Piano casa 2014: un attacco a poveri e movimenti

di
piano casa 2014
@Gianni Dominici

In Italia ormai si producono più piani casa che alloggi sociali, e ogni governo ci tiene a emanare il suo. D’altra parte, si sa, si tratta di un tema caro agli italiani, e la semplice mossa di proporre un piano casa, con questo nome così ambizioso e rassicurante, serve ad alzare l’indice di gradimento, soprattutto in periodo elettorale. La novità del piano casa 2014 approvato in settimana dal Parlamento è l’introduzione di norme molto restrittive contro le occupazioni abitative. Vediamo il perché di queste scelte e quali sono le norme incriminate.

Piano casa 2014: perché le norme anti-occupazioni

Il piano casa 2014 è uno dei pochi provvedimenti che il governo Renzi è riuscito ad attuare prima delle elezioni perché ha messo tutti d’accordo contro un nemico comune: i movimenti per la casa. Come abbiamo più volte segnalato su Le Nius, i movimenti per la casa sono tra i più attivi in Italia oggi, a Roma ma non solo. Evidentemente tutto questo attivismo attorno a un tema caldo politicamente ha cominciato a mettere paura ai regnanti.

Accanto ad altri più trascurabili provvedimenti il piano casa 2014 spicca infatti per l’accanimento mostrato contro le occupazioni abitative. Dietro la facciata di difensori della legalità ministri e governanti vogliono rendere la vita complicata agli attivisti dei movimenti, per evitare che tra occupazioni e piano casa i cittadini finiscano per trovare più attraenti le prime. Non si spiega altrimenti l’inasprirsi della lotta alle occupazioni, che non hanno mai avuto così senso come in questo periodo di crisi economica, cronica scarsità di alloggi a prezzi accessibili e scandaloso potere nelle mani della lobby dei costruttori, tra i più odiosi nemici dell’Italia.

Che questa crociata contro le occupazioni nasconda forse l’ennesimo regalo ai cementificatori?

Piano casa 2014: le norme contestate

1. Divieto di allaccio di luce, acqua e gas alle abitazioni occupate abusivamente. Lasciamoli pure crepare.

2. Divieto di richiesta di residenza nelle abitazioni occupate abusivamente. Ricordiamo che la residenza, oltre a essere un diritto di per sé, è la chiave di accesso a molti altri diritti: il diritto di voto, l’accesso alle prestazioni sanitarie e all’assistenza sociale, l’accesso agli alloggi sociali (!) e, per le persone straniere, è il requisito per ottenere il permesso di soggiorno.

3. Annullamento di tutti gli atti di residenza concessi prima del decreto. Questo significa che tutti coloro che vivono in una casa occupata si trovano da un giorno all’altro senza residenza e spogliati dei diritti di cui sopra.

4. Divieto a chi occupa alloggi di edilizia residenziale pubblica di concorrere all’assegnazione di un alloggio nei cinque anni successivi all’accertamento dell’occupazione. In pratica si condannano gli occupanti a un circolo vizioso in cui è difficilissimo rientrare nella legalità, visto che presumibilmente per avere un tetto dovranno occupare altri alloggi.

piano casa 2014
@Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa Facebook

Piano casa 2014: commento

L’introduzione di simili norme è del tutto antistorica. Siamo in una delle fasi più difficili per quanto riguarda la povertà in generale e l’accesso alla casa in particolare. E contemporaneamente continua ad esserci nel nostro paese un immenso patrimonio di edifici sfitti (tra i 2 e i 3 milioni). Le persone che vivono in case abbandonate e occupate sarebbero 10 mila nella sola Roma, segno di un fenomeno strutturale e non certo delle bizze antisistema di qualche avventuriero dell’illegalità.

Stiamo parlando di persone che solitamente sono in grande difficoltà anche su altri fronti, a partire da quello del lavoro e, per gli stranieri, della regolarizzazione della propria posizione. Colpirli nel proprio nido, seppur precario e illegale, è, passatemi il termine, una carognata. Togliere loro anche la residenza è un atto gravissimo, significa spogliarli di quasi tutti i diritti di cittadinanza, e che sia lo Stato a prendere un provvedimento simile è una notizia tremenda.

Fregarsene del destino di migliaia di persone solo perché deboli e marginali per favorire una cricca di lobbisti dediti al gioco del cemento mi sembra francamente una resa umana, prima ancora che politica.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

1 Comment

  1. Mi pare che con questo nuovo ”Piano Casa” si sia voluto dare un contentino alle associazioni dei proprietari di casa, puntando su inutili (e antistoriche) misure repressive degli ”abusivi”, per non potere o volere attribuire ai potenziali locatori provvedimenti più sostanziali e realmente incoraggianti del mercato locativo, quali la diminuzione della cedolare secca o il collegamento della riduzione del canone alla eliminaione (o abbassamento) delle imposte di registro e bollo (http://www.corriere.it/politica/14_maggio_20/piano-casa-legge-lotta-abusivi-bonus-mobili-allargato-b11f7706-e019-11e3-a33f-94f3ff75232d.shtml), non a caso evitati perché, al solito, mancano i fondi.
    Così si ottiene il duplice scopo di incentivare scarsamente i locatori all’affitto equo per tutti, e nel contempo si incrementa l’odio sociale per le occupazioni, proprio in un momento in cui la coesione sociale è già fragile e sfilacciata da anni di crisi.
    Senza contare che ostacolare la possibilità di accesso alla residenza diviene così una ”pallida, ma pur sempre odiosa, riedizione della morte civile” (http://www.avvocatodistrada.it/adsriservato/Diritto%20alla%20residenza%20anagrafica/MOROZZO%20DELLA%20ROCCA,%20Il%20diritto%20alla%20residenza.%20Un%20confronto%20fra%20principi%20generali,%20categorie%20civilistiche%20e%20procedure%20anagrafiche.pdf ,p.8)

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