Pane lavorato, altari e tavole di San Giuseppe

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Ho voglia di raccontarvi come in alcuni paesini della nostra amata Italia, la ricorrenza di San Giuseppe venga festeggiata in modo esemplare con pane lavorato e altari allestiti per il santo.

La mia famiglia ha antiche tradizioni e ha origine in un paesino meraviglioso arroccato su una rupe, Leonforte (EN), in Sicilia. Solo a guardarlo da lontano di sera, fermandovi con l’auto su una collina, Leonforte sembra un enorme leone sornione.
Qui è tradizione che ogni anno un mese prima di San Giuseppe, le persone che hanno fatto un voto al Santo per ottenere una grazia che poi è stata esaudita, decidano di festeggiarlo secondo un preciso rituale.

Secondo il rituale gli uomini vanno in campagna a raccogliere i cardi ed il finocchietto selvatico e le donne stanno a casa a preparare dolci e pane lavorato.

Chi ha fatto voto al Santo realizza in casa un vero e proprio altare dedicato a lui. Attorno all’altare viene allestita una tavola imbandita su cui troneggiano diverse forme di pane lavorato, tra cui le cuddure, che sono forme di pane che rappresentano i diversi Santi.

Le cuddure rappresentano delle vere e proprie sculture di pane, ricche di fregi e motivi floreali, che vengono preparate da massaie specializzate e che negli anni hanno imparato e perfezionato quest’arte.

leonforteweb.it
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La preparazione dell’altare richiede l’aiuto dell’intero vicinato che oltre alla lavorazione del pane si occupa della preparazione delle altre pietanze previste per la tavolata: ovvero frittelle di finocchietto selvatico, padellate di cardi, sfingi (frittelle dolci di forma tonda), fave e ceci bolliti. Tutte cose che andranno ad imbandire la tavola insieme al pane lavorato e verranno distribuite ai centinaia di visitatori che durante la lunga veglia al Santo, cioè dal pomeriggio del 18 marzo al pomeriggio del 19 marzo, accorreranno per recitare una raziunedda, preghiera dialettale che narra della vita di Gesù.

Per ogni preghiera viene donato un pupiddu, una piccola pagnottina di pane benedetto.

Nei miei ricordi la preparazione dell’altare è un momento meraviglioso. Il cielo dell’altare viene allestito con i veli di sposa prestati per l’occasione, l’altare e la tavola vengono ricoperti da tovaglie pregiatissime e bianche, ma la cosa che ricordo con più nostalgia sono le persone. Quelle che vengono per aiutarti, che lavorano al tuo fianco instancabili, che cantano canzoni e ballano danze popolari. Le signore anziane che raccontano episodi di vita vissuta, una vita di valori e principi, di momenti lontani ed indimenticabili.

Il momento clou è sicuramente il pranzo dei Santi, il 19 marzo. Anche persone più bisognose si cibano alla tavola imbandita e portano a casa tutto quello che vi è riposto. Una tradizione questa che permetteva ai meno abbienti di poter avere di che cibarsi per qualche settimana.

Se vi trovate a passare in Sicilia in questo periodo dell’anno io vi consiglio di andare a visitare queste zone e di vivere questa tradizione. La tradizione di un’Italia che va valorizzata e che un padre dovrebbe insegnare ai figli a conoscere e apprezzare. Per informazioni potete contattare la ProLoco di Leonforte a questo link.

Tanti auguri al mio papà e a tutti papà che insegnano i principi ed i valori a propri figli, proprio come ha fatto il mio.

Al prossimo articolo, nell’Angolo di Mamma Natura

Foto in copertina | lorca56

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Creativa dalla nascita anche se traviata dagli eventi, dopo un passato da revisore contabile, diventa mamma di Giulia Celeste e decide di cambiare vita. Si reinventa fashion designer (quasi) e per necessità e virtù si appassiona alla naturopatia e all’alimentazione naturale. Su Le Nius scriverà di bambini e ricette come natura comanda.

2 Comments

  1. Tradizione meravigliosa Antonella, viene poroprio voglia di partecipare a questa festa!
    Non mi capacito che, invece, nel nord -a quanto so io, ma parlo con più sicurezza del Veneto – la festa di S. Giuseppe sia, negli ultimi anni, passata sotto totale silenzio

  2. Bella davvero questa tradizione. Pur essendo del centro-sud non ho mai visto un altare con i pani “scultura” come questi nonostante il pane sia spesso un elemento benedetto e distribuito durante le feste patronali anche nella mia zona. E che tavolate si vedono dalle foto ! ne sono rimasta veramente colpita. Azzarderei che non è una tradizione molto conosciuta in Italia e che forse è un peccato che non ci vengano insegnate, trasmesse in qualche modo anche solo per essere informati.

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