L’orzo perlato, decorticato, integrale e biologico nella dieta

di
orzo perlato, decorticato, integrale e biologico
@Michael Newman


Tutti abbiamo provato almeno una volta l’orzo. Forse anche da bambini a colazione. Era quella bevanda solubile, più leggera del caffè e meno saporita dell’adorato cacao. Poi siamo cresciuti, e per molti di noi, addio orzo! Eppure l’orzo perlato, decorticato, integrale e biologico, da bere o da mangiare, è un vero portento.

Cereale antichissimo, come il farro, anzi il più antico di tutti, l’orzo è (dieteticamente parlando) un vero e proprio tesoro. Grassi praticamente latitanti. Grande apporto calorico e potere saziante. Una miniera (letteralmente!) di calcio, potassio, magnesio, fosforo, ferro, zinco. L’orzo ha una elevata digeribilità. Ideale per i diabetici, nelle coliti, nelle gastriti. Ottimo calcificante. Supporta le attività intellettive: un caffè d’orzo al ginseng è un toccasana per gli studenti.

Cosa aspettiamo ad inserire più orzo nella nostra alimentazione? Vediamo un po’ le differenze tra i vari tipi di orzo che possiamo trovare sul mercato.

Orzo perlato, decorticato, integrale e biologico

Certo, non tutti gli orzi sono ugualmente benefici e soprattutto pratici da cucinare. Andando dall’orzo integrale che sarebbe poi quello con più nutriente, all’orzo perlato, il più ”facile”, possiamo distinguere l’orzo in:

orzo integrale scuro, non raffinato, richiede una giornata in ammollo prima di essere consumato e dai 90 ai 120’ di cottura;

orzo decorticato cui viene tolta la corteccia esterna della cariosside (= il frutto), da tenere in ammollo una decina di ore. Si cuoce in circa un’ora;

orzo perlato chiaro, simile al riso, è infatti ottenuto eliminando la parte esterna del chicco. E’quello di gusto forse più gradevole, si cuoce in 45’ ma il suo apporto nutritivo è ovviamente inferiore ai precedenti.

Non dimentichiamo poi l’orzo solubile, citato in apertura. Ottimo per chi vuol sostituire il caffè con una bevanda sana e de-caffeinata.

orzo perlato, decorticato, integrale e biologico
@francesca!!

Dall’orzo macerato si ricava il famoso ‘’malto’’, da cui traiamo nientemeno che il whisky. Insomma con l’orzo si fanno un sacco di cose! Ma curiosamente, con l’orzo non si fa l’orzata, che invece non è altro che un estratto di benzoino ricavato dalla mandorla amara. Un lascito di un tempo antico, quando anche l’orzo era più diffuso.

La coltivazione dell’orzo biologico

Recentemente in Italia c’è una ripresa d’interesse per questo cereale ‘’minore’’, coltivabile in modo complementare al frumento e rispetto al quale ha i vantaggi di una maggior precocità e resistenza alla siccità. L’orzo, infatti, ha riacquistato senso come coltivazione biologica in ambienti specifici, coniugando il recupero di antiche consuetudini agro-alimentari con quello di territori in via di abbandono, perché impervi o disabitati. Ed è proprio ispirandomi a questa varietà di orzo bellunese, divenuta Presidio SlowFood, che prepareremo insieme la ricetta della Zuppa d’orzo all’antica, domani su Le Niùs.

Guarda qui per vedere le altre ricette con Orzo – Miglio e Farro

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Aspirante antropologo, vive da sempre in habitat lagunar-fluviale veneto, per la precisione svolazza tra Laguna di Venezia, Sile e Piave. Decisamente glocal, ama lo stivale tutto (calzini fetidi inclusi), e prova a starci dietro, spesso in bici. Così dopo frivole escursioni nella giurisprudenza e nel non profit, ha deciso che è giunta seriamente l'ora di mettere la testa a posto e scrivere su tutto quello che gli piace.

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