Oporto, weekend low cost

di
Il Ponte Dom Luis I al tramonto
@MDPN

L’idea era di andare a Oporto. O meglio, l’idea era di esplorare la città di Oporto in modo autonomo godendoci la bellezza naturale della seconda città portoghese e di un weekend con vista sull’Oceano Atlantico.

Tutto ha inizio quando davanti a noi viene parcheggiata un’auto enorme. Ma enorme quanto può esserlo un pullman a due piani.
Col mio perfetto inglese provo a farmi capire:
“Uaaauu…it’s very very big…” e sorrido, sperando di creare una sorta di complicità, quella che creiamo noi donne quando…ammicchiamo.
Nulla. Il ragazzo davanti a me tira fuori il suo foglio marchiato Europcar e inizia a segnare eventuali danni, come a sottolineare che – per ora – non ci sono. Come se avesse pregiudizi sulla guida di due donne.
Antipatico e di poca fede.
“Ehm…it’s possible… have a car…smaller… than this…?”.
“What?”

Antipatico, di poca fede e dalla mente non tanto elastica.
Ok, linguaggio del corpo aiutami. Allargo le braccia e cerco di fargli capire che quel pullman è grande e noi siamo due ragazze piccoline spaventate dalle strade di Porto che sono tutte un sali e scendi. Dicono.
Dopo 10 minuti di conversazione in perfetto inglese usciamo da lì sul nostro bel pullman.
E le strade di Porto sono tutte un sali e scendi. Dico.

Beh, meno male che abbiamo prenotato il parcheggio nell’albergo dove andiamo a dormire, scelto anche per la sua posizione che ci permette di evitare la guida all’interno della Ribeira, l’intricato quanto affascinante centro storico della città (Hotel São Josè, 78€ per notte in camera doppia, 3*).

oporto
@Angelo Romano

Le premesse sarebbero buone, se non fosse che il parcheggio è sotterraneo, con una rampa in discesa a pendenza 70%, una curva a gomito dopo 5 metri, costellato da colonne che aspettano solo di scagliarsi addosso al nostro pullman.

Questo viaggio può essere solo in discesa.

Per dimenticare lo stress dell’arrivo, il giorno dopo facciamo il giro delle cantine a Vila Nova de Gaia, appena di fronte a Porto, sulla sponda opposta del fiume Douro. Tra bicchieri di Porto rosè, Porto più scuro e Porto bianco, secondo la mia catalogazione tecnica e professionale, guidare il pullman potrebbe essere ancora più arduo. Decidiamo dunque di fare due passi lungo uno dei cinque itinerari storici creati in seguito alla restaurazione del centro tra il Jardim do Palacio de Cristal e il fiume: per orientarvi, il consiglio è di chiedere info e mappe in uno dei numerosi Ipoint sparsi per la città, per esempio in praça da Ribeira, o all’ufficio turistico di Rua Clube dos Fenianos 25.

Passeggiando tra strade acciottolate e scalinate di pietra (si consigliano scarpe comode), i nostri occhi ammirano i panni stesi nelle stradine, i caffè tradizionali, gli antiquari e, dall’alto della Torre de Los Clerigos, i tetti delle case incastrati l’uno con l’altro a costruire il più bel panorama sulla città.

È come se questa città sapesse che diventarle amica è facile. Da ogni angolo spunta un bicchiere di vino che ti chiede di essere bevuto. E diventare amici di una città che offre dell’ottimo vino è un gioco da ragazzi.
Ma è come se a questa città non bastasse. Lei non vuole essere amata per il vino. O meglio: non vuole essere amata solo per il vino. E allora ti mostra gli scorci più poetici affiancati dalle casette colorate, vicino al meravigliso ponte a due livelli Dom Luis I, costruito da un assistente di Gustave Eiffel nel 1866, che regala panorami della Ribeira (centro storico) difficilmente dimenticabili.

Il vino è solo un’esca. Ok, vieni pure a Porto per bere un po’ di quel vino che faccio invecchiare per anni prima di offrirti. Ingenuo tu, che poi posso abbagliarti con le mie meraviglie. Non eri pronto per una città talmente densa di storia e di ricchezze nascoste.

Tra me e me ho in testa queste riflessioni mentre cammino lungo la sponda del Douro, il corso d’acqua che decora e divide la città; ma soprattutto ho in testa queste riflessioni prima di vedere l’interno della stazione di São Bento. Appena vi metto piede i miei occhi brillano per la luce di infiniti azulejos, che coi loro colori azzurro e bianco mi mostrano un puzzle dalle dimensioni gigantesche, un mosaico dalle mille sfaccettature, che non mi fa scordare il vino bevuto poco prima, ma lo accompagna meglio di quanto possano fare i cantucci col Vin Santo.

 

Oporto, dove dormire

Se non avete la macchina, consigliamo di alloggiare nel centro storico. Nell’ampia offerta della zona, potrete scegliere un’economica pensão o andare sul sicuro con il consigliato Hotel Almada, un’antica e originale casa portuense ristrutturata per essere trasformata in guesthouse (camera doppia da 45€, cucina a disposizione degli ospiti).

Oporto-tetti

Oporto, dove mangiare

Facendo due passi lungo la Ribeira si trovano mille ristorantini dove è possibile mangiare un boccone: in questa zona uno vale l’altro. 
Infatti la domanda a Porto non è tanto dove mangiare, ma in quale cantina andare: per questo dubbio suggerisco la Cantina Taylor’s, con tour in diverse lingue in partenza ogni 30-40 minuti e almeno 3 vini in degustazione al costo di 5€ a persona (per i minori di 18 è gratis). 
Se volete farvi un regalo, godetevi il panorama più bello di Porto cenando al ristorante annesso alla cantina, il lussuoso Barão de Fladgate.

Oporto, cosa mangiare

I cittadini di Porto sono detti tripeiros poiché, secondo un aneddoto risalente all’epoca dell’espansione portoghese oltremare, rifocillavano i marinai con tutta la loro carne, mentre tenevano per loro solo le trippe (tripas, in portoghese). Non lasciate quindi la città senza aver assaggiato le tipiche Tripas à Moda do Porto (Trippa alla maniera di Porto), a base di trippa, pollo, cipolle, carote, fagioli e spezie varie.
Altrimenti virate sull’ottimo pesce: andare in Portogallo e non assaggiare il Bacalhau (baccalà) è un delitto!

Oporto, voli low cost

La compagnia di bandiera portoghese è la TAP, con numerosi voli da Milano e Roma.
Voli per Porto da Bergamo: Ryanair
Voli per Porto da Milano Malpensa: EasyJet

Oporto, come arrivare

L’aeroporto Francisco Sá Carneiro è localizzato 11km dalla città.
Dall’aeroporto alla città di Porto le opzioni sono le seguenti:

Metropolitana:
Linha Violeta – E in partenza ogni 20 minuti in orario 06.00-01.00

Autobus:
Linha 601 – Cordoaria – Aeroporto: 05.30 – 23.30
Linha 602 – Cordoaria – Aeroporto (Via Padrão Moreira): 05.30 – 20.45
Linha 604 – Hospital de São João – Aeroporto (via Maia): 06.00 – 20.50
Linha 3M – Av. dos Aliados – Aeroporto: 00.00 – 05.00

Taxi:
da 20€ a 30€ per la tratta aeroporto-centro, escluso supplementi notturni o per bagagli

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Il primo grande viaggio lo intraprendo nel 1986, per arrivare qui, mondo dove rimarrò fino ad oggi e, mi auguro, ancora per un po’. Cresco, imparo a parlare con la parola “Coca – Cola” disegnandomi così precoce figlia del consumismo. Gioco nei primi anni e studio in quelli dopo. Cade a fagiolo che scrissi una tesina proprio sul viaggio. Ne iniziai uno iscrivendomi all’Università di Terapia Occupazionale e trascorsi qui gli anni migliori, finora. Me ne andai un po’ in giro per l’Europa, tornai. Me ne andai a fare un salto in Kenya, tornai. Me ne stetti un po’ in Perù e tornai anche da lì. Ritornano sempre. Strimpello la chitarra, ma la gente mi supplica di smettere. O comunque di non accompagnare gli accordi con il mio canto. Forse anche per questo preferisco i libri alle persone. A tempo perso lavoro in un ospedale geriatrico a Milano. Magari domani partirò. Magari invece no.

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