Palermo-Atalanta, vince chi ha motivazioni

di
palermo-atalanta
@palermocalcioit

Cinque gol, un autogol, due traverse, due salvataggi sulla linea, una papera del portiere, un’espulsione, un rigore sbagliato e un campione come Dybala tenuto in panchina per volere del presidente. Succede di tutto al Barbera fra Palermo e Atalanta.

Iachini decide infatti di tenere a riposo Dybala per preservarlo, come chiesto da Zamparini, da eventuali infortuni in vista della cessione, schierando al suo posto Belotti accanto a Vazquez. Quaison rimane invece in panca, ma non per molto. L’Atalanta parte infatti subito forte e già al sesto Gomez e Pinilla confezionano un assist al bacio per Baselli che supera Ujkani.

Al diciassettesimo ci pensa Andelkovic che realizza con un gran colpo di testa, peccato che il cross sia di Gomez (che prende anche una traversa quattro minuti dopo) e la porta sia quella rosanero. Due a zero e partita in salita per il Palermo che ci prova al 33’, sul cross di Vazquez. Rispoli incorna ma Avramov gli nega il gol, sulla ribattuta testa di Cochev e testa di Biava, che salva sulle linea a portiere battuto.

È il momento per Iachini di fare entrare Quaison al posto di Andelkovic autore dell’autogol. I rosanero sembrano finalmente trovare, grazie al nuovo entrato, un po’ di ritmo e di geometrie. Lo svedese fallisce la prima occasione a tu per tu con il portiere nerazzurro al trentottesimo, ma inventa, cinque minuti dopo, la successiva, inserendosi in area dalla sinistra con una splendida percussione. Il suo cross viene prolungato quindi da Rigoni e insaccato di testa da Vazquez.

Nella ripresa sembra a tutti che la riscossa del Palermo sia ormai prossima. Al quinto è Rigoni che batte a colpo sicuro su cross di Chochev ed è, incredibilmente, ancora Biava che salva di testa sulla striscia del gol. Come spesso accade nel momento migliore dei padroni di casa è invece l’Atalanta a calare il tris grazie ad un potente tiro del “Papu” Gomez, colpevolmente solo al centro dell’area avversaria, servito da D’Alessandro.

Qualche minuto dopo è il Papu a restituire il favore a D’Alessandro lanciandolo tutto solo verso la porta di Ujkani che sventa miracolosamente il quattro ad uno. All’undicesimo accade l’imponderabile, messo in difficoltà da un retropassaggio Avramov è molto bravo a dribblare l’arrembante Vazquez, a quel punto però, inspiegabilmente si addormenta con la palla fra i piedi. El Mudo ha allora tutto il tempo di rialzarsi, rubargli palla e costringerlo al fallo che gli costerà il rosso e concederà un rigore al Palermo (anche se Rigoni, nel frattempo, era andato in gol).

Belotti, incaricatosi di battere il penalty, corona quindi una prestazione deludente sparando il pallone sulla traversa. L’Atalanta, in dieci e con il trentanovenne portiere di riserva Frezzolini subentrato a D’Alessandro, si prepara a subire mezz’ora di assedio. Un assedio che sarà però efficacie solo al ventitreesimo quando Rigoni, servito da Jajalo, accorcia le distanze.

Ci sono poi un paio di episodi dubbi in area nerazzurra e il gol di testa sfiorato da Gonzalez al quarantunesimo. Vince la squadra più motivata, perde quella che si è svegliata troppo tardi. Auguri all’Atalanta, costretta a giocare fino all’ultimo ma che è ormai ad un passo dall’aritmetica salvezza, auguri anche al Palermo ormai in vacanza nella speranza di non trovarci anche noi nella stessa situazione l’anno prossimo.

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A Palermo sin dal '600, sono un clan familiare sparso in giro per lo Stivale. Si riuniscono periodicamente presso il desco della nonna Ninetta. Il maggiore è emigrato a Milano per laurearsi in Comunicazione. Tra le sue passioni il teatro e i babbaluci al picchiopacchio della nonna. Ha fondato Plan Be. L'altro cugino quest'anno ha fatto il blogger, il copy, il cameriere, l'indoratore, il dottorando, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrebbe fare l'astronauta, il cardiochirurgo, l'apicultore e il ballerino.

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