Pd, M5S, Forza Italia: tracciamo i profili dell’elettore6 min read

16 Maggio 2014 Politica Politica interna -

Pd, M5S, Forza Italia: tracciamo i profili dell’elettore6 min read

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Il Movimento 5 Stelle conquista i giovani, mentre PD e Forza Italia fanno furore fra gli over 50. Il futuro è a 5 stelle o i dati sono lo specchio, al di là delle appartenenze, della rabbia e delle speranze di cambiamento dei più giovani? Cerchiamo di capirlo analizzando i dati degli ultimi sondaggi Ixé pubblicati prima dell’interruzione per le elezioni.

Pd, M5S, Forza Italia:tracciamo i profili dell'elettore

Pd, M5S, Forza Italia: tracciamo i profili dell’elettore

Partiamo con una piccola premessa: l’elettorato italiano è formato principalmente da individui con un’età superiore ai 50 anni e gli over 65 rappresentano da soli il 20% dell’intera popolazione. Chi cerca di attirare a sé i consensi delle fasce più anziane della società punta su un bacino di voti potenziali più numeroso di chi si concentra solo e unicamente sulle fasce più giovani o intermedie.

Un altro dato da constatare è come la politica italiana sia diventata praticamente la rappresentazione di una repubblica presidenziale, dove i leaderismi la fanno da padrone: Renzi, Grillo, Berlusconi, non è un caso che i tre partiti più votati siano identificati con tre uomini forti e saldi al comando. La domanda da porsi in questi casi è: in Italia oggi conta più il leader che il partito? A vedere i dati pare che siamo vicini a questo punto che potrebbe essere di non ritorno.

Dal grafico possiamo notare che il PD conta fra i suoi elettori una forte percentuale di giovani: nelle fasce dai 18-29 e dai 45-50 la percentuale costante è il 31%, ma è dai 55 anni in su che si rileva un notevole incremento fino al 37%. Il discendente diretto del PCI, malgrado tutte le evidenti differenze, ha in buona parte conservato la struttura organizzativa del progenitore. I numerosi circoli locali (le vecchie case del popolo) sono tutt’ora attivi nel promuovere l’impegno dei giovani, non solo nella politica ma anche nelle attività rivolte alla comunità locale.

Nei piccoli centri abitati presenti soprattutto nel centro Italia in gran numero, risultano molto spesso essere l’unico punto ricreativo e di aggregazione non solo per i più giovani, ma anche per i più anziani. Il Partito Democratico rimane quindi un partito molto radicato nel territorio e questo gli garantisce uno zoccolo duro di elettori, soprattutto anziani, che continuano a votarlo come se fosse ancora il vecchio PCI di Berlinguer, poco importa se dal ’93 ha cambiato nome numerose volte e falce e martello non esistono più.

La ventata di aria nuova portata da Matteo Renzi ha anche avvicinato nuovi elettori, soprattutto nelle fasce giovani ed intermedie incoraggiate dallo spirito di rinnovamento promosso dall’ex sindaco di Firenze. Possiamo comunque immaginarci, semplificando come si fa in questi casi, l’elettore medio del PD come un abitudinario che si informa prevalentemente sui giornali e ha sempre votato per il partito di sinistra dominante e sempre lo farà, anche solo per inerzia. Per gli elettori più giovani, invece, possiamo trovarci di fronte o a ragazzi volenterosi che portano avanti nel loro piccolo il proprio impegno politico credendo davvero in quello che fanno, o al contrario possiamo trovare ragazzi che seguono l’esempio dei genitori e dei nonni votando il partito che la famiglia sostiene da generazioni, semplicemente perché ben radicato.

Pd, M5S, Forza Italia: tracciamo i profili dell'elettore

Non c’è invece da stupirsi se il M5S riscuote tanto successo fra le fasce giovanissime dell’elettorato: il principale mezzo di comunicazione utilizzato da Grillo per arrivare ai propri elettori è Internet, strumento conosciuto e utilizzato tantissimo dai giovani ma poco sfruttato e compreso dai più anziani. Se il PD si caratterizza per un forte radicamento territoriale, i 5 Stelle sono presenti in maniera più massiccia sulla rete e attirano l’attenzione di chi usa il web per informarsi.

A questo si aggiunge il carattere rivoluzionario e di protesta del movimento stesso, sentimenti sicuramente più riconducibili alla fascia dei 20-40 anni: pieni di voglia di fare e decisi nel voler cambiare un futuro che per la loro generazione appare tutt’altro che roseo. Il punto di flessione che il grafico ha nelle fasce intermedia sancisce un pareggio fra il partito di Renzi e il movimento di Grillo nelle preferenze dei quarantenni e cinquantenni: alcuni probabilmente legati ancora al proprio retaggio di sinistra storico, ma altri perennemente in cerca di un cambiamento che tarda ad arrivare e pieni di rancore verso dei partiti dimostratisi incapaci di attuarlo.

C’è poi una ripida discesa nelle fasce più anziane, sicuramente derivata dal fatto che la tecnologia e la rete rimangano dei concetti estranei per buonissima parte dei nostri nonni. Viene a mancare quel contatto diretto che caratterizza il rapporto fra il movimento e i giovani. Possiamo quindi identificare l’elettore medio del M5S come un ragazzo di età compresa fra i 20 e i 40 anni che si informa unicamente tramite internet che, stufo dell’ambiente politico in cui è cresciuto, cerca una rivalsa non solo personale ma anche generazionale e non guarda in faccia a nessuno dei vecchi partiti istituzionalizzati che lo hanno profondamente deluso in passato. Per quanto riguarda l’elettorato più anziano, ci possiamo trovare di fronte a elettori delusi che manifestano il proprio disagio, anche economico, in un voto di protesta verso il movimento che promette di “mandare tutti a casa” e rivoluzionare lo status quo.

Forza Italia presenta invece caratteristiche speculari al M5S: il partito di Berlusconi riscuote molto successo nelle fasce più anziane della società, soprattutto fra quegli over 65 che, dicevamo, rappresentano da sole il 20% dell’intera popolazione italiana. Malgrado ciò, rimane comunque molto al di sotto delle preferenze del PD sulla stessa fascia d’età (36% del PD vs 27% di FI).

Visto l’andamento degli ultimi sondaggi, possiamo affermare che chi vota Forza Italia lo fa seguendo la figura carismatica di Silvio Berlusconi. Negli ultimi 20 anni, l’uomo di Arcore è stato onnipresente nella scena politica e mediatica del nostro Paese, guadagnandosi una presenza costante nella vita degli italiani. Questo gli ha permesso di garantirsi un discreto numero di sostenitori incrollabili soprattutto nelle fasce più influenzate dalla televisione, ovvero quelle di anziani. Ha sfruttato la sua immagine di uomo che si è fatto da solo, l’uomo di successo capace sia di risollevare le sorti di un’azienda sia quelle di un intero Paese. Giocando proprio su questo aspetto, è riuscito ad attirare anche piccoli gruppi di giovanissimi che lo vedono come un modello da imitare e sognano un giorno di arrivare dove è arrivato lui.

Berlusconi si presenta ancora una volta come l’uomo giusto. Solo lui può salvare il Paese. Le fasce di età intermedie probabilmente risentono meno di questa mitizzazione, ma rimangono comunque legate all’ideale liberale che l’ex cavaliere ha sempre rappresentato nell’immaginario italiano. Possiamo identificare quindi l’elettore di Forza Italia principalmente in un pensionato o una casalinga che si informano tramite i telegiornali e che trovano sicurezza nella figura di un leader forte e affascinante malgrado l’età avanzata, i processi e le condanne. Per i giovani sostenitori è un modello da imitare, mentre gli imprenditori, impiegati o dipendenti di mezza età ritrovano ancora una volta in lui l’utopia liberista del meno tasse e più privato, ormai divenuta però uno slogan stanco e poco credibile da chi ha governato l’Italia per 20 anni senza mantenere le promesse fatte ai cittadini ed elettori. Nonostante tutto milioni di persone continueranno a votarlo.

Immagine| Presseurop.eu| Agorà

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Matteo Margheri

Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it
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