È un Palermo antisalviniano

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Estate di passione per il tifoso rosanero. All’inevitabile cessione di Dybala e agli addii di Munoz e di capitan Barreto si è infatti aggiunta la mal digerita partenza di Belotti, promettente seppur acerba speranza dell’attacco isolano, per Torino, sponda granata. A fronte di acquisti discreti nei reparti difensivi (Struna, El Kaoutari) e di centrocampo (Benali, Hiljemark, Trajkovski) in attacco sono arrivati una serie di oggetti misteriosi, la giovanissima promessa Cassini dal Corinthians (il nuovo Dybala, si dice) ed il serbo Djurdjevic.

Neanche il tentativo, tutt’ora in corso, di portare a casa il veterano Gilardino e la promozione in prima squadra del saccense gioiellino della cantera Accursio Bentivegna sembrano aver dato pace ai fan del capoluogo siculo, che hanno espresso il loro dissenso con le solite minacce di disdire abbonamenti allo stadio ed in tv. Dal canto suo il presidente, puntuale come ad ogni inizio di campionato, promette che questo sarà il suo ultimo anno al Palermo, visto lo scarso affetto dimostrato dai tifosi e le speranze di costruire un nuovo impianto frustrate dall’amministrazione comunale.

Eppure Zamparini, fra tanto esibito rammarico, ha fatto anche un’altra promessa al suo pubblico: quella di un Palermo piazzato fra il sesto ed il decimo posto a fine campionato, un risultato sotto il quale in molti, fra i vittimisti tifosi rosanero, metterebbero più di una firma, ormai rassegnati ad un anno di passione e di lotta per non retrocedere.

Il risultato della prima di campionato, che ha visto inaspettatamente crollare quasi tutte le grandi, sembra dare intanto ragione all’immarcescibile Zamparini. La squadra è infatti apparsa debole solo nel primo tempo, stranamente mal schierata dal solitamente attento mister Iachini (e già qualcuno sussurra di un messaggio lanciato dall’allenatore al presidente) quando ha però potuto contare sulle importanti conferme di Gonzalez e Sorrentino che hanno più di una volta salvato il risultato sugli affondi di Pandev e compagni.

palermo antisalvinianoNella ripresa, al contrario, il Palermo ha mostrato un buon gioco. Vazquez sembra essersi assunto la responsabilità di coprire le assenze di Dybala e Belotti in attacco, l’ingresso dei neoacquisti Trajkovski e Hiljemark ha portato solidità a centrocampo e potenza nel reparto offensivo, El Kaoutari si è dimostrato capace non solo di difendere ma di impostare la ripartenza causando più di un problema ai genoani.

Proprio dai piedi dello svedese Hiljemark è partita la punizione che ha permesso al marocchino El Kaoutari di segnare, nel recupero, il gol che vale i tre punti e il primo posto in classifica, segno, come ha detto qualcuno, che quando arabi e normanni si trovano a cooperare in Sicilia il risultato non può che essere positivo, come recentemente certificato dall’Unesco.

Al gol del marocchino sono ovviamente partiti anche tutta una serie di hashtag in funzione antisalviniana, uno che sembra indirizzato al presidente veneto, #teniamoliacasanostra, e l’altro che sembra una richiesta di aiuto formulata ai “leoni dell’Atlante” El Kaoutari, Lazaar e Benali, #aiutateciacasanostra.

In una serata complessivamente positiva rimane da segnalare il perdurare di una maledizione che continua a gravare sui rosanero. Dopo il record dei venti legni colpiti nella scorsa stagione ieri sera ancora due traverse colpite prima da Rigoni e poi da Vazquez, quando si dice che il buon giorno si vede dal mattino.

Non ci resta quindi che consigliare al presidente di acquistare, oltre ad una buona punta, anche una fattucchiera di esperienza, capace di rompere l’incantesimo dei pali.

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A Palermo sin dal '600, sono un clan familiare sparso in giro per lo Stivale. Si riuniscono periodicamente presso il desco della nonna Ninetta. Il maggiore è emigrato a Milano per laurearsi in Comunicazione. Tra le sue passioni il teatro e i babbaluci al picchiopacchio della nonna. Ha fondato Plan Be. L'altro cugino quest'anno ha fatto il blogger, il copy, il cameriere, l'indoratore, il dottorando, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrebbe fare l'astronauta, il cardiochirurgo, l'apicultore e il ballerino.

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