Le opere di Umberto Boccioni: il tempo veloce4 min read

29 Aprile 2016 Cultura -

Le opere di Umberto Boccioni: il tempo veloce4 min read

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Il tempo di Umberto Boccioni è un tempo veloce, che spinge il presente verso il progresso, deforma e agita la materia nello spazio della tela.

Il Palazzo Reale di Milano ospita una mostra dedicata alla genesi e allo sviluppo del linguaggio figurativo di Umberto Boccioni, uno dei maggiori esponenti dell’avanguardia italiana del primo Novecento. Con le opere esposte si ripercorre la continua ricerca di nuovi registri tematici ed espressivi portata avanti dall’artista attraverso il continuo dialogo con altri autori, contemporanei e non, con cui si è confrontato durante tutto l’arco della sua vita.

Il lavoro di Boccioni si svela nella sua interezza come un vero e proprio viaggio tra l’oggi e il domani. Dipinti, statue e disegni sono scanditi dall’incalzare inarrestabile del tempo.

Come sostenuto nel manifesto tecnico dei pittori futuristi, sottoscritto dall’artista, il mondo è in continuo divenire poiché “tutto volge rapido”.

Così come gli istanti, che si susseguono inflessibili, anche la contemporaneità è mutevole e, pur legata al passato, si protende verso un futuro certo di progresso e vittoria. La sua stessa arte si trasforma, lasciando le forme espressive tradizionali per la ricerca di una spazialità in cui le forme interagiscono con l’ambiente circostante, intersecano luce e spazio, e in cui anche il tempo diventa materia.

Paesaggi e ritratti assumono così nuove forme, dando corpo sulla tela al futuro.

opere umberto boccioni
Le forze di una strada (1911)

Opere Umberto Boccioni: da ieri a oggi

Sono le vedute paesaggistiche ad aprire una prima finestra sulla dimensione passata attraverso il lussureggiare della Campagna romana (1903) ancora incolta e selvatica. Il suo è un vivere denso, come il colore sulla tela. Foglie e fiori si fondono insieme in un mare di colori giustapposti ad esaltare la luminosità della scena. I fusti degli alberi svettano verso il cielo, dando aria al paesaggio che si sviluppa nell’orizzonte.

Al disordine vitale delle campagne romane si contrappone l’ordine dei filari e della terra arata di quelle lombarde (1908), natura quest’ultima che sembra programmata per dare i suoi frutti all’uomo. In essa si presagiscono già i segni di un progresso che a breve strapperà alla terra lo spazio vitale per il suo divenire.

L’oggi è già domani.

Il presente nelle opere di Boccioni si popola di contraddizioni e compromessi con la convivenza tra vecchio e nuovo. Palazzi e fabbriche costeggiano i campi, lanciando su di essi le proprie ombre di modernità. L’artista traccia scene in cui le vedute urbane si fondono con quelle paesaggistiche, dividendosi lo spazio della tela come nella realtà.

E se l’oggi è ancora sul primo piano delle opere, in cui il passo delle figure è ritmato dall’incedere flemmatico dei buoi, il futuro ne occupa già l’orizzonte che si delinea con gli sbuffi interminabili delle ciminiere industriali. (Il Mattino, 1909; Officine di Porta Romana, 1910).

opere umberto boccioni
Officine di Porta Romana (1910)

“Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido”.

Non basta più il profilo delle ciminiere a raccontare il futuro. Il domani si materializza sulle tele di Boccioni sotto forma di paesaggi urbani pullulanti di auto e luci artificiali, di figure umane e animali riprese da più angolazioni, smembrate e ricomposte nella loro continua relazione con lo spazio.

La staticità è abolita ed il tempo diventa un nuovo mezzo di rappresentazione del movimento. Correndo veloce, agitato, questo infatti deforma i corpi che vengono così raffigurati nel susseguirsi di stadi diversi fino a restituire l’idea dello spostamento. La luce viene anch’essa plasmata come materia, diventando tangibile, si trasforma in piani e linee che si scontrano con le altre forme.

Il tempo veloce sfreccia come le ruote dell’automobile ne La città che sale (1910), o segue lo sforzo umano sulle due ruote nel Dinamismo di un ciclista (1913). Macchina e uomo si fondono insieme a rincorrere la rapidità del divenire, fanno del proprio moto pura energia.

opere umberto boccioni
Dinamismo di un ciclista (1913)

Vigore e forza diventano corporei tanto quanto il susseguirsi degli attimi che sulla tela assume l’aspetto di piani che si tagliano ed intersecano all’infinito.

Per Boccioni il futuro diventa intuizione attraverso l’immaginare quale sia la forma unica che dia la continuità di un oggetto in movimento nello spazio. Egli riesce con la propria arte ad anticipare la sagoma del corpo nel suo divenire, le linee si fanno così curve, dolci, seguendo l’avvitarsi delle masse, come se questi lasciassero dietro di sé una scia del moto compiuto.

In una visione così ottimistica che rende ogni corpo come la migliore espressione di sé l’artista giunge alla sintesi della relazione tra materia e ambiente, dando vita ad una nuova spazialità e ad un tempo scandito dalla volontà del pensiero.

La mostra Umberto Boccioni (1882-1916): Genio e Memoria, organizzata da Castello Sforzesco, Museo del Novecento e Palazzo Reale con la casa editrice Electa, sarà aperta al pubblico fino al 10 luglio 2016.

Una visione completa del lavoro di Boccioni sarà possibile visitando anche il Museo del Novecento di Milano, dove sono esposte alcune delle opere maggiori del suo periodo prefuturista, il cui ingresso è compreso con il biglietto della mostra di Palazzo Reale.

Immagini| frammentiarte.it

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Dipendente da risate, buon cibo e buone letture, sono sempre alla ricerca di persone con cui condividere questi vizi. Arte e musica sono il mio metadone. Mi piace pensare che da grande farò qualcosa di grande e per questo cerco di arrivarci sazia di vita. Pacifista convinta credo nel potere della cultura.
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