Perdere un derby è sempre fastidioso

di
perdere un derby
@acmilan

Perdere un derby è sempre fastidioso, una delle cose più brutte che possano capitare. A maggior ragione quando assisti ad una sconfitta immeritata, contro un avversario sopravvalutato da un momento più che mai favorevole, sotto ogni aspetto, e contro un “mister simpatia” del calibro di Mancini.

L’amarezza è tanta, inevitabile. E non solo per le due partite perse su tre giocate, che porteranno ad un’altra settimana di esami e di spifferi contro l’ambiente e l’allenatore, che stavolta non avrà neanche l’occasione di distrarsi saltellando davanti Casa Milan, provocando isterismi diffusi (e insensati). La sensazione più brutta di questo day after è quella mancanza di cattiveria agonistica, classe e personalità, quel “quid” decisivo che ti permette di portare a casa partite equilibrate, ma ben giocate, come quella di ieri sera. In sostanza, se Shevchenko, dalla tribuna, avesse potuto trasferire un po’ della sua freddezza in Luiz Adriano, avremmo probabilmente commentato una bella vittoria.

Lasciando da parte le divagazioni, la scelta di Mihajlovic di puntare su un centrocampo di maggiore qualità ha funzionato, senza dubbio. La condizione atletica di Montolivo destava più di una preoccupazione, alla vigilia, ma in campo il capitano – mai troppo convincente – di questa squadra, ha fatto la sua parte. Probabile che, stavolta, si sia ricordato di portare con sé quegli attributi che parevano persi nei meandri dello spazio-tempo.

Una buona impressione l’hanno fatta pure i due difensori centrali, con la sorpresa Zapata, che pare integrare al meglio, almeno allo stato attuale, le caratteristiche di un Romagnoli in crescita, determinato ad assumere quel ruolo di leader difensivo fondamentale per il prosieguo della stagione. Eppure, nonostante diverse note liete in più rispetto all’esordio di Firenze e alla stentata vittoria casalinga con l’Empoli, siamo pur sempre qui a commentare un’altra sconfitta. Figlia, anche stavolta, di uno degli errori più diffusi del Milan di Sinisa in questo inizio di stagione, il pressing alto portato in maniera scoordinata, con la squadra spaccata in due.

Da una situazione difficile, con palla quasi persa al limite della loro area di rigore, i nerazzurri sono usciti con troppa facilità, trovando una prateria per l’inserimento di Guarìn che ha portato al gol. E dire che il colombiano non ne ha indovinata mezza per tutta la gara, tra stop impresentabili e passaggi sballati. Beffe su beffe, insomma, se si considera poi un Balotelli entrato con il giusto piglio (e anche qua si potrebbe gridare al miracolo, ma una rondine, ahinoi, non fa primavera) e che sbatte prima sul palo e poi sulle manone di Handanovic, non concretizzando quel pareggio che più che meritato, forse sarebbe stato anche stretto.

Anche perché, a ben vedere, quest’armata nerazzura che veleggia a punteggio pieno dopo tre giornate, è sembrata più una corazzata. Potiomkin. Spinta solo dalla condizione eccezionale di Jovetic, soprattutto nel primo tempo, e da una difesa che ha guadagnato certezza col passare dei minuti, ringraziando i nostri per un killer-instinct da agnellini. E tuttavia, se ti ritrovi con 9 punti quando al massimo ne avresti meritati 3…

Tornando al Milan, la strada da fare è sicuramente tanta. La voglia, la determinazione e delle idee di gioco ci sono e si sono viste, puntare sul surplus di qualità in mezzo al campo sembra la scelta giusta. Al tempo stesso è innegabile una mancanza di coordinazione tra i reparti in certe situazioni di gioco, e il lavoro da fare è ancora molto. Serve anche un po’ di coraggio in più da parte di Mihajlovic nella lettura delle partite. Bacca, anche se palesemente stanco, era forse il meno indicato ad uscire, tra l’impalpabile Honda e l’impreciso Luiz Adriano. Balotelli può essere una risorsa, ammesso sia quello visto ieri, ma purtroppo è una variabile impazzita e ci siamo illusi già troppe volte in passato. Di sicuro, da sabato prossimo col Palermo, c’è da augurarsi che un po’ di buona sorte ci aiuti, perché senza i tre punti la situazione diventerebbe davvero complicata. E sarebbe un grosso peccato.

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