Dolci dei morti e l’Halloween mediterraneo

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pan dei mortiIn Italia non si festeggia Halloween come nei paesi anglosassoni, nord europei e in America. Ma abbiamo anche noi diverse tradizioni regionali legate al culto dei morti e dei santi. Per esempio, tradizioni legate alla cucina come quella di preparare del cibo da condividere con i morti, i dolci dei morti che hanno molte versioni regionali, come i tipici biscotti pan dei morti, ossa dei morti o fave dei morti, i pabassinos sardi, i pupi ri zuccaru e la martorana siciliana.

Pocket Nius: da sapere in breve

1. In diverse regioni italiane le antiche tradizioni di Halloween provenienti dalle popolazioni celtiche si sono mescolate alle leggende e culti locali sui morti e santi.
2. In Italia il culto dei morti e la somministrazione del cibo per ingraziarseli ha origini molto antiche e si svolge tradizionalmente nella notte tra il 1 e il 2 novembre.
3. Il pan dei morti è un biscotto semiduro, anche conosciuto con il nome di ossa dei morti o fave dei morti o pabassinos, tipico dolce del nostro Halloween mediterraneo insieme ad altre preparazioni dolci tipiche regionali.
4. In alcune regioni italiane come il Piemonte e la Valle d’Aosta, nella notte dei morti, si lascia la tavola imbandita e si procede in processione verso il cimitero.
5. In Sicilia, il giorno dei morti è un giorno di festa e distribuzione di dolcetti per tutti i bambini che sono sati buoni, dolcetti che sarebbero stati portati dai morti durante le ore notturne in cui hanno fatto visita alle nostre abitazioni.

Il pan dei morti e l’Halloween mediterraneo

Secondo alcune tradizioni popolari, che si fondono con il culto e le ritualità del cristianesimo, nei giorni 1 e 2 novembre si celebrano in Italia il giorno di Ognissanti, festività cristiana e civile per ricordare tutti i santi canonizzati e, il giorno successivo, il 2 novembre è la giornata dedicata ai morti. Proprio nella notte tra il 1 e 2 novembre si concentrano le tradizioni popolari italiane e culinarie che potremmo definire l’Halloween mediterraneo.

Nella notte di Ognissanti, tra l’1 e il 2 novembre, le anime dei defunti vagano sulla terra, tra di noi. Dato che il viaggio per l’aldilà è lungo e faticoso, e per non perdere l’occasione di ingraziarsi le anime di questi parenti defunti si preparano dei piatti e delle bevande in cui esse possano trovare ristoro e benevolenza. Il pan dei morti è una di questi.

I biscotti pan dei morti e l’offerta del cibo ai morti

I biscotti pan dei morti sono conosciuti in Lombardia e Veneto anche come “ossa dei morti” o “ossa da mordere” e sono preparati per rendere omaggio ai defunti, per ricordarli e per sfamarli: se ne preparava una porzione anche per loro.

La consistenza del pan dei morti deve proprio sembrare quella di un “osso” per cui il biscotto risulta duretto, simile al cantuccio toscano. In Italia, ne esistono diverse varianti. Mi viene in mente il Piemonte e la Toscana dove i biscotti pan dei morti sono più come dei biscotti frolli, a volte privi di cacao.

La tradizione di distribuire dolci per la notte dei morti e il giorno dei santi non è unicamente americana. Magari non abbiamo sviluppato nessun detto “dolcetto o scherzetto” eppure avevamo anche noi un modo dolce per accontentare i morti e tenerli buoni secondo quanto riporta Donatacci qui in seguito

(…) Dopo aver deposto (il lumino) sul davanzale della finestra, a notte fonda, la credenza popolare vuole che si vedano proiettate le ombre dei morti che in quella notte girano in processione, fermandosi nelle famiglie di origine. Questa credenza era così radicata che in quella notte si lasciava la tavola imbandita con l’immancabile vino e pane.  (…) G. Donatacci

L’offerta di cibo ai morti è legata alla ritualità funerea pubblica e privata, non solo come tributo alla “fame” delle anime, ma anche come rito di passaggio tra vita e morte. Cibo e morte sono uniti in quanto contrapposti: il primo infatti è uno dei gesti principale con cui ci manteniamo in vita.

I banchetti o simposi funebri sono conosciuti da sempre nella nostra cultura, in quella greca e romana e nel mondo. Pensate a tutta la storia dell’arte etrusca con scene di banchetti funebri. In Asia centrale si seppellivano i defunti nomadi delle steppe euro-asiatiche (quelli di Cinghis Khan per capirci) con vasellame e cibo che li avrebbero aiutati nel viaggio e a prepararsi il cibo nell’aldilà.Come pure facevano in Grecia e in Etruria. Se ne trovano tracce ben conservate nei ritrovamenti dei siti nomadi degli Altai di Pazyric.

In Messico, si usa fare la “pasquetta” sulle tombe dei morti e si preparano i tradizionali biscotti di ricoperti e completamente di zucchero calaveras, a forma di teschio e coloratissimi (quelli che potrebbero aver ispirato Tim Burton nel film La Sposa Cadavere).

@nikki su Flickr

Ritornando al Mediterraneo, per comprendere il forte legame cibo-defunto basterà pensare anche al rito consolatorio per il funerale che, ancora oggi in molte regioni italiane, prevede la preparazione di cibo da portare ai parenti del defunto, cibo preparato da amici e conoscenti o il mangiare insieme dopo la tumulazione del defunto.

Il gusto è uno dei sensi strettamente connessi a rituali funebri e feste popolari.

Se con il tempo si sono persi i gesti ritualistici legati al culto dei morti, non si è persa però né la ricetta né il piacere di un cibo così ricco, e in molte regioni italiane, in pasticcieria e nei panifici, troviamo dolci tipici come il pan dei morti.

E da voi, cosa si prepara per il 2 novembre?

Magari vi stupirete di scoprire il legame di quella ricetta casalinga con una memoria storica-rituale dalle radici profonde.

Vi lascio una ricetta per il pan dei morti di tipo lombardo, con alcune varianti, per recuperare integralmente questo pezzo di tradizione culturale. La ricetta del pan dei morti mette insieme l’idea del dolce invernale, speziato e aromatizzato con il vin santo. Ben fornito di frutta secca e croccante questo biscotto è ottimo da accostare proprio ad un bicchiere di vino dolce, oppure ad un bel tè caldo.

Ricetta pan dei morti

Dosi per circa 18/20 pezzi

  • 300 g di biscotti secchi semplici (da sostituire anche con 250 g di fiocchi di avena pestati e tritati)
  • zucchero a velo o cacao, solo per decorare
  • 40 g di cacao amaro crudo o di ottima qualità (potete anche ometterlo)
  • 1 cucchiaino di cannella e 1 po’ di noce moscata
  • 180/200 g di zucchero di canna integrale
  • 200 g di farina integrale o di buona qualità, anche senza glutine
  • una manciata di pan d’ostie (opzionale)
  • 100 g di uva sultanina
  • 100 g di fichi secchi (da sostituire con una manciata di datteri denocciolati)
  • 4 albumi (circa 130 g di albumi)
  • 1/2 bustina di lievito bio (opzionale o da sostituire con e 1 punta di cremor tartaro in associazione con il bicarbonato di sodio)
  • 100 g nocciole pulite tostate (anche mandorle o pinoli o un mix)
  • Vin santo 100/110 ml circa

1. Ammorbidite l’uvetta in una tazza, circa un’oretta prima.

2. In un robot da cucina (io trovo più facile fare così) tritate la frutta secca, con i fichi e i biscotti secchi. Tritate bene fino a quando non ci saranno più pezzetti troppo ingombranti. Mescolate questo composto con lo zucchero, la farina, l’uvetta, il cacao, il lievito e le spezie in una ciotola. Aggiungete il cremor tartato (questo passaggio potete saltarlo e farli senza lievito), gli albumi e il vin santo ed impastare bene. Lavorate l’impasto sulla spianatoia, plasmatelo a forma tubolare bello lungo, e mettetelo a riposare in frigo 15 minuti almeno.

3. Accendete il forno, preparate una leccarda con la carta da forno e tagliate il vostro panetto in fette. Mettete sotto ogni pane una o due ostie, sempre che le troviate! Altrimenti, saltate questo passaggio e infornate i panetti dei morti senza ostia saranno buoni lo stesso.

4. Fateli cuocere a 190° e fino a che non saranno secchi. Circa 20 minuti, ma dipenderà dal vostro forno.

5. Toglieteli dal forno e spolverizzate con lo zucchero a velo o cacao o un mix di entrambi. Lasciateli riposare al chiuso almeno un giorno prima di servirli. Conservateli in un barattolo o in una scatola di latta.

Buon culto dei morti a tutti.

Per vedere come usare la frutta secca in cucina guardate qui. Per altre ricette dolci invece cliccate qui.

5 link per saperne di +

1. Il + latino

In Messico, il 2 novembre, viene preparato un dolce simile al nostro pan dei morti sardo, ma estremamente ricco in quanto a decorazioni e ricoperto di glassa allo zucchero. Qui trovate la storia.

2. Il più entografico

Sul blog RicercaEtnografica Giuseppe Donatacci ci racconta per bene il culto dei morti in Italia. Leggete qui.

3. Il più etrusco

Se volete approfondire il rito del banchetto funebre e scoprire di più sulla preparazione del cibo, non solo quella legata alla ritualità funebre, in tempo etrusco e romano leggete Gabriella Scapaticci qui.

4. Il più sardo

I pabassini o pabassinos dolce tipico di Ognissanti sardo sono simili ai pan dei morti e sono colorati come i dolci messicani. Sul blog Le Vie della Sardegna trovate una ricetta tipica di Sassari e del nord della Sardegna, qui.

5. Il più umbro

La ricetta perfetta delle fave di morti umbre, diverse dal pan dei morti di tipo lombardo e veneto, la trovate su Dissapore.

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Indologa, ex cooperante all'estero, fa ricerche di antropologia applicata al sociale, i patrimoni culturali e la cooperazione per lo sviluppo sostenibile (qui) e scrive progetti. Ha un blog. Per Le Nius, editor, pr, Instagrammer e formatrice. food@lenius.it

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