Perché il governo Renzi è stato bocciato al referendum

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Dovendo analizzare il perché il NO ha vinto in maniera così netta il referendum costituzionale non si può prescindere dalle analisi puntuali del voto, come quella condotta da Youtrend per SkyTg24. La prima grande distinzione da fare è probabilmente fra chi ha votato nel merito della riforma e chi ha votato per dare una spallata al governo in carica.

Secondo You Trend il 54% dei votanti del No lo avrebbe fatto a partire dai contenuti della riforma. La cosa più interessante da notare è che la maggioranza complessiva degli intervistati si diceva favorevole all’abolizione del CNEL (63%), al superamento del bicameralismo paritario e alla riforma del Titolo V (56%), mentre il campione si mostrava nettamente contrario alla riforma dell’istituto referendario (52%) e soprattutto alla modifica della composizione del senato e alle modalità della sua elezione (54 e 60%).

Questo ci conferma che un primo errore dei fautori della riforma potrebbe essere stato quello di non “spacchettare” il referendum. In quel caso è probabile, dati i numeri, che si sarebbe portato a casa il risultato fondamentale del superamento del bicameralismo paritario dando quindi vita ad un effettiva e importante riforma, monca solo di quegli aspetti (elezione e composizione del senato) che sono effettivamente sembrati sin da subito i più indigesti per l’opinione pubblica. Il dato sembra inoltre confermare che l’enfasi posta dai promotori del SI, soprattutto nelle fasi finali, sulla riduzione dei costi parlamentari si è rivelata errata, essendo invece gli italiani più interessati ai risvolti legati alla governabilità.

Sempre secondo Quorum/You Trend il restante 46% dei sostenitori del No avrebbe votato per far cadere il governo, e su questo dato (come su quello dell’affluenza, ça va sans dire) pesa ovviamente la personalizzazione imposta dal premier sulla consultazione referendaria. A punire il governo sono in questo caso i giovani, i disoccupati, il nord est e il meridione, ovvero chi, nel giusto o meno, ha reputato insufficiente l’opera del governo nei confronti del proprio territorio, della propria condizione o della propria fascia d’età.

Fin qui i dati sui quali i vari istituti concordano. Ci sarebbero poi i dati legati al titolo di studio, interessanti soprattutto per fare un paragone col caso Brexit in cui il dato fu molto discusso, ma qui le rilevazioni statistiche, già di per sé controverse, differiscono in maniera sostanziale fra i diversi istituti. Per Ipsos il NO rimane molto alto (attorno al 60%) in tutte le fasce di istruzione mentre per Quorum/You Trend si abbassa al 53% nelle fasce meno istruite.

Strategicamente quindi il combinato di spacchettamento dei quesiti e spersonalizzazione del voto avrebbe potuto salvare, almeno in parte, la riforma, ma di certo avrebbe nuociuto non poco allo storytelling renziano tutto centrato sul ruolo salvifico del leader toscano. E la reazione del premier con l’assunzione piena di responsabilità e soprattutto col lungo post sul ritorno a Pontassieve sembra andare in questa direzione.

Renzi si è forse reso conto che se invece del referendum si fosse votato il ballottaggio previsto dall’Italicum contro un Salvini o un Di Maio ne sarebbe probabilmente uscito sconfitto. Scampato il pericolo, in cui le sue stesse riforme avrebbero potuto metterlo, ha quindi ora la possibilità, pur mantenendo un certo controllo sul governo grazie alla nomina di Gentiloni e rimanendo comunque segretario del più importante partito del Paese, di recitare il topos dello sconfitto che si rialza e dell’uomo della provvidenza che interviene nel momento del bisogno.

Il ritorno al paese natio, la cura della famiglia colpevolmente trascurata per un bene più grande (quello della Nazione), sono il prodromo per il ritorno in campo del eroe sconfitto, quando la minaccia di governi di destra o a 5 stelle ci costringeranno, come il colonnello Trautman fece con John Rambo, a richiamare il “semplice cittadino” di Pontassieve dal suo esilio dorato. Sempre che nel frattempo qualcuno non ci offra una valida alternativa.

Perché il governo Renzi è stato bocciato al referendum
@enews

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Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

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