivi di studio è piuttosto basso, attestandosi nel 2017 sulle 18 mila unità.

ingressi per motivi di studio in italia

Ingressi per motivi di asilo

L’andamento degli ingressi per motivi di asilo è legato all’insorgenza di crisi politiche o umanitarie, come evidenziato dal dato del 2011 da collegare alle primavere arabe, ma è anche chiaramente legato alla possibilità di accedere in Italia per motivi di lavoro.

Molte delle persone che sono arrivate via mare tra metà 2014 e metà 2017 e che hanno ingrossato le fila degli ingressi per motivi di asilo avrebbero probabilmente cercato altre modalità di accesso se fossero state disponibili. Se però chiudiamo la porta del lavoro, l’unica che rimane è quella dell’asilo.

ingressi per asilo in italia

Politiche migratorie in Italia: una conclusione, con sorpresa

L’ingresso per motivi di lavoro è ridotto ai minimi termini ed è esattamente questo il motivo che spinge così tante persone a provare ad entrare per poi chiedere asilo. Il grafico che segue mostra in maniera eloquente la correlazione inversa tra i due fenomeni.

politiche migratorie in italia

In estrema sintesi quindi in questo momento la nostra politica migratoria è: prendiamo solo i familiari di chi già è qui e i titolari di protezione internazionale. Se non si rientra in una di queste due categorie è difficilissimo entrare in Italia. Bisognerebbe dirlo con maggiore franchezza.

Infatti i dati sugli ingressi in Italia ci dicono una cosa sorprendente, considerato il gran clamore che si fa sull’immigrazione di questi tempi: gli ingressi annuali di cittadini extracomunitari in Italia sono ai livelli di dieci anni fa, e dal 2010 sono in costante calo, con l’eccezione del 2017, ultimo anno per cui sono disponibili dati.

Con la diminuzione degli arrivi via mare che si è riscontrata a partire da metà 2017, c’è da immaginare che i dati per il 2018, e soprattutto, per il 2019 faranno segnare un ulteriore calo di ingressi di stranieri in Italia.

ingressi di stranieri in italia

Quanti sono invece gli immigrati presenti in Italia?

Quanti stranieri diventano cittadini italiani?

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

4 Comments

  1. Molto interessante il suo articolo. Complimenti. Aggiungerei solo un: perche’ la politica migratoria in Italia dal 2011 in poi ha cercato di ridurre al minimo i flussi migratori? Ed inoltre, perche’ la stessa politica migratoria e’ stata tenacemente perseguita da tutti i governi (di ogni risma e colore!!!) che abbiamo avuto in Italia finora?

    • Grazie del commento e dei complimenti Tiziano. Poni una grande questione, su cui vale la pena discutere. Certamente c’è l’impatto della crisi economica, che ha determinato una chiusura in ingresso per chi cerca lavoro. Ma c’è anche certamente il fatto che i lavoratori necessari all’industria e l’edilizia italiana sono sempre più reclutati fra i comunitari dell’est Europa (che non rientrano nelle statistiche presentate nell’articolo). Va anche detto che il 2011 è l’anno del primo incremento significativo negli sbarchi post primavere arabe e questo può avere influito nella decisione di chiudere le altre modalità di accesso.

  2. Sarebbe interessante un dettaglio sui nostri emigranti, chi sono, dove vanno e perchè. Sapevo che erano in crescita, oltre 100,000 l’anno, quindi di fatto forse oggi se ne vanno più di quelli che arrivano… quali sono le conseguenze? Vale la pena di avere una politica migratoria come quella attuale?

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