A chi andrà l’Oscar 2016 come miglior film?

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A chi andrà l'Oscar 2016 come miglior film?
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Dopo l’ultima edizione di premiazione dei Golden Globe, è in arrivo l’attesissima notte degli Oscar 2016, che si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 28 febbraio 2016. L’evento tra i più glamour del cinema è partito con non poche polemiche, vista l’accusa da parte di Spike Lee in merito alla presenza di sole nomination “wasp”.

La categoria che dà l’imprinting alla cerimonia e che più fa parlare è senza dubbio quella di “miglior film”. Quest’anno la battaglia è ardua e non perché i film siano esattamente tutti dei capolavori, sembra ci sia però grande incertezze e grande equilibrio.

Proviamo a lanciarci in una previsione azzardata. Infatti un pronostico sul film che trionferà somiglia a una mossa urlata al nemico in una partita a Risiko: è strategia per confondere o karma negativo che si abbatte sui favoriti? Questi gli 8 film scelti per la serata finale:

La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant
Room
Il caso Spotlight

A chi andrà l’Oscar 2016 come miglior film?

La grande scommessa. Ispirato al bestseller di Michael Lewis, il film di Adam McKay racconta la vicenda degli uomini che hanno previsto l’arrivo della crisi finanziaria del 2007-2010 e ci hanno scommesso sopra. Cast di grande prestigio con Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Marisa Tomei per un film prodotto da Brad Pitt, che ha creduto nella possibilità di portare sul grande schermo una storia non semplice da raccontare. In Italia The Big Short (titolo originale) sta riscuotendo meno successo al box office rispetto alle attese, forse perché rappresenta una sorta di richiamo all’ancora recente The Wolf of Wall Street. Film sicuramente irriverente, coerente al contesto descritto, ma per niente nuovo per lo spettatore.

Il ponte delle spie. Diretto da Steven Spielberg con un elegante Tom Hanks, mette sullo schermo la crisi degli U-2 tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica durante la guerra fredda. Ha troppo poco charme per prendersi il titolo, anche se sicuramente porterà a casa più di qualche statuetta viste le numerose nomination: per il miglior attore non protagonista a Mark Rylance, per la migliore sceneggiatura originale a Matt Charman, Joel ed Ethan Coen, per la migliore scenografia ad Adam Stockhausen, per la colonna sonora a Thomas Newman e per il miglior sonoro a Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Kunin.

Brooklyn. Basato sull’omonimo romanzo di Colm Tóibín, è la biografia delicata di una ragazza irlandese che in America trova fortuna e vita vera, fatta anche di nuovi dolori che scoprono vecchi ricordi. In Italia è già arrivato a novembre 2015 grazie al Torino Film Festival ma verrà distribuito nelle sale il 17 marzo 2016. Se solo l’Academy volesse tentare di essere meno mainstream potrebbe sicuramente assicurargli un premio, ma probabilmente per la statuetta di miglior film ci convince quanto un vestito nero semplice: insomma prêt-à-porter sì, ma troppo easy per la notte più attesa del cinema.

Più datato ma grande successo di pubblico e di critica, concorre anche Mad Max: Fury Road, per due ore di cardiopalma e violenza on the road, un futuro distopico e una storia mitica e ancestrale per la regia di George Miller. È proprio lui ad aver affermato che la pellicola non è un remake o reboot, ma una rivisitazione della saga, trent’anni dopo dall’ultimo film, della trilogia iniziata con Interceptor (Mad Max) nel 1979 e arrestatasi con Mad Max-Oltre la sfera del tuono del 1985, interpretata da Mel Gibson. Sarà affascinante vederlo concorrere nella sua magnificenza sfacciata e artefatta: qualche statuetta la porterà a casa.

Non poteva mancare la fantascienza a cui siamo abituati, in un viaggio nello spazio e nel tempo con Sopravvissuto–The Martian: film di salvezza e salvataggi. Diretto e prodotto da Ridley Scott, racconta la storia dell’astronauta Mark Watney (Matt Damon), che, creduto morto, viene lasciato su Marte. Trionferà sicuramente ma non ci aspettiamo che lo faccia come miglior film.

Il caso Spotlight. Diretto da Tom McCarthy è la pellicola presentata fuori concorso alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Attesa per la cronaca che porta sul grande schermo, punta i riflettori su una grande inchiesta reale che smascherò decine di ecclesiastici accusati di pedofilia, e che valse il Premio Pulitzer di pubblico servizio al The Boston Globe nel 2003. Per la collezione di nomination (6 compresa quella a miglior film) potrebbe vedere premiati alcuni dei suoi attori: Mark Ruffalo candidato a miglior attore non protagonista e Rachel McAdams per la stessa candidatura al femminile.

Revenant–Redivivo. Pare essere il pronostico chiuso per il vincitore come miglior film ma non sono esclusi colpi di scena. Difficile non si aggiudichi la miglior regia e il premio per la fotografia che ha incantato anche gli haters della combo Leonardo DiCaprio – Iñárritu. Rimane poi la domanda più amata dal pubblico di massa di questi Oscar: Leonardo Di Caprio vincerà finalmente il suo primo Oscar come migliore attore?

Come miglior film noi puntiamo su Room, che ha già a sorpresa trionfato a Toronto. Basato su una sceneggiatura dell’autrice irlandese-canadese Emma Donoghue, Room è un racconto delicato di un dramma sconvolgente che mette al centro la violenza carnale e la reclusione, e un bambino convinto che il Mondo sia solo la stanza in cui vive con la madre. Una storia di coraggio, amore e reazione accompagnata dalle splendide musiche di Stephen Rennicks. Fantastica Brie Larson, che non a caso ha la nomination come miglior attrice protagonista: struggente, elegante, grandiosa. Grande prestazione anche di Jacob Tremblay che il Guardian ha definito come

vera rivelazione

Lenny Abrahamson, regista di Frank, stavolta cambia i termini della sua storia: dopo un personaggio come Frank che vive attraverso una strana e ingombrante maschera, che si insinua tra lui e il mondo, con Room si cala in una storia assurda e trasparente, tanto cruda da dimostrare di essere vera.

La notte degli Oscar è più che un evento da patatine e popcorn, tutti ne parlano, alcuni male, ma l’attesa per i vincitori resta alta. Resta anche l’evento più guardato da chi, con i film, segna gli anni che passano e invece delle foto, negli album ci tiene i biglietti del cinema.

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Animo mal mescolato tra toni scuri e una buona dose di arancione. Leone ascendente scorpione: selettiva e piena d’amore. Mi piace la gente quanto il cinema, per questo a volte li preferisco a targhe alternate. Non so che significa ma ho sempre amato il dispotismo illuminato.

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