Perché vedere Gemma Bovery al cinema3 min read

26 Febbraio 2015 Cultura -

Perché vedere Gemma Bovery al cinema3 min read

Reading Time: 3 minutes
perché vedere jemma bovery
@Wolf Gang

Sapiente miscela di graphic novel e realismo flaubertiano, il film Gemma Bovery è la commedia brillante e al contempo amara della regista lussemburghese Anne Fontaine. Il film, che ha aperto la 32esima edizione del Torino Film Fest, racconta le disavventure sentimentali della giovane Gemma Bovery.

Ecco per voi dei buoni motivi per godersi comodamente seduti in poltrona la visione di questa pellicola.

Perché vedere Gemma Bovery il film

1) Gemma Bovery
La protagonista del nostro film, bellissima nel suo fascino da ‘signora della porta accanto’, rappresenta la riabilitazione di un’eroina tragica ovvero di molte donne del nostro tempo, che certamente si troveranno a condividere alcune delle caratteristiche di Gemma/Emma e guarderanno con riso amaro alle vicende del personaggio: insoddisfazione per una vita matrimoniale insulsa, tristezza e tensione emotiva e passionale per una vita più entusiasmante.

2) Martin Joubert
è il protagonista maschile, che ha lasciato Parigi e si è rifugiato in provincia nella convinzione di trovarvi serenità ed equilibrio. È l’esempio perfettamente riuscito di un fascinoso, seppur attempatello, radical chic. Legge i classici della letteratura e, in particolare, legge e rilegge Flaubert e il suo capolavoro Madame Bovary. Molto spesso inetto, noioso e annoiato, le giornate di Martin scorrono via lievi e senza entusiasmo, finché un evento sconvolge la sua vita così ordinaria.

3) Il fato ci mette sempre lo zampino
Due coniugi inglesi dai nomi quanto mai allusivi, Gemma e Charles Bovery, si trasferiscono in Normandia nella casa vicina a quella di Martin. La singolare coincidenza muove l’annoiato Martin a intrattenere un’assidua frequentazione della coppia e a perdere la testa per Gemma che, non a caso, condivide i tratti caratteristici con l’eroina di Flaubert, Emma Bovary.

4) Nei rapporti di coppia la fantasia non è mai troppa
Nella convinzione di poter tradurre in realtà le vicende del romanzo di Flaubert, Martin, il colto bohemien dalle ambizioni letterarie frustrate, inizia a scrivere il suo ‘romanzo’, che ha come protagonista la sua Gemma/Emma.

5) Le commistioni letterarie e cinematografiche che funzionano
Gemma Bovery si ispira al graphic novel edito nel 1999 dall’omonimo titolo di Posy Simmonds, autrice anche di Tamara Drewe, che ha ispirato la pellicola di Stephen Frears del 2010, interpretata dalla stessa attrice che mette in scena Gemma Bovery, la ‘fascinosissima’ Gemma Arterton. La regista lussemburghese si ispira chiaramente al romanzo di Flaubert, ma non mette in scena un adattamento cinematografico del capolavoro letterario. Si tratta di una commedia colta che miscela il pathos del verismo francese con l’umorismo british della Simmonds.

6) Un mix perfetto di regia e cast
Delicato e raffinato anche nelle scene meno caste, il film conta sull’ottima messa in scena di Fabrice Luchini, Martin, decisamente credibile nel suo atteggiamento di intellettuale parigino deluso e disilluso, che tenta la fuga dalla città alla ricerca di un equilibrio precario. Nel tentativo di dar vita alle sue illusioni letterarie, Martin stravolge il tragico finale della sua eroina letteraria prediletta e si concede un leggero e bizzarro happy end in linea con il tenore del film.

E qualora servisse un altro buon motivo per godersi il film Gemma Bovery, ecco una frase della protagonista, ispirante e ispirata, che certamente ognuno di noi ha pensato almeno una volta nella vita, cinici esclusi, s’intende!
Voto: 4
Recensita da Brigida Ranieri

“Io sono io, io sono libera, io posso essere felice!“

CONDIVIDI

Brigida Ranieri nasce il 21 luglio 1983. Dottore di ricerca in Filologia Classica e redattrice presso il Thesaurus Latinae Linguae a Monaco di Baviera, ora è ricercatrice all'Università degli Studi di Perugia. Ama leggere e viaggiare e vive la vita come in un romanzo russo o in un film in bianco e nero di Godard in compagnia di Jean Paul Belmondo.
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla niusletter e resta aggiornato

TORNA
SU