Orti e giardini: le origini, dalla cucina alla terapia4 min read

28 Aprile 2014 Ambiente Salute -

Orti e giardini: le origini, dalla cucina alla terapia4 min read

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Il termine orto deriva dal latino hòrtus, la cui radice ghar o har è comune alle parole giardino e corte.
Questi spazi, gli orti e i giardini,  sono solitamente chiusi, recintati, comunque fisicamente definiti e curati dall’uomo. 

La loro coltivazione ha origini antichissime: nate prevalentemente dalla necessità alimentare delle famiglie che in un fazzoletto di terreno piantavano i prodotti necessari alla sussistenza, poi, si sviluppano per  lo scambio, il commercio e infine per il piacere di svolgere una attività all’aria aperta.

@ br1dotcom
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Con il tempo l’orto ha assunto diverse funzioni determinate dalla sua stessa natura e genera benefici polivalenti. Infatti, se coltivare un orto significa prendersi cura di un terreno destinato a produrre beni commestibili e non solo, anche l’orto in un certo senso si prende cura di noi, offrendoci i suoi frutti e permettendoci di impiegare il nostro tempo in un’attività creativa e rigeneratrice.

Orti e giardini e il paesaggio

Dal punto di vista paesaggistico, la coltivazione dell’orto costituisce una interessante interazione che permette la riappropriazione di luoghi (magari caduti in disuso), ne agevola la loro valorizzazione, accessibilità e condivisione. Sono sempre di più le iniziative di interazione con il proprio ambiente di vita, a manifestazione del desiderio di coinvolgimento attivo dei cittadini.

Gli orti urbani ne sono un ottimo esempio; essi sono osservati dagli esperti socio-economici come laboratori territoriali di grande importanza.

@Wikipedia
Chicago @Wikipedia

In termini ambientali ed ecologici, gli orti e giardini, soprattutto urbani, sono un beneficio per le città e suoi cittadini. Essi generano implicazioni positive di tipo ecologico: aiutano a migliorare il microclima e riducono la presenza di agenti inquinanti. Sono anche un ottimo tramite per il recupero di materiali organici, che possono essere utilizzati come concimi, consentendo quindi un’alternativa allo smaltimento di tali rifiuti.

Inoltre, argomento che ci sta molto a cuore, il consumo di cibo prodotto localmente permette di evitare i trasporti di prodotti sulla lunga distanza riducendo così la produzione di anidride carbonica generata dalle attività logistiche e le spese correlate alla catena di produzione e diffusione.

Volete mettere poi la soddisfazione di consumare un ortaggio o una fragola autoprodotta?

In ambito sociale, gli orti, costituendo uno strumento di sviluppo locale, creano le condizioni ideali allo scambio e alla condivisione, generando quindi coesione e avvicinamento tra i cittadini. L’incontro nell’orto permette di rafforzare e vivificare la socialità, contribuisce all’integrazione, generazionale ed etnica, in uno scambio di identità culturali differenti.

Il dedicarsi all’orto inoltre consente a pensionati e disoccupati di sentirsi utili, produttivi ed è un ottimo mezzo per avvicinare le persone alla natura, al suo rispetto e alle sue meraviglie.

Orti e giardini come strumento terapeutico e anti stress

Oltre a tutte queste interessanti proprietà, l’orto è sempre più impiegato come strumento terapeutico, a più livelli.

In tempi recenti, sono state rivalutate le sue caratteristiche curative, ma queste non sono certo una novità. Già nelle civiltà più antiche era riconosciuto il potere terapeutico della cura delle piante, basti pensare ad alcune tecniche orientali, come quelle Zen, nelle quali si consiglia in caso di depressione o stress di abbracciare gli alberi o di passeggiare e sostare nei giardini, spesso appositamente coltivati all’esterno di case di cura.

Alla fine del settecento, Benjamin Rush, fondatore della psichiatria americana, svolge numerosi studi e dimostra che occuparsi del terreno, della natura, ha effetti benefici sulla salute mentale. Viene detta ortoterapia, horticultural therapy, e indica una forma di terapia assistita dalle piante, una riabilitazione attraverso la natura, rivolta al miglioramento fisico e psicologico della persona. Nel suo volume “Medical inquiries and observation upon diseases of the mind”, Rush espone le osservazioni svolte su pazienti psichiatrici occupati in attività manuali nel verde ed evidenzia come tale esperienza abbia favorito delle guarigioni e miglioramenti.

Questo tipo di terapia è utile a tutti  per prevenire effetti dello stress e correlati, può essere praticata in varie modalità attive, ma anche semplicemente visive. E’ infatti dimostrato che la vista del verde rilassa e rasserena.

E allora se cercate un po’ di serenità e di condivisione, magari qualche idea su come occupare creativamente il tempo libero, o semplicemente siete curiosi di saperne di più,  seguiteci in questo nuovo percorso alla scoperta di orti e giardini, spazi verdi condivisi, interessanti e originali.

In questa nuova rubrica dedicata a gli orti e giardini e i temi collegati, andremo a conoscere realtà note e meno note, a sentire la voce di chi le costruisce e di che ne beneficia, incontreremo esperti e praticanti, magari chissà…anche qualche folletto!

Foto in copertina | Luca Violetto

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Di professione curiosa e istigatrice tale; di aspirazione narratrice; di indole sognatrice; impegnata in condivisione e comunicazione. Appena posso, viaggiatrice. Laureata in economia dello sviluppo internazionale, senza necessità di collegamento tra il titolo di studio e ciò che svolgo. Seguo la mia strada e mi piace incontrarne tante altre, diverse. A volte mi faccio domande; per fortuna, non ho tutte le risposte.
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